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venerdì 23 aprile 2021
 
Brasile
 

Brasile, esercito, economisti e chiese evangeliche voltano le spalle a Bolsonaro

02/04/2021  Con 12 milioni e mezzo di contagi e più di 325mila morti per Coronavirus, nel Paese la situazione è drammatica. Il presidente, criticato per la pessima gestione della crisi sanitaria, reagisce con un grande rimpasto di Governo e con la sostituzione dei vertici delle Forze armate. Un autoritarismo che allarma buona parte della nazione: sono più di 60 le richieste di impeachment arrivate alla Camera dei deputati

Nel cimitero di Vila Nova Cachoeirinha (San Paolo) vengono riesumati i cadaveri per lasciare spazio alle nuove vittime del Covid (foto Reuters).
Nel cimitero di Vila Nova Cachoeirinha (San Paolo) vengono riesumati i cadaveri per lasciare spazio alle nuove vittime del Covid (foto Reuters).

(Foto Reuters sopra: il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, 66 anni)

Alle prese con una pandemia che di giorno in giorno colpisce il Brasile in modo sempre più drammatico, pressato da molte parti - compresi non pochi fra i suoi alleati al Congresso - per la sua gestione disastrosa della crisi sanitaria (che lui, fin dall’inizio, ha sempre continuato a minimizzare lasciandosi andare a gesti e dichiarazioni a dir poco irresponsabili), allarmato dal possibile ritorno in campo dell’ex presidente Lula (in vista delle elezioni del 2022), il presidente Jair Bolsonaro affronta una profonda crisi politica alla quale reagisce arroccandosi sempre di più in un atteggiamento dispotico e autoritario: nell’arco di un giorno sei ministri, fra cui quelli di Difesa, Giustizia ed Esteri, sono stati sostituiti. Un rimpasto da record: arrivano a 24 in poco più di due anni  di amministrazione Bolsonaro i ministri che sono stati cambiati in corsa. Al dicastero della Difesa, al posto di Fernando Azevedo e Silva - colpevole di non aver appoggiato le tentazioni “golpiste” del capo di Stato - Bolsonaro ha chiamato il generale Walter Braga Netto. Una scelta molto chiara, conferma della linea politica del presidente, lui stesso ex capitano dell’esercito, che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie nostalgiche verso la passata dittatura: il 31 marzo, in occasione del 57° anniversario del golpe, il neoministro ha dichiarato che il colpo di Stato del 1964, che diede inizio alla dittatura militare, deve essere celebrato come un movimento che «permise di pacificare il Paese» nel momento in cui, secondo Braga Netto, la pace e la democrazia erano minacciate dalla Guerra fredda.

Il primo atto del nuovo titotale della Difesa è stato annunciare un cambio ai vertici di Esercito, Marina ed Aeronautica. Una sostituzione di massa - senza precedenti - arrivata dopo che i tre comandanti avevano annunciato di non voler più appoggiare il presidente e di voler dare le loro dimissioni, come segno della loro contrarietà al licenziamento e alla sostituzione del ministro Fernando Azevedo e Silva. Di fronte a questa azione, i leader dell’opposizione alla Camera e al Senato il 31 marzo hanno presentato una nuova richiesta di impeachment nei confronti di Bolsonaro accusando il presidente di irregolarità nelle dimissioni del ministro della Difesa e nell’uscita dei tre comandanti delle Forze armate. Nella loro richiesta i parlamentari affermano che il presidente sta tentando in forma autoritaria di appropriarsi per interessi personali del controllo delle forze armate, minacciando in questo modo la democrazia. Le sostituzioni ai vertici militari non sarebbero semplicemente un atto di governo, ma una precisa azione per fini politici. Da quando è salito il potere, la Camera dei deputati ha già ricevuto più di sessanta richieste di impeachment per Bolsonaro. 

Una settimana fa il capo di Stato aveva provveduto all’ennesimo cambio, il quarto, alla guida del ministero della Salute: il generale Eduardo Pazuello, criticatissimo per come ha gestito l’epidemia nel Nordovest del Paese, nel martoriato Stato di Amazonas con capitale Manasu, è stato sostituito con il cardiologo Marcelo Queiroga. lI Paese è entrato in un baratro dal quale non vede la luce: dall’inizio dell’anno il numero dei morti è quasi quadruplicato. In tutto il Paese il numero di casi è arrivato a 12,8 milioni, 2 milioni e mezzo solo nello Stato di San Paolo, il più colpito, dove 25 ospedali pubblici hanno finito i posti letto in terapia intensiva. In questo Stato si è addirittura cominciato a riersumare i cadaveri per fare posto alle nuove vittime del Coronavirus. Il numero di morti per Covid giornalieri è arrivato a un nuovo record: 3.869 in 24 ore. Le vittime in tutta la nazione sono di più 325mila. Sul quotidiano spagnolo El País il neuroscienziato Miguel Nicolelis avverte che in Brasile mancano poche settimane al punto di non ritorno: il numero dei morti giornalieri per Covid potrebbe arrivare presto a 5.000. E prospetta uno scenario catastrofico, nel quale perfino il sistema funerario sarà al collasso e i morti dovranno essere abbandonati per le strade per mancanza di luoghi di sepoltura. 

Nonostante la drammatica crescita dei contagi - con i sistemi sanitari regionali al collasso - il Governo federale non prende in considerazione la misura di un nuovo lockdown nazionale e Bolsonaro è tornato a criticare le misure di distanziamento sociale. Nei giorni scorsi il presidente del Senato, Rodrigo Pacheco, ha criticato la mancanza di coordinamento nazionale nella lotta contro il Covid e ha sottolineato con forza la necessità di promuovere una vasta campagna di immunizzazione. Secondo i dati riportati da O Globo, attualmente più di 18 milioni e mezzo di persone (quasi il 9% della popolazione) hanno ricevuto la prima dose del vaccino, più di 5 milioni di la seconda dose. Nella giornata di ieri, più di 1 milione di persone sono state vaccinate: il numero più alto da quando nel Paese è partita la campagna vaccinale. Sulla questione dei vaccini, dopo avere più volte messo in dubbio la necessità dell’immunizzazione dichiarando che lui non si sarebbe vaccinato Bolsonaro - che ha avuto il virus - ha pensato bene di cambiare posizione e poco più di una settimana fa ha annunciato che il Brasile in pochi mesi diventerà autosufficiente nella produzione di vaccini anti-Covid. Inoltre, dopo essersi mostrato in pubblico per mesi senza mascherina, ora ha fatto marcia indietro e ha deciso purudentemente di indossarla. In un momento di malcontento diffuso e crisi dei consensi, anche il mondo dell'economia e della finanza gli si è rivoltato contro per il modo gestire la questione sanitaria: a marzo 200 tra banchieri, economisti, imprenditori ed ex funzionari del settore pubblico hanno sottoscritto una lettera aperta in cui criticano le azioni del Governo nei riguardi della pandemia. Pure il tradizionale supporto assicurato a Bolsonaro dalle chiese evangeliche conservatrici vacilla. Lo dimostra con chiarezza la 62esima richiesta di impeachment presentata  alla Camera dei deputati lo scorso gennaio: a firmarla, 380 leader religiosi, tra sacerdoti cattolici (tra i quali alcuni vescovi), pastori e rappresentanti delle varie chiese evangeliche e dei movimenti cristiani che prendono nettamente le distanze dall’uso politico della religione da parte del presidente brasiliano.

 
 
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