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sabato 21 settembre 2019
 
povertà
 

Opera San Francesco, l'industria della carità che guarda i poveri negli occhi

12/06/2019  Presentato in Università Cattolica a Milano il Bilancio Sociale: nel 2018 distribuiti 712.268 pasti, 9.132 cambi d’abito ed effettuato 36.298 visite mediche, aiutando circa 25.000 persone a maggioranza peruviani, italiani e marocchini. Il presidente fra’ Marcello Longhi: «Aiutiamo persone che hanno un volto, una storia, una dignità. Ora guardiamo il futuro e cerchiamo di offrire un aiuto per chi ha perso il lavoro e vuole ricominciare»

La fortuna di Milano è che c’è tanta gente che aiuta e cerca di disinnescare ogni giorno la bomba sociale della povertà che in Italia cresce in maniera allarmante. I numeri di Opera San Francesco per i poveri (OSF) ne sono la conferma. Nel solo 2018 OSF ha distribuito 712.268 pasti, ha garantito 57.517 ingressi alle docce, ha donato 9.132 cambi d’abito ed effettuato 36.298 visite mediche, aiutando, tra uomini e donne, circa 25.000 persone a maggioranza peruviani, italiani e marocchini, in gran parte uomini (oltre il 70%), d’età compresa tra i 25 e i 54 anni. Numeri importanti sostenuti dal lavoro dei volontari, oggi oltre 1000 cittadini, circa 230 dei quali medici, necessari per svolgere in modo efficace le attività di aiuto. La storica mensa di corso Concordia, a pochi passi da San Babila, insieme alla seconda mensa nata nel 2017 in piazzale Velasquez, ogni giorno distribuiscono un totale di 2.330 pasti. Al servizio docce accedono quotidianamente 223 ospiti e il servizio guardaroba garantisce 40 cambi d’abito al giorno (per un totale di 143.933 capi forniti dal Centro Raccolta). La sede di piazzale Velasquez è dotata anche di un poliambulatorio, vero e proprio fiore all’occhiello di OSF, che eroga 156 visite giornaliere (per un totale di 36.298 prestazioni fornite) e dove si alternano i medici volontari assieme a otto infermieri, un operatore socio sanitario e nove assistenti alla poltrona; qui infine è anche attivo uno Sportello Distribuzione Farmaci che nell’ultimo anno ha distribuito gratuitamente 60.800 confezioni di farmaci.

Questi, in sintesi, i dati del Bilancio sociale di OSF presentati mercoledì mattina nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano alla presenza di fra’ Marcello Longhi, presidente di OSF, che ha preso il testimone da padre Maurizio Annoni, presidente dal 1999, morto l’11 aprile scorso e ricordato con un video commemorativo e un lungo e commosso applauso durante la conferenza stampa. «Aiutiamo persone che hanno un volto, una storia, una dignità», spiega fra’ Marcello, «da noi sono arrivati nell’ultimo anno circa 25mila persone da 135 nazioni. C’è l’italiano che non arriva alla fine del mese, l’anziana che vive sola e tanti ragazzi extracomunitari con alle spalle storie di vita terribili e drammatiche e che spesso sono solo di passaggio nel nostro Paese. Quest’anno ricorrono i sessant’anni dell’Opera, nata il 20 dicembre 1959 dalla felice intuizione di fra’ Cecilio, e il nostro obiettivo è fare di più e meglio per il futuro».

Da questo punto di vista, risulta fondamentale la capacità di OSF di riuscire a cogliere e soddisfare le mutate necessità dei poveri offrendo soluzioni sia ai bisogni primari ma anche a quelli più complessi, dei quali si occupa concretamente l’Area Sociale di OSF. Infatti con i progetti di Housing Sociale e First si studiano per nuclei familiari e non solo una serie di azioni che comprendono l’inserimento abitativo temporaneo e gratuito e la costruzione di percorsi di autonomia personalizzati. Lo Sportello Lavoro poi supporta le persone che intendono riconquistare la propria dignità attraverso un impiego e chiedono espressamente di essere aiutate. Nel 2018 sono state effettuati 209 colloqui, 150 consulenze alle famiglie, 2.300 i curricula pervenuti e analizzati, 74 i contratti avviati e 18 progetti di politiche attive stipulate tra tirocini extracurriculari, progetti dote unica lavoro e garanzia giovani.

La sociologa Chiara Saraceno: La povertà riguarda sempre più anche famiglie di lavoratori

La sociologa Chiara Saraceno ha illustrato alcuni dati sulla povertà in Italia, sottolineando come questa questione «fatichi ad entrare nell’agenda politica e collettiva italiana» nonostante sia un fenomeno in forte crescita, soprattutto dal 2008 e che riguarda in particolar modo le famiglie e i giovani. Ancor più preoccupante la povertà dei minorenni e dei giovani fino ai 34 anni, che supera quella degli adulti e comprende quasi la metà di tutti gli individui poveri (tot. individui poveri 5.058.000 - 8,4% della popolazione, dati Istat 2017). «Povertà economica», spiega Saraceno, «significa anche povertà educativa, che colpisce in gran parte i giovani di famiglie economicamente più svantaggiate, con poco capitale sociale e culturale. La povertà, infine, è sicuramente legata alla mancanza di lavoro, ma riguarda sempre più anche famiglie di lavoratori: madri sole, famiglie con tre figli e più in cui un solo genitore lavora. Fenomeno tristemente in crescita dall’inizio della crisi».

Il Bilancio Sociale di OSF diventa occasione per «una visita guidata alle fondamenta della città» come suggerisce l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini: «Si scopre dappertutto gente che dedica tempo, risorse e competenze per parenti e sconosciuti, e così la città diventa solidale, attenta ai più fragili, abitabile e rassicurante. Ma c’è troppa gente relegata in solitudine, troppe persone che si chiudono in un ghetto, troppi che cercano sicurezza nell’indifferenza e nell’isolamento. Le relazioni tra la gente e la speranza hanno bisogno di manutenzione straordinaria».

Il Bilancio è stato redatto con il contributo scientifico di ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: «L'Opera San Francesco», ha affermato il professor Marco Grumo, docente di Economia aziendale e responsabile della divisione no-profit e impresa sociale di ALTIS, «rappresenta un grande esempio di carità cristiana, intelligente, rilevante e professionale. È da tempo una realtà lungimirante e rappresenta una best-practice nazionale e internazionale di come si possa e si debba "fare bene il bene". Un'organizzazione che non solo svolge servizi di importante quantità e qualità, ma che ogni giorno rigenera persone e speranze mettendo sapientemente "a sistema" il lavoro gratuito e le risorse economiche donate da migliaia di persone di cuore». Grumo ha sottolineato come OSF non riceve alcun contributo pubblico: «Ogni euro che riceve in donazioni lo fa fruttare con un rendimento della donazione del 151%. È un esempio di come gestire bene un’azienda della carità grazie a innovazione ed efficienza organizzativa. OSF non produce beni e servizi ma dignità e speranza».

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