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lunedì 17 dicembre 2018
 
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A tavola meglio una poesia dello smartphone

12/07/2018  Un ristorante di Roma ai clienti che consegnano il cellulare dà in cambio un libro. Anche una ricerca dimostra che distrarsi con gli schermi rovina il gusto di una cena

Casa Coppelle è un raffinato ristorante romano a un passo dal Pantheon: arredo di gran classe, quadri di pareti, una biblioteca ben fornita, atmosfera elegante, un menù che gli fatto guadagnare due forchette nella Guida Michelin, e tanti ospiti illustri. Però ai tavoli la scena che si ripeteva sempre più di frequente era la stessa di tutti i locali: commensali che invece di conversare amabilmente guardandosi negli occhi tenevano lo sguardo fisso ai cellulari, a scorrere i sociale e rispondere ai messaggi. Quello che con un neologismo è stato definito hubbing, che sta per Phone più snubbing, ovvero snobbare per colpa del telefono. Una nota stonata per camerieri e chef, e per i proprietari (Rachelle Guenot, che è l’art director di Casa Coppelle, e il marito Omar), che hanno avuto un’idea. Invitare i clienti a consegnare loro gli smartphone per il tempo di una cena, ricevendo in cambio un libro di poesie.   Lo scambio  avviene su un vassoio in argento, servito da un cameriere. Dapprima hanno iniziato solo il martedì per il solo mese di maggio, ma l’iniziativa ha avuto successo ed è stata prolungata. Il martedì resta il giorno della poesia, ma lo scambio può avvenire anche durante gli altri giorni della settimana. un libro non viene mai negato durante il resto della settimana. Fra le poesie più richieste, disponibili in più lingue, quelle di Pablo Neruda, seguito da Charles Baudelaire, Rabindranath Tagore, Eugenio Montale, Alda Merini, Emily Dickinson, William Shakespeare.
Che lo smartphione rovini il piacere di una cena lo ha dimostrato un team di psicologi dell’Università della British Columbia, in Canada, che  ha reclutato più di 300 persone e le ha mandate a cena con amici e parenti, in un locale di Vancouver, in gruppi di due o di quattro.
Ad alcuni commensali è stato chiesto di tenere i telefoni sul tavolo durante il pasto, mentre tutti gli altri dovevano lasciarli nascosti. Una volta finita la cena, a tutti i partecipanti è stato consegnato un questionario per valutare la gradevolezza dell’esperienza. È stato chiesto di stabilire i livelli di noia, distrazione, interesse e consapevolezza. Quelli che hanno tenuto il telefono sul tavolo hanno valutato il grado di piacevolezza 0,36 punti in meno rispetto agli altri. Non solo: hanno anche riportato livelli più alti di noia (0,28 punti) e di distrazione (0,46).

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