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domenica 21 luglio 2019
 
 

Santiago, l'anno più triste

07/08/2013  Il professor Caucci von Saucken, presidente del Centro studi compostelliani, ha vissuto in diretta la tragedia del treno dei pellegrini. Le conseguenze del disastro.

Il professor Caucci von Saucken (Ansa).
Il professor Caucci von Saucken (Ansa).

«A Santiago, per la prima volta da quando quarant'anni fa ho iniziato a occuparmi del Cammino, c'è un'atmosfera triste. Di solito quando il pellegrino, che si è fatto un mese di strada a piedi arriva, c'è un'atmosfera di grande gioia, scherza, ride. In questi giorni, invece, c'è una cappa di costernazione, si avverte il dolore. La città fatica a riprendersi».

Il professor Paolo G. Caucci von Saucken - massimo esperto del cammino di Santiago, presidente del Centro Italiano di Studi Compostellani, e rettore della Confraternita di Compostella, unica istituzione in Italia autorizzata a rilasciare la credenziale del pellegrino, documento indispensabile per coloro che intendono compiere il pellegrinaggio verso i Luoghi Santi -, ha assistito quasi in diretta all'incidente ferroviario di mercoledì 24 luglio.

Un treno dell'alta velocità della compagnia statale Renfe è deragliato, all'imbocco di un viadotto, all'altezza di una curva molto stretta, nei pressi della stazione di Santiago. Il bilancio delle autorità locali è di 80 morti, tra cui il venticinquenne siciliano Dario Lombardo, studente Erasmus, e 178 feriti. Molti dei 218 passeggeri erano pellegrini che si recavano nel capoluogo galiziano per il 25 luglio, giorno della memoria di san Giacomo.

Secondo la leggenda, la città fu fondata a seguito del rinvenimento dei resti dell'apostolo Giacomo. In poco tempo, essa divenne città santa e meta di pellegrinaggi; ebbe origine, così, il Cammino, dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità. I festeggiamenti iniziano alcuni giorni prima del 25, con un nutrito programma di mostre, rappresentazioni teatrali, spettacoli di strada e concerti. La sera del 24, plaza del Obradoiro, la più importante del centro storico, di fronte all'entrata principale della cattedrale, offre al visitatore (in questo periodo, a piedi arrivano circa 2.000 persone al giorno) un incanto di luci e colori, che ha il clou nello spettacolo pirotecnico, che inizia alle 23.30.
 
Ma quest'anno, su questa serata di allegria, è piombato il silenzio. «Erano circa le 21. Mi trovavo nella piazza gremita. Ci saranno state almeno 10mila persone, in attesa dei fuochi d'artificio - spiega il prof. Caucci -. La gente - tra cui moltissimi giovani - cantava, ballava, io stavo parlando con alcune autorità di un nuovo progetto della Confraternita. Ad un tratto, le persone con cui parlavo hanno cominciato a ricevere telefonate, erano agitate. Subito dopo, è stato come se la piazza fosse avvolta da una coltre silenziosa. Niente più schiamazzi. E, nel silenzio, è risuonata una voce dagli altoparlanti, che avvertiva che tutte le celebrazioni erano sospese e che la gente doveva defluire"
.

"Il deflusso è stato ordinato", aggiunge il professor Caucci, ", niente panico, né disagi. Inizialmente, si era sparsa la voce di un attentato, poi è arrivata la notizia dell'incidente. Saputa la gravità, molti sono andati in ospedale a donare il sangue, medici e infermieri si sono messi a disposizione e alcuni pellegrini sono corsi nei pressi della curva dove il treno è fuoriuscito dai binari (c'è un piccolo borgo), hanno rotto le recinzioni e sono entrati per aiutare i feriti. Tanto che a quel borgo la città darà la medaglia d'oro per la solidarietà".

Il treno della tragedia percorre la tratta Madrid-Santiago. In Spagna ce ne sono parecchi di questi treni veloci, che viaggiano sui 200-250 chilometri orari, la gente li utilizza in alternativa all'aeroplano, quando si tratta di percorrere tratte brevi, di 5-600 chilometri, da Madrid a Barcellona, oppure, appunto da Madrid a Santiago.

Il capoluogo galiziano è una delle città più frequentate della Spagna, e vede il turismo in continua crescita, a oggi uno dei pochi settori attivi dell'economia. Entro fine anno si prevede che raggiungeranno Santiago, a piedi, in bicicletta e a cavallo (quelli, cioè, che possono ritirare la compostela) 180mila pellegrini. Se si aggiungono anche quanti arrivano con altri mezzi, si parla di un flusso di 7 milioni di persone l'anno.

Il prof. Caucci venerdì 2 agosto è rientrato in Italia per l'apertura del pellegrinaggio, organizzato dalla Confraternita, “Da Assisi a Santiago sulle orme di san Francesco”. Un intero anno, fino al 25 luglio del 2014, dedicato al pellegrinaggio a Santiago del santo “poverello”. Si tratta di un itinerario a staffetta e, nelle città dove si farà tappa, con soste anche di 10, 15 giorni, saranno organizzati mostre fotografiche, concerti e iniziative varie, dedicati alla spiritualità francescana e al significato del pellegrinaggio.
Il 23 agosto sarà inaugurato il primo volo sperimentale da Assisi a Santiago. Da non perdere, il 4 ottobre, ad Assisi, l'appuntamento con papa Francesco.

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