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A Loreto, per Maria

21/08/2016  Il Cammino Lauretano, dall'Umbria alle Marche verso il Santuario che conserva la casa in cui la Madonna disse sì a Dio

La casa di Maria. È questa la meta dei pellegrini che arrivano a Loreto (Ancona). Un posto che li trasporta in un altro tempo e in un altro spazio. «In questo luogo ha avuto inizio l’opera divina della Salvezza», disse Giovanni Paolo II. L’esperienza è davvero unica: è come toccare con mano la vita stessa di Gesù. Secondo un’antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, il santuario di Loreto conserva, infatti, la casa in cui nacque la Madonna e dove avvenne l’Annunciazione.

La dimora terrena di Maria a Nazaret era costituita da due parti: da una grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella basilica dell’Annunciazione a Nazaret e da una camera in muratura antistante, composta da tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta. Sono queste tre pareti che si trovano oggi nel santuario di Loreto. Portano incisi graffiti di epoca giudeo-cristiana simili a quelli esistenti in Terra Santa, i mattoni sono uniti tra loro con materiali e tecniche che si trovano solo in quelle zone. La casa fu trasportata dai crociati, qualche mistero sul modo rimane: arrivò in Italia nel 1294 e fu posta su una collina, allora deserta, tra Recanati e il mare. Nel XVI secolo fu completata con una volta a botte e racchiusa in un vero e proprio scrigno marmoreo. La quarta parete, diversa dalle altre, ospita oggi l’altare e una nicchia con la statua della Vergine.

Il pellegrinaggio a Loreto, più recente di altre strade percorse dai fedeli nei secoli, ha un seguito sempre crescente. La Via Lauretana è la strada postale costruita a partire dalla fine del Cinquecento dai Papi per unire Roma a Loreto, passando per Foligno e terminando ad Ancona. Oggi molti “Cammini” portano al santuario lungo vari tracciati. Il tratto più frequentato è quello che unisce Assisi a Loreto. Questa via è percorsa nei due sensi e congiunge spiritualità francescana e devozione mariana; è lunga 137 chilometri che si possono dividere in sette tappe. O qualcuna in più se si decide di fermarsi ad ammirare le città ricche di storia e i luoghi immersi nella natura. Come la bella Foligno (Perugia), che si incontra nella verde Valle Umbra, tra piantagioni di ulivi e filari di viti. Cappelle votive e icone sono numerose lungo il cammino, rappresentano la Madonna sotto il baldacchino oppure la Casa portata in volo dagli angeli. E poi ci sono i santuari dedicati a Maria, come quello di Macereto (Macerata), che ha una cappella ispirata all’ornamento marmoreo della Santa Casa. Immagini e affreschi dedicati alla Madonna di Loreto si trovano ovunque nelle Marche: a Camerino, San Severino Marche, Matelica, Fabriano. Mentre a Tolentino (Macerata), si onora san Nicola (1245-1305), considerato un santo mariano perché sostenne di aver avuto la visione degli angeli che trasportavano la Santa Casa a Loreto, nel dicembre del 1294. Nel santuario a lui dedicato si ammirano gli affreschi del Cappellone di San Nicola.

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