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martedì 24 novembre 2020
 
 

Buon compleanno, maestro!

26/06/2013  L'augurio di Famiglia Cristiana a Claudio Abbado: il grande direttore compie oggi 80 anni. Una vita dedicata alla musica e all'impegno civile.

Estate dell’anno 2000. Claudio Abbado, l’acclamatissimo direttore d’orchestra, viene ricoverato ed operato per un cancro allo stomaco in un ospedale di Cagliari. La sua carriera luminosa, intensa, sembra spezzarsi. Pochi mesi dopo è in programma una tournée in Giappone con i Filarmonici di Berlino, la mitica orchestra che ha ereditato nel 1989 dalle mani di Herbert von Karajan e con la quale sta per concludere il rapporto di collaborazione. I medici lo sconsigliano dal partire, essendo ancora convalescente. Secondo molti testimoni alla domanda del maestro milanese “cosa mi può accadere se parto?”, essi risposero “potrebbe anche non farcela, morire”.

La replica fu lapidaria: “Visto che se non dirigo muoio comunque, decido di partire”. Partì, e fu una tournée trionfale. Alla quale seguì un memorabile omaggio a Ludwig van Beethoven proposto a Vienna e replicato a Roma: “Al mattino provava con l’orchestra, al pomeriggio si sottoponeva alla chemioterapia; alla sera c’era il concerto e poi, dopo il concerto, altre prove”. Così riferì l’ufficio stampa dell’istituzione romana qualche tempo dopo. In questi aneddoti c’è tutto il temperamento di uno dei più grandi direttori italiani di sempre.

Un uomo che compie in questi giorni 80 anni e che ha consacrato la propria vita a due ragioni: la musica e le cause civili. Di lui molti hanno criticato (in ciò paragonandolo a Maurizio Pollini) l’impegno “politico”. Ma altrettanti hanno riconosciuto che è stato un artista capace di scendere dalla torre d’avorio, di uscire per le strade, di portare la musica ai giovani, di battersi perché questo nostro Paese riconoscesse i valori della storia, della cultura, del dialogo con i popoli, della musica come linguaggio universale.

Quando, nel corso della sua lunga stagione come direttore artistico e musicale della Scala, proponeva ai ragazzi di andarlo a sentire durante le prove,
questi si presentavano in portineria, e nessuno, all’inizio, credeva loro quando dicevano che era stato “il Maestro Abbado ad invitarli”. Ma era vero: perché Abbado ha sempre aperto le prove dei suoi concerti. Sempre ha voluto che la musica fosse accessibile a tutti. Sempre ha preteso che si piantassero nuovi semi spirituali nel tessuto sociale.

Così come, simbolicamente e da amante del giardinaggio, egli ha sempre voluto seminare un nuovo albero nei luoghi che ha visitato e che gli sono entrati nel cuore. E sono tanti. Alcuni sono stati essenziali: Milano, dove è nato e dove ha diretto la Scala e fondato la Filarmonica; Vienna, dove ha studiato e dove è stato direttore del Teatro dell’Opera; Londra, dove ha ricevuto i primi incarichi; Berlino dove ha consacrato la sua carriera; il Venezuela, dove torna ogni inverno per rivivere l’esperienza dell’Orchestra giovanile di Abreu; Lucerna, dove ha ridato vita all’Orchestra del Festival e dove torna ad ogni mese di agosto.

Ed infine Ferrara prima e Bologna ora (dove vive vicino ad Alessandra, una dei suoi figli, ai quali è sempre stato legatissimo): le due città nelle quali da anni segue le sue ultime “creature”, la Mahler Chamber Orchestra e l’Orchestra Mozart. Perché Abbado, oltre ad essere un ineguagliabile interprete della musica di Mozart, di Beethoven, dell’Ottocento italiano e del Novecento, è un grande “facitore” di orchestre, soprattutto giovanili. E un grande scopritore di talenti: come Daniel Harding, che giovanissimo gli si alternò ad Aix-en-Provence in una storica edizione di Don Giovanni di Mozart, senza che sul cartellone del Festival comparisse il nome del direttore “di turno”. “Altrimenti il pubblico sceglie le mie repliche e non quelle di Harding – disse – e oltretutto ci sono i mondiali di calcio ed io decido di dirigere quando non gioca l’Italia”.

Il suo ritorno alla Scala nel 2012 è stato salutato come un evento. Ma le cose alle quali più tiene, musica a parte, sono altre: la promessa mantenuta di inaugurare un nuovo auditorium a L’Aquila, il varo di iniziative per i bambini, per gli ospedali, per le carceri con la “sua” orchestra Mozart. La stessa che in questi giorni gli augura buon Compleanno, insieme a tutto il mondo della musica e civile, con un Cd dedicato alla Sinfonia n. 2 di Schumann. Una sinfonia che ha voluto riscoprire, come tanto repertorio, tanti capolavori, tante novità assolute sbocciate dal suo gesto e dalla sua passione.

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