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venerdì 28 febbraio 2020
 
L'intervista
 

Alessandra Amoroso: «Aiutare gli altri mi fa stare bene»

23/12/2019  La cantante festeggia 10 anni di carriera e si racconta: «Tra me e i miei fan c'è un amore folle. La mia più grande emozione? Me l'ha regalata papa Francesco» (foto Ansa)

Ci viene incontro con entusiasmo e ci bacia, come se ci conoscessimo da tempo; è vestita da maschiaccio, un cipollotto di capelli ritto in testa e un sorriso birichino illuminato da occhi verdi che brillano. Alessandra Amoroso è a Milano per partecipare a un progetto di collaborazione tra Ovs e Save the Children che si realizzerà in autunno. «Ho colto con gioia questo invito» dice, «fare qualcosa per gli altri per me è importante. Far stare bene gli altri fa stare bene me». Da un anno ha una sua Onlus, che si chiama come il suo fan club, Big family. «L’idea mi è venuta dopo un concerto a Torino. Come sempre i fan mi avevano sommerso di peluche, caramelle e lettere. Una in particolare mi aveva colpito. Parlava della difficile situazione di un bambino, Francesco, affetto da gravi patologie. Ho pensato che era mio dovere aiutarlo. Così ho proposto ai fan di acquistare delle speciali card di fedeltà che costano 15 euro, il cui ricavato è destinato a Francesco, ma anche ad altre iniziative umanitarie, come l’associazione Ara che gestisce una casa per bambini autistici. Finora abbiamo raccolto 80 mila euro».

Perché il suo fan club si chiama Big family?

«Perché li considero una famiglia, tra noi c’è un rapporto d’amore folle che è iniziato subito dopo Amici. Erano fuori da casa mia che mi aspettavano anche ore e io mi commuovevo e andavo a casa delle nonne e delle zie per portare loro la pasta al forno. A volte con i primi soldi che guadagnavo dalle serate pagavo ad alcuni di loro l’hotel. Tra me e loro c’è amore e rispetto, siamo cresciuti insieme».

Ha deciso di festeggiare con loro i dieci anni di carriera con un mega raduno a Cinecittà world il 20 luglio. Come mai ha scelto quel luogo?

«Volevo che fosse una vera e propria festa, se lo meritano. Ci sono state tante attrazioni, le giostre, il quizzone, il mega karaoke, abbiamo dato alle varie aree del parco i nomi dei miei dischi. E ho cantato con la mia band brani in versioni acustiche».

Dopo questa festa è vero che vuole ritirarsi per un po’?

«Voglio solo prendermi una pausa per stare con la mia famiglia. Io abito a Roma e faccio la spola con Lecce in auto, mi piace guidare, ma alla lunga è stancante. E poi ricomincerò a lavorare al prossimo album, è un lavoro lungo cercare i testi giusti, le musiche. Mi piacerebbe tornare a scrivere, come ho fatto con Daniele Magro per Ogni santissimo giorno, dedicata al mio compagno Stefano».

È molto legata alla sua famiglia?

«Tantissimo, ho una sorella più grande di me di cinque anni e una più piccola. E un’adorata nipotina, Andrea, che ha 3 anni. Non ho molto tempo da dedicarle, ma cerco di compensare con la qualità della nostra relazione. Ero legatissima a mia nonna, che è morta da poco a 91 anni. Quello che sono oggi lo devo a lei e con la sua scomparsa un pezzo del mio cuore non c’è più. E poi c’è il mio cane Pablo, trovato al canile, che ha preso il posto di Buddy, un bovaro del bernese che mi ha tenuto compagnia a lungo prima che un tumore se lo portasse via: ce l’ho tatuato sul mio corpo, non lo dimenticherò mai, era il cane che avevo sognato da bambina».

Lei ha una voce graffiante, un po’ da nera con la pelle bianca. Quali sono state le sue cantanti di riferimento?

«Quando ero ad Amici interpretavo le canzoni di Aretha Franklin e di Gloria Gaynor. E già da piccola adoravo Anastacia, avevo un karaoke che mi ero fatta regalare a Natale con le sue canzoni e cercavo di imitarla, le sapevo tutte a memoria. Poi in seguito ho avuto la fortuna di incontrarla e di cantare con lei. È una persona buonissima e ancora siamo in contatto su Instagram».

Nella sua carriera ha fatto molti duetti, tanto da essere entrata nel Guinness dei primati per il maggior numero di duetti, 19 nell’arco di due minuti. Quali ricorda con particolare piacere?

«Dei duetti mi piace la possibilità di condividere. Ho nel cuore il duetto fatto con Federico Zampaglione dei Tiro Mancino, con cui ho cantato Due destini. Lui, oltre a essere un cantante stupendo, è una persona eccezionale, tra noi c’è un rapporto da fratelli».

Tra le sue collaborazioni più recenti quella con i Boomdabash per Mambo salentino…

«Siamo tutti pugliesi, loro sono di Mesagne e già nel 2015 avevo cantato in un loro album la canzone Tre passi da te. Abbiamo fatto questo omaggio alla nostra terra con un video molto divertente dove c’erano pure le friselle, le orecchiette, la mozzarella…».

Il suo è un successo internazionale. Ha inciso anche un album in spagnolo, in quali Paesi è stata?

«Sono andata in Spagna, in Messico, dove il mio album ha scalato le classifiche, a Miami, a Buenos Aires. La verità è che ho paura di volare e in quell’occasione mi sono spinta oltre i miei limiti. E ho rinunciato a fare dei veri e propri tour anche perché avrebbe comportato rimanere troppo a lungo lontano dalla mia famiglia».

In passato le è capitato di esibirsi davanti a papa Francesco, cantando l’inno ufficiale del raduno dei giovani. Che esperienza è stata?

«In un certo senso traumatica, perché quando mi ha parlato per dirmi che ho una bella voce, tanta era l’emozione di poterlo guardare negli occhi che sono scoppiata a piangere. Mi piace tutto di questo Papa, le cose che dice, come sa stare accanto ai giovani, lo considero un po’ come un nonno».

È vero che da ragazzina voleva farsi suora?

«Non nel senso stretto del termine, la vita del convento non avrebbe fatto per me. Ma ero molto attratta da un tipo di suora come quella interpretata da Whoopi Goldberg in Sister act, che usa la voce, balla, avvicina i giovani alla fede».

Dopo il concerto con le colleghe cantanti contro la violenza sulle donne ha intrapreso altre iniziative contro questo grave problema?

«Magari non direttamente, ma cerco sempre di dare dei messaggi positivi su questo tema così purtroppo sempre attuale. Di recente per esempio sono andata a visitare una casa rifugio per donne maltrattate».

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