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martedì 12 novembre 2019
 
 

Adesso l'Italia ritrovi la sua dignità

21/12/2012  Anticipiamo l'Editoriale del N. 53 di Famiglia Cristiana, in edicola dal 27 dicembre: "A febbraio gli italiani voteranno: un'altra politica è possibile".

 Il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi (Ansa).
Il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi (Ansa).

Si conclude questo difficile 2012, quando la crisi si è fatta sentire nella vita concreta degli italiani e delle famiglie. Tanti tra di noi sono stati costretti a molti sacrifici. Molti hanno sentito il morso di questi limiti, cioè la povertà. Penso al fatto che nel nostro Paese ci siano circa 339 mila bambini in condizione di povertà assoluta. Ma non si debbono dimenticare le centinaia di migliaia di anziani che hanno fatto i conti, durante il 2012, con la fatica di vivere. Non voglio difendere la mia azione di ministro né quella del Governo. Non mi sembrerebbe giusto parlare della nostra fatica a governare una situazione critica. Ma debbo ricordare che la crisi viene da lontano. Non è nata nel 2012.


Eppure una risposta va data subito. Eravamo sull’orlo dell’abisso, un anno fa. Oggi la situazione è migliorata. Possiamo, in queste condizioni, dare una risposta, cioè aspirare alla ripresa che metterà di nuovo in movimento il Paese e che consentirà una solidarietà efficace e concreta. Gli esperti prevedono che, nel cuore del 2013, ci sarà una ripresa. I nostri sacrifici non sono stati inutili. Non vanno sperperati. Ho in mente un impegno di solidarietà più diffuso, ma anche una questione prioritaria che la ripresa potrà consentire: il lavoro dei giovani.

C’è però un handicap alla ripresa: la credibilità internazionale dell’Italia, che il Governo Monti ha conquistato sul campo, tanto che il nostro premier è uno dei più influenti leader europei, nonostante la nostra situazione non sia la più florida. A febbraio siamo chiamati alle urne, purtroppo con il cosiddetto Porcellum. Il Parlamento non l’ha riformato. Solo 11 italiani su 100 hanno molta fiducia nel Parlamento e 4 su 100 nei partiti, mentre 72 su 100 hanno molta fiducia nei carabinieri, 52 nella Chiesa, 40 nell’Unione europea.

Per ridare credibilità internazionale al Paese e forza al Governo, la politica deve ritrovare la sua dignità. Il futuro Governo non sarà di tecnici, ma di politici. È l’occasione per compiere i tagli auspicati alle spese della politica. Non è demagogia, ma sintonia con un Paese in difficoltà. C’è bisogno poi di un nuovo rapporto tra la politica e il Governo da una parte e, dall’altra, gli italiani: una comunicazione fondata non sull’emotività, ma sulla sincerità. Questa è stata la comunicazione di Mario Monti. Con lui si è aperta una nuova stagione politica. Non è una parentesi da concludere. Ma un punto da cui partire.

Il grande rischio ora è che una campagna elettorale emotiva e aggressiva faccia dimenticare che un’altra politica è possibile. Non sono prediche inutili, come diceva Luigi Einaudi, un grande italiano, primo presidente della Repubblica. In una situazione così grave bisogna lavorare al bene comune dell’Italia. A febbraio gli italiani voteranno: a loro è la scelta della guida del Paese nella prossima legislatura, un tempo in cui davvero si traccerà il profilo dell’Italia di domani.

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