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venerdì 03 aprile 2020
 
 

Unicef, preoccupazione per i bambini

24/02/2014  Dopo le manifestazioni e gli scontri, le condizioni dell'Ucraina rendono ancor più difficile la vita dei bambini.

Un bambino in strada a Kiev durante le manifestazioni.
Un bambino in strada a Kiev durante le manifestazioni.

Quando si ricorre alla violenza, i più deboli sono sempre vulnerabili. Per questo, di fronte alle notizie che arrivano dall’Ucraina, l’Unicef chiede di tutelare i bambini: “L’impatto della violenza estesa sui bambini e le loro famiglie in Ucraina desta crescente preoccupazione. Ci sono state segnalazioni di bambini coinvolti e anche feriti negli scontri a Kiev. L’Unicef sta verificando le informazioni che confermino queste notizie e segue attentamente la situazioni. Tutte le parti hanno la responsabilità di tenere i bambini lontani dai pericoli”.

Fin da prima degli scontri di giovedì, il 18 febbraio, l’ex pugile Klitschko, uno dei leader della protesta, aveva invitato donne e bambini a lasciare piazza Maidan e gli altri luoghi dei presidi; nelle stesse ore, il Ministero della Salute ucraino parlava già di quattro bambini feriti nella capitale.

Oltre alle notizie di coinvolgimento negli scontri, l’Unicef sottolinea altri pericoli per i più piccoli: “In situazioni di conflitto violento, i bambini sono particolarmente vulnerabili, non solo per la violenza in sé, ma anche per gli effetti traumatici di essere testimoni di tali scontri. Inoltre, tra le varie minacce al loro benessere, nel caos possono rimanere separati dai loro genitori e avere difficoltà ad accedere ai servizi di base. Nelle zone colpite, alcune scuole sono già state chiuse e le strutture sanitarie sono più difficili da raggiungere”.

L’appello dell’Unicef segue quello alla cessazione delle ostilità lanciato dal Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon e dall’Alto Commissario per i Diritti Umani, Navi Pillay. Il primo ha esortato entrambe le parti a cessare qualsiasi tipo di violenza e raddoppiare gli sforzi per trovare una soluzione pacifica, inclusi l’amnistia per i detenuti a seguito delle proteste e lo sgombero da parte dei manifestanti degli edifici governativi. Ban Ki-moon si è detto “sconcertato dall’uso di armi da fuoco sia da parte della polizia, sia dei manifestanti”. L’Alto Commissario Pillay, che ha sottolineato la difficoltà di ottenere informazioni imparziali, ha chiesto invece un’indagine urgente e indipendente per accertare i fatti e le responsabilità, compreso l’eventuale uso eccessivo della forza, e ha ribadito il suo appello per il rispetto del diritto di riunione pacifica, come previsto dal diritto internazionale.

Durante l’udienza di mercoledì scorso, anche da papa Francesco è arrivato un “invito a tutte le parti a cessare ogni azione violenta e a cercare la concordia e la pace del Paese”. Ha detto: “Con animo preoccupato seguo quanto in questi giorni sta accadendo. Assicuro la mia vicinanza al popolo ucraino e prego per le vittime delle violenze, per i loro familiari e per i feriti”.

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