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giovedì 22 agosto 2019
 
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Caro don Antonio, che cos'è la chiamata di Dio? Come la riconosco?

13/08/2019  La lettera  di Sara 21 anni: "Una domanda mi ha folgorato: e se fosse una chiamata? Io non mi considero appartenente a nessuna religione, ma sono molto spirituale e amo Dio. Come capire qual è il mio compito?"

Buongiorno padre,

sono una ragazza di 21 anni. Da sempre sento dentro di me uno stimolo a cercare, a conoscere, a capire ciò che è la Verità, a fare del bene a chiunque incontri anche solo con un sorriso. Ho bisogno di liberarmi delle cose materiali, di possedere poco, vorrei donare tutto, vivere con tranquillità e felicità nella povertà. Questi pensieri erano dentro di me fin da piccola, ma ora sono diventati un bisogno che sento partire dal cuore e mi porta a rivolgere gli occhi al cielo. In uno di questi momenti una domanda mi ha folgorato: e se fosse una chiamata? Io non mi considero appartenente a nessuna religione, ma sono molto spirituale e amo Dio. Può essere questa una richiesta da parte di quell’essenza che tutto permea? In che modo posso adempiere al mio compito? Da volontaria o avendo fede e facendomi monaca?

SARA

Cara Sara,

dalle tue parole emerge una forte sensibilità, un animo buono e sincero, un desiderio di felicità e di pienezza. Sarà una chiamata? Lo è senz’altro: noi cristiani crediamo che siamo stati voluti da Dio per essere felici e giungere alla conoscenza della verità. Il recente Sinodo dei vescovi sui giovani e il discernimento vocazionale, nel documento nale, ricorda che «tutte le diversità vocazionali si raccolgono nell’unica e universale chiamata alla santità, che in fondo non può essere altro che il compimento di quell’appello alla gioia dell’amore che risuona nel cuore di ogni giovane» (n. 165). Il termine santità ti potrà apparire strano, ma è proprio l’appello, che Dio ha messo anche nel tuo cuore, a una vita bella, piena, felice. Ma come si può realizzarla? In quale vocazione si può concretizzare? Il punto di partenza, la prima condizione «è un’autentica esperienza di fede nel Cristo morto e risorto, ricordando che essa “non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino”» (n. 62). Come puoi fare questa esperienza di incontro con Dio per mezzo di Gesù Cristo? Leggendo il Vangelo, pregando il Signore in una chiesa o nel silenzio della natura, confrontandoti faccia a faccia con un sacerdote o una guida spirituale (una suora, un laico cristiano...), partecipando ad attività di volontariato o di aiuto agli altri in una parrocchia o in un’associazione cattolica. La testimonianza degli altri potrà aiutarti a fare esperienza del Signore Gesù. Cara Sara, non si tratta tanto di aderire a una religione, ma di un incontro con il Signore della vita, colui che il tuo cuore cerca e già ama. Da qui potrà iniziare il cammino per scoprire come realizzare la tua vita, se come suora o in un altro modo. Una vita comunque bella e felice.

don Antonio Rizzolo

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