logo san paolo
domenica 27 maggio 2018
 
I migliori amici dell'uomo
 

Animali domestici, malgrado la crisi nessuno ci rinuncia

16/05/2018  Cani, gatti, pesci, roditori, uccellini: sono 60 milioni e 400 mila i pet in Italia. fanno parte della famiglia, e a essi viene dedicato molto tempo e attenzioni. Molte proposte di legge per ridurre l'iva su veterinario e foof, e per un'anagrafe

Nelle case degli italiani si stima vivano 30 milioni di pesci, poco meno di 13 milioni di uccelli, 7,5 milioni di gatti, 7 milioni di cani e 3 milioni tra piccoli mammiferi e rettili per un totale di circa 60 milioni e 400 mila pet.

Veri e propri membri delle nostre famiglie. 1 italiano su 2, tra quelli che vivono con un pet, gli dedica una parte consistente del proprio tempo libero, mentre il 46% viaggia solo se anche il proprio amico a quattro zampe può farlo. Riservano un’attenzione prioritaria alla cura di benessere e nutrizione dei loro pet, con il 77% che viene nutrito con pet food industriale che, come raccomandano i veterinari, fornisce un’alimentazione completa, bilanciata ed equilibrata.

Il riconoscimento dei pet, tuttavia, va ben oltre l’ambito familiare. Sono numerose, ad esempio, le aziende che consentono ai lavoratori di recarsi in ufficio con il proprio animale da compagnia. 

Gli animali d’affezione, inoltre, hanno sempre più un ruolo attivo in società, con “incarichi di rilievo”. Per citarne qualcuno, oltre a fornire assistenza ai non vedenti, i cani oltre che in situazioni di emergenza possono prestare soccorso alle persone affette da diabete, grazie alla loro capacità di identificare le variazioni di glucosio nel sudore o nella saliva. I pet contribuiscono, inoltre, ai percorsi di riabilitazione più diversi: negli ospedali, ma anche nelle carceri e nelle terapie di supporto a ragazzi vittime di bullismo e cyberbullismo.

Negli ultimi cinque anni, parlamentari di tutti gli schieramenti hanno presentato DDL legati ai temi della tutela dei pet al ritmo di uno al mese (58 nel periodo 2013-2018). Nessuno, però, è stato approvato e la discussione sul testo non è mai iniziata per la maggior parte.

Le richieste avanzate sono molteplici. A partire da questioni legate allo “status” dei pet come l’inserimento dei pet nello stato di famiglia, che permetterebbe di formalizzare un processo che nei fatti è già in atto, o l’introduzione nella Costituzione italiana del principio della tutela degli animali, che allineerebbe l’Italia a Paesi più evoluti in materia come Austria, Germania e Svizzera.

Parallelamente, a livello amministrativo, da più parti si auspica la realizzazione di un’anagrafe nazionale degli animali d’affezione, che tenga traccia di passaggi di proprietà, trasferimenti e decessi. Rappresenterebbe un utile strumento nella lotta al randagismo e all’abbandono e consentirebbe di rintracciare più facilmente i pet in caso di smarrimento. Insieme all’inclusione degli animali d’affezione nel censimento della popolazione italiana del 2021, permetterebbe, inoltre, di avere una fotografia ufficiale di un fenomeno sociale ormai di primaria rilevanza.  

Nonostante la crisi economica non abbia intaccato le cure che gli italiani riservano ai propri pet, tra le varie proposte emerge anche l’esigenza di riduzione della pressione fiscale. A oggi, infatti, l’aliquota IVA è al 22% per prestazioni veterinarie, farmaci e alimenti per animali da compagnia; al pari di un bene di lusso e tra i più alti livelli in Europa andando a penalizzare i bilanci delle famiglie.

I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo