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domenica 18 aprile 2021
 
RICORRENZE
 

Ricordando la prima Messa di San Pio a Pietrelcina

13/08/2020  Il 14 agosto del 1910, 110 anni fa, il santo sacerdote celebrava la sua prima Eucarestia. Anche se con tutte le limitazioni dovute al Covid 19, la cittadina celebrerà questo anniversario

“O Gesù, mio sospiro e mia vita, mentre oggi ti elevo in un mistero di amore, ti chiedo di poter essere per te un sacerdote santo e una vittima perfetta". Era il 10 agosto di 110 anni fa e padre Pio da Pietrelcina scriveva questa preghiera nel giorno della sua ordinazione sacerdotale nel sacello dei canonici del duomo di Benevento. A ordinarlo monsignor Paolo Schinosi, arcivescovo di Marcianopoli, in sostituzione del vescovo della città, mons. Benedetto Bonazzi, arcivescovo di Benevento, che in quel periodo si trovava fuori diocesi. Mancava alla cerimonia il padre, Grazio Forgione, emigrato in America per far fronte alle necessità economiche della famiglia.

Quel giorno il futuro santo, il primo sacerdote stigmatizzato della storia, non lo dimenticherà mai e lo ricorderà spesso durante tutta la sua esistenza come anche il padre era felice che il suo “Piuccio”, era diventato “monaco di messa”. Quattro giorni dopo, il 14 agosto del 1910, la sua prima messa a Pietrelcina, nell'attuale chiesa di Santa Maria degli Angeli, Santuario diocesano dedicato a San Pio. Da quel giorno il fraticello fece della Santa Messa il cuore del suo sacerdozio, “la fonte e il culmine, il perno e il centro di tutta la sua vita e di tutta la sua opera”, come scriveva il postulatore della causa di beatificazione, padre Gerardo De Flumeri, evidenziando che egli ha esercitato il suo ministero in tre direzioni: “celebrazione della Santa Messa, amministrazione del sacramento della riconciliazione, direzione delle anime”. Anche se si definiva, come disse ad un giornalista, “un povero frate che prega”. “Uomo di preghiera e di sofferenza”, nelle parole di papa Paolo VI.

Quel 14 agosto di 110 anni, nella sua prima messa ufficiale, l'intera popolazione del piccolo centro del Sannio era in festa. Il discorso di rito fu tenuto da padre Agostino da San Marco in Lamis, suo professore di teologia. Nel suo discorso il confratello disse tra l'altro, rivolgendosi al novello frate sacerdote: “Tu hai poca salute, perciò non potrai fare il predicatore. Ti auguro però di essere un grande e assiduo confessore”.  Un augurio profetico, che comincerà a realizzarsi in maniera portentosa, di lì a pochi anni. “All’amato alunno dei Cappuccini di Sant'angelo dolcissimo padre Pio da Pietrelcina nel giorno fausto della Messa novella augurando che Dio lo possieda in Cielo come egli lo possiede fra le sue mani in terra pregando che sia memore di chi ha diritto ai suoi affetti”, scrive il Provinciale dei Cappuccini su alcune immaginette.

Da quel giorno l'altare di Santa Maria degli Angeli di Pietrelcina – che conserva l'artistica statua della Madonna della Libera, tanto cara a Padre Pio – divenne il luogo dove il cappuccino, tutti i giorni, celebrava la sua Messa, fino a quando è rimasto nel suo paese natale e cioè fino al 1916. E oggi, quello stesso altare, è meta di pellegrinaggio.
“...mentre io scrivo dove vola il mio pensiero – si legge in una lettera di padre Pio a padre Agostino due anni dopo la sua ordinazione sacerdotale, il 9 agosto 1912 ricordando quel giorno – al bel giorno della mia ordinazione. Domani festa di San Lorenzo, è pure il giorno della mia festa. Ho già incominciato a provare di nuovo il gaudio di quel giorno sacro per me. Fin da stamattina ho incominciato a gustare il paradiso... E che sarà quando lo gusteremo eternamente!? Vado paragonando la acume del cuore, che sentii quel giorno, con la pace del cuore che incomincio a provare fin dalla vigilia, non ci trovo nulla di diverso. Il giorno di San Lorenzo fu il giorno in cui trovai il mio cuore più acceso di amore per Gesù. Quanto fui felice, quanto godei quel giorno!!” . E nel 1953, 50 anni dalla sua vestizione, scrive: “Cinquant’anni di vita religiosa, cinquant'anni confitto alla croce, cinquant'anni di fuoco divoratore per Te, Signore, per i tuoi redenti. Che altro desidera l'anima mia se non condurre tutti a Te e attendere pazientemente che questo fuoco divoratore bruci tutte le mie viscere nel cupio dissolvi?!”.

Anche se con tutte le limitazioni dovute al Covid 19 Pietrelcina ricorderà questo anniversario con due celebrazioni: una nella chiesa conventuale e una nella chiesa di Santa Maria degli Angeli proprio sull'altare dove il santo ha presieduta la sua prima messa. Mentre purtroppo, in occasione della sua ordinazione non si è svolto il consueto percorso a piedi da Pietrelcina e Benevento.

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