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Amazzonia, le tribù indigene incontattate in fuga dalle fiamme

29/08/2019  Survival international lancia l'allarme: gli incendi stanno minacciando direttamente la vita di alcune popolazioni della foresta, come gli Awá e gli Uru Eu Wau Wau, che da tempo lottano per difendersi dalle invasioni di agricoltori, allevatori e taglialegna.

(Nelle foto Reuters: indigeni della tribù Mura nella foresta amazzonica)

L'Amazzonia continua a bruciare. Il fuoco rischia di distruggere la biodioversità delle foreste e , ora, sta minacciando la sopravvivenza delle tribù incontattate che hanno la loro casa nella foresta. A lanciare l'allarme è l'organizzazione Survival international, che lotta a difesa delle popolazioni indigene in tutto il mondo: nell'Amazzonia orientale, fa sapere l'organizzazione, le fiamme sono arrivate a colpire la zona dove vivono gruppi dell'etnia Awá (parola che in linguas guajá significa "uomo, persona"), una delle ultime tribù nomadi di raccoglitori e cacciatori in Brasile, definita nel 2012 da Survival come "la tribù più minacciata del pianeta", messa in pericolo dalle attività senza scrupoli dei taglialegna illegali.

Gli Awà sono una popolazione completamente indifesa, che vive a contatto diretto con la natura, si muove e si sposta continuamente nella foresta, dalla quale trae le sue fonti di sostentamento. Una parte di loro sono stati contattati, ma molti restano completamente isolati e lottano strenuamente per poter sopravvivere nel loro habitat. Oggi contano in totale circa 450 membri.

Dall'altra parte della foresta amazzonica, brucia la terra abitata dagli Uru Eu Wau Wau, conosciuto come il "popolo dell'Aquila arpia", perché gli indigeni di questa etnia usano le enormi piume di questa specie di volatile per le frecce da caccia e i copricapo. Gli Uru Eu Wau Wau contano poco più di un centinai di indigeni (secondo le stime del 2010). Sono entrati in contatto per la prima volta con i non-nativi nel 1981 (in particolare con il Funai, il dipartimento governativom brasiliano che si occupa di proteggerele popolazioni indigene): allora l'etnia contava 250 membri, nel 1993 il numero crollò ad appena 89. Vivono nella loro Terra indigena riconosciuta dal Goberno brasiliano nello Stato di Rondônia, ma le loro case sono continuamente minacciate da coltivatori, allevatori e taglialegna che cercano di erodere il loro territorio.

Secondo i dati di Survival, oggi in Brasile si contano più di 300 tribù native, per un totale di quasi 900mila persone, lo 0,4 per cento della popolazione complessiva del Paese. Ad oggi il Governo ha riconosciuto 690 Terre indigene (il 13 per cento di tutto il territorio brasiliano), il 98,5% di queste si trova nella foresta amazzonica. L'etnia più numerosa è quella dei Guaranì, che conta circa 51mila indios. La popolazione più grande dell Amazzonia brasiliana è quella dei Tikuna (40mila persone), ma tantissime tribù ormai sono crollate sotto i mille indigeni. Gli Yanomami (19mila persone) sono l'etnia con il territorio più vasto: quasi 9 milioni e mezzo di ettari nell'Amazzonia settentrionale.

  

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