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venerdì 23 aprile 2021
 
 

100 anni fa Toscanini incantava l'America

01/02/2021  Un libro di Mauro Balestrazzi racconta la "tournée del secolo", che coincise con la nascita dell'Ente automomo del Teatro alla Scala e la creazione di un'orchestra stabile.

Un secolo fa, il 1° febbraio 2021, l’Orchestra della Scala si esibiva alla Convention Hall di Rochester, nello Stato di New York, Sul podio c’era Arturo Toscanini e il programma del concerto era tosto e vario, come si usava all’epoca: Respighi, Beethoven (la Sinfonia n. 5), Debussy, ancora Respighi, infine Wagner (il Preludio e la morte di Isotta dal Tristano e Isotta). L’Orchestra scaligera era in tournée dall’ottobre del 1920. Prima con un serie di concerti nel nord Italia, per poi scendere fino a Roma e  Napoli. Da Napoli l’imbarco per gli Stati Uniti a bordo del piroscafo Presidente Wilson. La tournée durerà in tutto 237 giorni, dal 23 ottobre 1920 al 16 giugno 1921. In totale i concerti furono 125, alla media di un concerto in meno di due giorni, in 68 città.  Per l’orchestra significò affrontare due traversate oceaniche (con annesso mal di mare, che su consiglio di Toscanini fu contrastato scolando bottiglie di vin santo offerto da D’Annunzio) e circa 24.000 chilometri in treno.

Il ritmo della tournée fu infernale. Dopo il concerto del 1° febbraio 1921 a Rochester, l’orchestra suonò il 2 e il 3 a Cleveland, e il 4 a Detroit. Un giorno di riposo e poi via, ancora concerti senza sosta per sei giorni di fila in sei città diverse (Indianapolis, Louisville, Cincinnati, Columbus, St. Louis e Springfield). L’Orchestra si esibì in sale da concerto, auditorium e arene. Alcune dal nome curioso, come la Syria Mosque di Pittsburgh, che non era una moschea, ma la sede di una società massonica di ispirazione vagamente mediorientale che negli anni ospitò concerti (con esibizioni anche di Caruso, Frank Zappa e Springsteen) ed eventi politici. È stata demolita nel 1991, ora al suo posto c’è il parcheggio di un ospedale.

La tournée proseguì in Canada e dopo il concerto del 24 marzo 1921 a Montreal l’orchestra si imbarcò per l’Italia. Gli ultimi concerti furono fra il mese di aprile e il 16 giugno. L’ultima esibizione fu al Teatro Lirico di Milano perché la Scala era chiusa da tre anni. Riaprirà il 26 dicembre del 1921 con l’esecuzione del Falstaff di Verdi, diretto proprio da Toscanini.

Sorprende  l’elenco dei brani eseguiti nei vari concerti. Tanta musica contemporanea (di compositori allora viventi e in attività come Lualdi, Mangiagalli, Pizzetti, De Sabata, Respighi, Sinigaglia, Tommasini, Richard Strauss, Elgar, Bloch), appena un assaggio di Verdi (la Sinfonia da I vespri siciliani) e tanto Wagner. Oggi quante orchestre, in una tournée, oserebbero presentare così tanta musica contemporanea? Anche da questo dettaglio si comprende la grandezza di Toscanini.

La tournée coincise con una importante  fase nella storia del teatro. La Scala fu trasformata in Ente autonomo, garantendosi così l’autonomia artistica e gestionale. Di conseguenza fu creata un’orchestra stabile. Artefice di questa trasformazione fu proprio Arturo Toscanini, che nel luglio del 1920 era stato nominato direttore plenipotenziario della Scala.

La storia della tournée viene raccontata per la prima volta, con documenti e cronache d’epoca, da Mauro Balestrazzi nel libro “La tournée del secolo. Toscanini e la straordinaria rinascita dell’Orchestra della Scala” (Libreria Musicale Italiana, 354 pagine, 32 euro).Parmigiano, per 35 anni giornalista alla Gazzetta dello Sport, Balestrazzi ha coltivato con passione la sua passione per la musica, scrivendone anche sulla “rosea”. Da anni collaboratore del mensile Classic Voice, Balestrazzi ha svolto una straordinaria ricerca di archivio, arricchendo il libro con fotografie, locandine, le pagine dei giornali dell’epoca. Spiccano i titoli della stampa locale americana, in cui ricorre il nome di Toscanini, definito “genio”, “superlativo”, “superbo”, “great maestro”. Un trionfo.

 

 

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