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martedì 07 aprile 2020
 
L'accordo internazionale sull'export bellico
 

Addio alle armi!

27/09/2013  L'Italia ratifica il Trattato internazionale sul commercio delle armi. Anche se resta l'ottavo Paese esportatore.

È passato quasi in sordina. Eppure il voto unanime del Senato, che ha fatto seguito a quello della Camera di due settimane fa, porta l'Italia tra le prime nazioni al mondo a battersi contro il traffico di armi. Una posizione non da poco, quella della ratifica del Trattato internazionale sul commercio di armi, visto che il nostro Paese è l'ottavo al mondo per esportazioni.

Alla firma dell'Italia, quinto Paese al mondo e primo dell'Unione europea a recepire la normativa, ha fatto seguito, il 26 novembre, anche quella degli Stati Uniti. Un passo importante verso l’entrata in vigore del Trattato che necessita di 50 ratifiche e che dovrebbe portare a un maggior controllo delle esportazioni delle armi soprattutto nelle aree di crisi.

In Italia la società civile aveva raccolto oltre 40mila firme per appoggiare la ratifica. Dopo il voto  Oxfam Italia e Rete italiana per il disarmo hanno subito chiarito che questo è un primo passo di un impegno che richiede ancora attenzione. «Senza una forte e chiara implementazione dei meccanismi di controllo e un futuro miglioramento di alcuni standard nel testo del Trattato il rischio è quello che ci si trovi di fronte ad un dispositivo inefficace se non nelle buone intenzioni», ha dichiarato Francesco Vignarca coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo, «ma noi siamo fiduciosi».

In particolare gli esperti lamentano il fatto che il Trattato «riguarda solo i principali sistemi d’arma più le armi leggere e di piccolo calibro prevalentemente ad uso militare. In particolare permangono solo una serie di limitate forme di controllo sulle munizioni e sulle componenti di armi, mentre restano escluse sia le armi da fuoco che non hanno un esclusivo uso militare sia i trasferimenti di armi all'interno di accordi governativi e programmi di assistenza e cooperazione militari».

Rete italiana per il disarmo spera, però, che dopo la buona volontà dimostrata con la ratifica il nostro Paese si faccia «promotore a livello internazionale di percorsi di miglioramento futuro del testo» in modo da rendere effettivo il controllo del commercio delle armi.

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