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mercoledì 23 settembre 2020
 
 

Vespucci, un italiano senza confini

22/02/2012  Il grande viaggiatore toscano, di nome Amerigo, da cui America, morì esattamente cinquecento anni fa. E Firenze, la sua città, lo celebra con convegni e mostre.

La statua di Amerigo Vespucci agli Uffizi di Firenze (foto Marka).
La statua di Amerigo Vespucci agli Uffizi di Firenze (foto Marka).

Esattamente il 22 febbraio di cinquecento anni fa moriva Amerigo Vespucci, grande viaggiatore, a cui - sembra, ma non è certo - si dovrebbe il nome America. E mentre la sua città, Firenze, si appresta a celebrarlo con mostre e convegni, vale la pena domandarsi: chi era costui? Qual è l'identità di quest'uomo a cui sono intitolate decine di scuole e di grandi imbarcazioni nazionali? Che cosa ha fatto nella sua vita?


Amerigo Vespucci nacque il 9 marzo del 1454 a Firenze, nella parrocchia francescana di Ognissanti. È certo che la famiglia era gente di fiducia dei potenti Medici: furono loro a spedirlo a Siviglia e, di lì, a imbarcarsi tre o quattro volte (su questo punto una certezza assoluta non c'è), tra il 1497 e il 1505, su alcune navi che ripetevano la rotta di Cristoforo Colombo. Il suo grande merito, per il quale il mondo intero lo ricorda e oggi lo omaggia, è non già la scoperta dell'America - che va appunto attribuita a Colombo - bensì la consapevolezza, fondata su precisi calcoli geografici, che quella terra non fosse l'Asia, ma un continente nuovo e sconosciuto. A tali terre fu dato il nome America dal cartografo Martin Waldseemüller nella sua prima mappa del 1507, ispirata al nome latino dello scopritore, Americus.

In realtà, nemmeno su questo punto cruciale vi è certezza assoluta: un altro italiano, Giovanni Caboto, sarebbe giunto sulel coste dell'attuale Nuova Scozia il 24 giugno del 1947, la stessa data del primo approdo di Vespucci in America, per conto del ricco mercante inglese Richard Ameryck. Il dubbio che il nome discenda da qui non è pretenzioso...

Il volume su Amerigo Vespucci edito da Le Lettere.
Il volume su Amerigo Vespucci edito da Le Lettere.

Le celebrazioni fiorentine per i cinquecento anni dalla morte si aprono oggi nella Corte del veccho spedale di San Giovanni di Dio, a Borgo Ognissanti, che fu donato alla città nel XV secolo da Simone di Piero di Vespucci, il patriarca della famiglia. Nel pomeriggio avrà luogo il convegno "Amerigo Vespucci, umanista, cosmografo, navigatore". Il 9 marzo, data di nascita del protagonista, Palazzo Vecchio ospiterà un altro convegno, dal titolo "I navigatori toscani". Il 25 marzo, infine, è attesa la mostra "Amerigòs America. Firenze e i mercanti del nuovo mondo".

Di grande interesse, per gli passionati di questo personaggio e del suo periodo storico, è il volume illustrato Amerigo Vespucci di Franco Cardini e Marina Monrtesano, edito da Le lettere. Si parte inquadrando l'Europa alla vigilia delle esplorazioni atlantiche e definendo la Firenze dei Medici e i viaggi da loro commissionati, per arrivare alla figura di Vespucci e ai suoi testi sul Nuovo mondo. Un modo suggestivo per immergersi nell'atmosfera di quei tempi e rimettersi sulle tracce del grande navigatore.

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