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domenica 25 ottobre 2020
 
 

“Caro Renzi ti scrivo”: le richieste sulla scuola da parte degli italiani

08/05/2014  Genitori e insegnanti inviano numerosi messaggi al Premier e gli ricordano di decidere e agire come un papà di tre figli in età scolare.

Non c’è solo l’edilizia. Ci sono anche la formazione, i precari, la motivazione, maestre impiccione, genitori invadenti, professori poco sensibili e programmi lontani dal mondo reale. Questo ribadiscono, ognuno in modo diverso,  i numerosi messaggi inviati al premier Renzi dai lettori di Famiglia Cristiana on line sul tema della scuola.

I nostri lettori lo invitano a tenere ben presenti tutti gli aspetti e i protagonisti di questa importante istituzione.  Gli ricordano che è padre di tre figli in età scolare «Caro Matteo, sei padre di tre figli e tua moglie è un insegnante precaria... ti poni come uomo fattivo e del nuovo: dimostraci che lo sei realmente e fai "volare" nuovamente la scuola di questo grande paese» e altri lo invitano a chiedere consiglio alla moglie Agnese che sicuramente conosce molto bene la situazione: «Parli con sua moglie e con altri amici insegnanti e non solo di liceo, ma di scuole di ogni ordine e grado, di precari e di sessantenni» e gli suggeriscono che «non servono soldi, ma cambiare approccio nella didattica e nella formazione. Non servono persone che trasferiscono nozioni, ma che sanno suscitare emozioni e stimoli per svelare gli interessi nascosti nei giovani».

Chi chiede che la scuola sia ingrado di trasmettere omportanti valori: «Signor Presidente, renda la scuola un luogo di serietà , di selezione rigorosa, di educazione civica, di adeguamento reale all'innovazione tecnologica incalzante, di approfondimento dei principi di base antropologici (in primis l'onestà , il rispetto del prossimo, lo spirito critico, la volontà  del fare (oggi e non domani), l'approccio alla propositività  e non al disfattismo, il rispetto della legalità ). Grazie e...buon lavoro».

Alcuni vogliono più severità per gli insegnanti fannulloni: «Signor Presidente, nella scuola ci voglio dei Dirigenti capaci e severi con gli insegnanti ... incapaci.  Approfittando dello stipendio sicuro, gli insegnanti si permettono di fare troppe assenze di cui molte sono coperte dai Dirigenti loro amici. Non solo per gli studenti ci vuole severità  e disciplina, ma anche per gli insegnanti. Bisogna mandare a casa chi non ha voglia di lavorare».

Ma scrivono anche i genitori difendendo gli insegnanti
: «Sarebbe anche bello trovare gli stanziamenti per premiare i maestri e i professori che, visto cosa devono sopportare – alunni strafottenti, genitori iperprotettivi e politicanti incompetenti –, nella stragrande maggioranza si impegnano per dare il meglio».

Scrivono gli insegnanti
, segnalando che il lavoro continua anche a casa con la correzione e la preparazione dei contenuti: «Il Governo provi a veicolare messaggi positivi: non siamo una categoria di nullafacenti, e per fare questo mestiere c’è bisogno di molto lavoro “nero”, quello pomeridiano a casa, non retribuito contrattualmente» e chiedono incentivi: «Offra ai docenti gli strumenti, gli ambienti, le tecnologie necessarie, oltre ad adeguati incentivi basati sul merito. Riconquisteranno gli alunni e le loro famiglie che, comunque, in qualche caso andrebbero rieducate più dei figli! Glielo dice una vecchia prof che ama la scuola e l’Italia».

O chiedendo più formazione e preparazione per affrontare le sfide: «Considero lodevole la Sua iniziativa riguardante lo stanziament di fondi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.  Le segnalo però la necessità  urgente e ormai inderogabile riguardante la formazione in materia psicologica, pedagogica, gestione delle relazioni e anche tecnologica che i docenti dovrebbero avere per rispondere con professionalità  all'emergenza educativa e alle richieste provenienti dal mondo del lavoro. Corsi d'aggiornamento obbligatori e meritocrazia vanno considerati per riportare il mondo della scuola ad una più giusta considerazione sociale. La ringrazio per l'attenzione».

Numerosi i lettori a favore della scuola paritaria desiderosi di uguaglianza di trattamento: «Le chiedo che la scuola statale e paritaria siano realmente e fattivamente integrate nel sistema scolastico italiano: a livello economico, culturale e politico».

C’è chi, infine, lo mette in guardia e lo invita a vigilare: «Sicuramente conosce bene il proverbio che dice: “Fidarsi è bene ma controllare è meglio!”. Bisogna controllare seriamente, come vengono utilizzati i soldi investiti»

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