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mercoledì 15 luglio 2020
 
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«Un punto di partenza»: le conclusioni del cardinale Bassetti, oggi il Papa

22/02/2020  Si chiude l'incontro voluto dalla Conferenza episcopale italiana che ha visto confrontarsi a Bari 58 tra vescovi e patriarchi giunti dai 20 Paesi che s'affacciano sul Mediterraneo. Migrazioni, diseguaglianze economiche, conflitti, dialogo, integrazione, sviluppo: a Jorge Mario Bergoglio viene consegnato un documento ricco di analisi e di proposte. «Bisogna cambiare i decreti sicurezza», ribadisce il presidente della Cei, «ma non solo».

Tutte le fotografie di questo servizio sono di Gennari/Siciliani/Cei. Per gentile concessione.
Tutte le fotografie di questo servizio sono di Gennari/Siciliani/Cei. Per gentile concessione.

 

 

Dai nostri inviati

Scendono le scale che dai saloni nobili del Castello Svevo li conducono all'ufficio stampa allestito al pian terreno con la consapevolleza che non è stato tempo perso. A riassumere i pensieri dei 58 tra vescovi e patrirchi giunti a Bari dai 20 Paesi che s'affacciano sul Mediterraneo chiamato a riappropiarsi della sua antica vocazione (via privilegiata per tessere dialogo, promuovere sviluppo, costruire pace) ci pensa il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, incontrando i giornalisti al termine dell'ultimo giorno dei lavori. «Questa è stata solo la prima tappa», esordisce. «Siamo convinti che questo sia soltanto l’inizio di un cammino che era necessario intraprendere, per dare la nostra risposta col Vangelo ai problemi della Chiesa, alle nostre Chiese e alla società di oggi», aggiunge.

«In questi giorni – prosegue il cardinale Bassetti – si è fatta luce sulla nostra conoscenza, i nostri rapporti, i nostri problemi. Prima ci chiamavamo fratelli come titolo, dopo queste giornate ci diciamo fratelli perché lo siamo realmente». «Non abbiamo ancora calendarizzato altri incontri», precisato il presidente della Cei, «ma vogliamo fare un collegamento con tutte le persone interpellate, in modo che ci sia una ‘corrente’ che ci interpella tutti. E’ necessario ogni tanto fare il punto, è l’orientamento che ci viene dal Papa».

Tra le proposte di Bassetti per il futuro, quella di costituire un Forum in ogni Conferenza episcopale nazionale, “per affrontare i temi emergenti, il più importante dei quali è quello della pace, che va continuamente conquistata, che ci sfugge sempre di mano”. «La gente si aspetta molto da noi”, interviene a sua volta il cardinale Louis Raphaël Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, che per dar seguito alle giornate di Bari propone “un tavolo misto tra cristiani e musulmani, per vedere come creare un’atmosfera che tuteli la dignità umana e la libertà religiosa”. Altra proposta del patriarca, quella di un Comitato che possa seguire l’attività dei vescovi delle Chiese del Mediterraneo, «per dare seguito al loro lavoro».

«Bisogna cambiare il decreto sicurezza, ma non solo»

«Un punto d'appoggio sostanzioso». Così Bassetti definisce il documento conclusivo dei lavori che i partecipanti all’incontro di Bari intendono consegnare al Papa domenica 23 febbraio. E' il Santo Padre, infatti, a concludere l’incontro con una Messa in corso Vittorio Emanuele alla quale sono attese 40mila persone (prevista anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e del Capo dello Governo, Giuseppe Conte). «Abbiamo scritto una pagina che io ho definito bella», ha detto il presidente della Cei: “Vogliamo essere pastori con l’odore delle pecore, come ci chiede il Santo Padre”.

«Bisogna cambiare non solo il decreto sicurezza, tante cose vanno riviste, perché le situazioni si evolvono e il legislatore si deve tenerne conto», afferma il cardinale Bassetti rispondendo alle domande dei giornalisti sul tema della migrazione. «La società civile progredisce e i problemi si aggravano», continua il cardinale: “Cambiare è il segno di una mentalità dinamica che affronta le situazioni così come sono e nella loro evoluzione”, ha spiegato il porporato, che a proposito dell’immigrazione ha esortato a fare una distinzione tra migranti e profughi, “altrimenti si continua a fare una grande confusione”, il monito. “Il fenomeno migratorio c’è sempre stato e sempre ci sarà”, precisa: “Ci sono migranti che scelgono volontariamente di andare in altre nazioni”. Cosa del tutto diversa, invece, sono i profughi “che o per la guerra, o per la persecuzione, o per gli effetti dei cambiamenti climatici sono costretti a lasciare le loro terre”. E’ ai profughi, ha ricordato Bassetti, che è rivolta l’esperienza dei “corridoi umanitari”, per “rispondere a quella necessità di accoglienza e di accompagnamento di cui parla il Santo Padre”. “Come sarebbe bello se nell’accoglienza si coinvolgessero sempre di più le nostre famiglie, come è accaduto in Libano”, esclamato il presidente della Cei, puntualizzando che «l'accoglienza non basta: bisogna creare intorno alle persone un clima di amicizia e di affetto in cui la persona possa crescere e maturare, ritrovando un clima di famiglia”.

“Le migrazioni sono una grandissima perdita per noi ed un grande peso per voi”, chiude infine il cardinale Louis Raphaël Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei puntualizzando: “I nostri ragazzi vanno via perché non c’è pace, non c’è sicurezza. E chi c’è dietro le guerre? Senza il rispetto dei diritti umani, le persone fuggono».

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