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giovedì 22 aprile 2021
 
ALLA FAO
 

«L'affamato chiede cibo e dignità»

20/11/2014  «E non elemosina»: il Papa è intervenuto alla seconda Conferenza mondiale sulla nutrizione promossa dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Food and Agriculture Organization), l'agenzia dell'Onu chiamata ad occuparsi di ciò che mette in tavola il pianeta. «Il mercato e le speculazioni non ostacolino la lotta alla fame», ha detto tra l'altro il Pontefice.

Una denuncia secca, senza tanti giri di parole. «C’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi», dice papa Francesco intervenendo alla Fao, a Roma, dov'è in corso la seconda Confereza mondiale sulla nutrizione. Bergoglio cita Karol Wojtyla che  alla prima Conferenza internazionale sulla nutrizione, il 5 dicembre 1992, mise in guardia la comunità internazionale contro il rischio del "paradosso dell’abbondanza". «Purtroppo», osserva papa Francesco, «questo "paradosso" continua a essere attuale. Ci sono pochi temi sui quali si sfoderano tanti sofismi come su quello della fame; e pochi argomenti tanto suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale, dalla corruzione o da un richiamo doloroso alla crisi economica».

Per il Pontefice oggi «è doloroso constatare che la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla "priorità del mercato", e dalla "preminenza del guadagno", che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria. E mentre si parla di nuovi diritti, l’affamato è lì, all’angolo della strada,, e chiede diritto di cittadinanza, di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina». Oggi, ha notato il Santo Padre, «si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri»: forse - ha riflettuto - ci siamo preoccupati «troppo poco di quanti soffrono la fame». D’altra parte «i destini di ogni nazione sono più che mai collegati tra loro, come i membri di una stessa famiglia, che dipendono gli uni dagli altri».

Il Papa con il Direttore generale della Fao, Jose Graziano da Silva. Foto Ansa. La foto in alto, invece, è dell'agenzia Reuters.
Il Papa con il Direttore generale della Fao, Jose Graziano da Silva. Foto Ansa. La foto in alto, invece, è dell'agenzia Reuters.

«Ma viviamo in un’epoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di aggressione bellica ed economica, mina l’amicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi già è escluso», ha osservato il Papa. «Lo sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso. Questo è il quadro del mondo, in cui si devono riconoscere i limiti di impostazioni basate sulla sovranità di ognuno degli Stati, intesa come assoluta, e sugli interessi nazionali, condizionati spesso da ridotti gruppi di potere». Eppure le persone e i popoli sono lì ed «esigono che si metta in pratica» la giustizia legale, quella contributiva e quella distributiva. Per questo, ha sottolineato il Santo Padre, i piani di sviluppo e il lavoro delle organizzazioni internazionali dovrebbero tener conto del desiderio, «tanto frequente tra la gente comune», di vedere in ogni circostanza rispettati i diritti fondamentali della persona umana e, soprattutto, della persona che ha fame. «Quando questo accadrà – ha proseguito il Papa - anche gli interventi umanitari, le operazioni urgenti di aiuto e di sviluppo – quello vero, integrale – avranno maggiore impulso e daranno i frutti desiderati». Certamente «l’interesse per la produzione, la disponibilità di cibo e l’accesso a esso, il cambiamento climatico, il commercio agricolo» devono ispirare le regole e le misure tecniche di tali azioni, ma non solo: «La prima preoccupazione deve essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo per la sopravvivenza».

Aggiugendo alcune frasi "a braccio" al discorso praparato (in spagnolo) Bergoglio ha lanciato un forte appello per la difesa della "Madre Terra". E ha ammonito anche con un detto della sua Argentina: «Dio sempre perdona, gli uomini perdonano a volte, la natura non perdona mai».

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L'intervento del Papa all'assemblea della FAO
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