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venerdì 20 luglio 2018
 
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A Spoleto danza, teatro, musica e "prediche" fino al 15 luglio

09/07/2018  Ultima settimana del Festival dei Due Mondi, che sarà chiuso dall'oratorio drammatico "Giovanna D'Arco al rogo", interpreato dall'attrice Marion Cotillard. Grande successo per "The Beggar's Opera", il primo musical della storia.

Dopo l’apertura del 29 giugno con l’opera “Il Minotauro” il 61° Festival dei 2 Mondi di Spoleto continua a presentare eventi e spettacoli da mezzogiorno fino alla sera tardi, in attesa del concerto conclusivo previsto al sera del 15 luglio in Piazza Duomo.

Tra gli spettacoli più belli di questa edizione del Festival (fondato nel 1958 da Gian Carlo Menotti)  c’è senza dubbio “The Beggar’s Opera” (L’opera del mendicante), una commedia musicale scritta da John Gay nel 1728. Non è un’opera lirica, ma il primo musical della storia, una commedia teatrale intervallata da ballate e melodie di epoca rinascimentale e barocca, alcune delle quali portano al firma di compositori come Purcell e Händel, orchestrate da Johann Christoph Pepusch.

Il testo è ambientato nei bassifondi di Londra, in un mondo popolato di truffatori, prostitute, bande giovanili, poliziotti corrotti e in combutta con i criminali che dovrebbero contrastare. Si tratta di un racconto violentemente satirico della società del tempo, che nella nuova produzione di Ian Burton e Robert Carsen viene brillantemente adattato ai nostri tempi.

Così la banda criminale ruba computer, smartphones e orologi preziosi. I truffatori vendono gadget taroccati per il matrimonio reale di Harry e Meghan. Nei dialoghi non mancano battute sulla Brexit e sulle “scarpe in pelle di tigre” del primo ministro britannico Theresa May.  E alla fine c’è anche chi si fa un selfie davanti al patibolo. “Lo spettacolo che avete visto”, ci spiega il regista Carsen, “è un po’ diverso da quello del debutto di Parigi. Sia per la forma del palcoscenico, che a Parigi era circolare, sia perché allora non c’era ancora stato il matrimonio fra Harry e Meghan. Quando andremo in scena a Edimburgo inseriremo nei dialoghi qualche riferimento alla Scozia e alla situazione politica del momento”.

Il regista canadese (che fece il suo debutto come stagista a Spoleto 40 anni fa) inventa un fondale di scatoloni che, in pochi attimi, si spostano per portare in vista una camera da letto, un pub o la cella di un carcere. Semplice e geniale. Anche i bravissimi musicisti francesi dell’ensemble Les Arts Florissants, nell’angolo sinistro del palcoscenico,  leggono le note dai tablet appoggiati agli scatoloni. La loro tenuta è da bassifondi urbani: felpe, tatuaggi, pantaloni strappati, tute, occhiali a specchio, berretti da baseball con la visiera spostata sulla nuca.

Gli interpreti, un gruppo di attori britannici, sono straordinari e impeccabili in ogni situazione. Fanno bene tutto. Anzi, benissimo. Cantano, recitano, danzano, saltano, fanno le capriole. Impeccabili anche nei dettagli (guardate come finge di cadere senza vita Sean Lopeman, sembra un gioco da ragazzi, ma è un capolavoro). Un trionfo meritato per tutti per uno spettacolo che tornerà in Italia in ottobre, a Pisa e a Novara.

Tra gli eventi della settimana conclusiva del Festival segnaliamo  “Dopo la prova” (un progetto di Daniele Savio su testo di Ingmar Bergman, con Ugo Pagliai, Manuela Kustermann e Melania Giglio), “Si nota all’imbrunire” (di Lucia Calamaro, con Silvio Orlando), “Giudizio, Possibilità, Essere” (di Romeo Castellucci), “Old Friends” (uno spettacolo di danza interpretato The Hamburg Ballet, con coreografie di John Neumeier”.

Il 13 e il 14 luglio, nella Chiesa di San Gregorio Maggiore, ci saranno gli ultimi due appuntamenti del ciclo “Prediche” dedicato  alle virtù cristiane. Il 13 luglio Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, parlerà della Speranza. Il 14 Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, parlerà della Carità.

Il Festival si chiuderà il 15 luglio in Piazza Duomo cin l’esecuzione dell’oratorio drammatico “Giovanna D’Arco al rogo”, con testo poetico di Paul Claudel e musica di Arthur Honegger. Giovanna sarà interpretata dall’attrice francese Marion Cotillard, mentre Jérémie Rhorer dirigerà l’Orchestra Giovanile Italiana e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La regia sarò di Benoit Jacquot.

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