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domenica 29 marzo 2020
 
 

Calcio: ricchi scemi e poveri furbi

14/07/2012  Juve, Milan, Inter: le nostre tre grandi hanno patito, come non mai, i soldi degli altri, gli acquisti degli altri, la concorrenza degli altri, intesi come stranieri.

La Juventus in ritiro in Valle d'Aosta. Foto Ansa. La fotografia di copertina, invece, è dell'agenzia Reuters.
La Juventus in ritiro in Valle d'Aosta. Foto Ansa. La fotografia di copertina, invece, è dell'agenzia Reuters.

Sarà la crisi economica particolare e datatissima del nostro calcio, sarà la crisi generale che tocca eccome la Fiat e dunque anche la Juventus, sarà che Berlusconi per il suo rientro pieno in politica ha scelto per il Milan il saio del frate questuante, sarà che Moratti aspetta per l’Inter miracoli low cost da Stramaccioni che  tutto sommato gli costa venti volte meno di  Mourinho, ma a questo punto del mercato calcistico (chiusura il 31 agosto, ma poche prospettive che le cose cambino) le nostre tre grandi hanno patito come non mai i soldi degli altri, gli acquisti degli altri, la concorrenza degli altri, intesi come stranieri.


Dal tempo dei  “ricchi scemi” bollati da Onesti presidente del Coni (anni Cinquanta) , i nostri padroni del vapore si sono dimostrati così poco ricchi e per fortuna anche così poco scemi. Avremo un campionato con meno assi celebri, meno attenzioni all’estero, probabilmente anche meno risultati buoni nelle coppe europee. Non con più spazio ai giovani italiani: anziché puntare sui vivai nostrani, malridotti da risparmi e disattenzioni, le nostre società-guida si sono battute fra di loro e contro forze estere per accaparrarsi talentini stranieri, pazienza se “ini-ini”: ha vinto questa corsa interna la Juventus campione d’Italia, che o ha messo le mani su una bella porzione del grande calcio di domani anzi dopodomani o si è farcita di giovani-prodigio fasulli. 

La Juventus ha comunque comprato dall’Udinese, dove si compra bene perché il club friulano sa individuare per tempo all’estero i giocatori veri, sa tirarseli su, sa ammollarli ad alto prezzo quando ancora valgono e intanto ha la certezza di avere i ricambi. Isla e Asamoha alla Juventus e Handanovic, gran portiere, all’Inter sono la prova che i tre sono stati usati bene e che hanno già i loro sostituti. La Juventus ha anche cercato il cosiddetto top player, quello che pazienza se non gioca bene però fa richiamo, e fra concorrenza estera e bilancio interno sembra essere stata salvata,almeno per la prima parte del mercato,  da brutte avventure.


Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. Dal Milan al Paris Saint Germain.
Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. Dal Milan al Paris Saint Germain.

Quelle che invece sembra essere impegnato a cercarsi  il Milan, dove dopo che Berlusconi ha detto che Thiago Silva non sarebbe stato ceduto ovviamente Thiago Silva è stato ceduto, dopo che sempre il Cavaliere ha proclamato incedibile Ibrahimovic lo svedese è andato a far compagnia a Thiago Silvia al Paris Saint Germain, dove hanno lasciato Seeddorf e Nesta e Gattuso e Inzaghi e altri ma dove rimane Pato che piace ad una figlia di Berlusconi e incombe Tevez grande attaccabrighe argentino, scaricato dal calcio inglese che pure ha resistito ad un Balotelli. Digressione su questo Paris Saint Germain  di Ancelotti ma anche delle follie arabe pro club italiani. Presi dal Milan Ibrahimovic e  Thiago Silva dagli ingaggi pressoché insostenibili e però ancora alzati, preso Lavezzi dal Napoli e – pare – Verratti  iperpromettente dal Pescara, presi anche, roba di pochi mesi fa, Sirigu, Thiago Motta, Sissoko, Menez e soprattutto Pastore, per la cessione del quale a Palermo – 44 milioni! - si tengono ancor la pancia dal gran ridere, il club miliardario spinge tanti a tifare perché nel prossimo campionato un altro Montpellier si riveli e come quest’anno gli vieti il titolo. 

Torniamo chez nous, all’Inter. Sostituire con Palacio argentino di seconda o terza fascia l’uruguaiano Forlan, che in pochi misteriosi mesi a Milano è riuscito a diventare da miglior calciatore del Mondiale 2010 peggior sudamericano del calcio italiano, può essere un colpo di genio, anche perché la squadra non ha l’assillo della Coppa dei Campioni. Però nell’insieme davvero Milan e Inter sono due misteri tecnici,agonistici, tattici,psicologici , comportamentali, economici. Molto meno misterioso il Napoli, dove il presidente De Laurentiis ha fatto in fretta a sintonizzarsi con i suoi colleghi teoricamente più esperti, e così ha ceduto anche l’incedibile Lavezzi. La formula fissa per il testacoda è: il giocatore in questione è incedibile, a meno che ci venga pagato una follia (così che si dà del cretino al compratore). Per il resto, si conta su eruzioni vesuviane in campo,  cioè miracoli del pubblico galvanizzatore, proficue lamentazioni in chiave sudista e anche (e soprattutto) gran lavoro di Mazzarri. 


La Roma in ritiro. Foto Ansa.
La Roma in ritiro. Foto Ansa.

La Juventus è per molti  irritante nel suo andare contro la giustizia sportiva e la Federazione, accreditandosi, con acrobazie varie, 30 scudetti e rifiutando Calciopoli, ma ha le idee molto più chiare delle sue teoriche dirette rivali, e punta sullo spirito guerriero il che ha sempre i suoi lati positivi.  E’ la nostra favorita, lo scriviamo anche se in agosto il mercato profumerà di “rose” nuove.  Naturalmente è doverosa la voglia matta di tifare Udinese o anche Roma. La Roma  dei padroni americani ma adesso soprattutto di Zeman, che lascia andare all’estero Borini (mistero), che schiera all’esterno Totti, e che dunque ha dei progetti speciali: e i progetti di Zeman meritano rispettosa attesa.

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