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Benessere

Bambini a tavola, come educare il gusto dei piccoli

29/06/2015  Nei primi anni di vita possiamo fare molto per orientare i loro geni ad accettare alimenti meno appetitosi ma più sani, grazie a menù deliziosi che vanno bene anche per noi adulti.

Tra le tante sfumature del termine educazione ce n’è una fondamentale che trova il suo terreno più fertile nei primi cinque anni di vita di un bambino: l’educazione al gusto, che si coniuga anche con l’educazione alla salute.
«Dopo l’allattamento i pediatri seguono passo passo le mamme e i papà nella fase dello svezzamento, ma una volta che questo si è concluso i genitori vengono lasciati un po’ a se stessi», spiega Massimo Agosti, direttore dei reparti di Neonatologia e Pediatria dell’Ospedale di Varese.

Sul piano nutrizionale teniamo presente la teoria dei mille giorni, ovvero i 280 della gravidanza più quelli dei primi due anni di vita del bambino. «In questa fase, ci dice l’epigenetica, ovvero la scienza che studia le modifi che del Dna, l’organismo umano è programmabile dall’ambiente, che nel nostro caso è rappresentato dal cibo. «A seconda di quello che diamo da mangiare al bambino», dice Agosti, «possiamo orientare i suoi geni. Facciamo un esempio: se sono geneticamente predisposto all’infarto e sono stato nutrito in modo scorretto nei primi due anni di contrario, se vengo allattato bene, e svezzato e nutrito in modo adeguato, comincio già a fare prevenzione».

Un altro fattore a rischio è l’eccesso di calorie e grassi nell’alimentazione infantile «Un quarto dei bambini in età scolare è in sovrappeso», dichiara.  «Questa condizione favorisce il sovrappeso anche in età adulta, strettamente legata a disturbi come la sindrome metabolica, il diabete, l’ipertensione». Per venire all’aspetto pratico, limitare le proteine animali (uova, pesce, formaggi...) a una volta al giorno, prevedere la carne solo due o tre volte alla settimana. No agli snack industriali non specifici per l’età. Ridurre l’apporto di dolci, in particolare prima dei pasti, poiché tolgono l’appetito e sono cariogeni. Sì invece a frutta a verdura cotta o cruda a legumi, cereali, e non solo la comune pasta bianca o il riso, ma anche la quinoa, il miglio, il cous cous. Usare pochissimo sale, scegliendo quello marino integrale. «Si possono realizzare ricette veloci, gustose e nutrizionalmente equilibrate che vadano bene per tutta la famiglia. Per armonizzare il legame affettivo con il cibo si può anche proporre ai bambini di preparare insieme i pasti attraverso semplici attività».
Un ruolo speciale lo gioca la merenda, che è la celebrazione del dolce “buono”: mousse, budini, tortine, macedonie speziate, frutta cotta, biscottini aromatici… «Buono è un aggettivo importante sul piano dell’educazione», conclude l’esperto. «Far capire ai bambini le sfumature dei sapori, far loro conoscere le gradazione della dolcezza, gli abbinamenti, le consistenze, allarga i loro orizzonti, mentre al contrario il cibo industriale, o comunque quello carico di zuccheri e di sale, orienta negativamente il gusto».

 
 
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