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mercoledì 20 marzo 2019
 
Procedure a confronto
 

Caso Pell, tra verdetto e sentenza. Come funziona il sistema australiano

28/02/2019  Nel sistema italiano la sentenza è unica: colpevolezza e entità della pena vengono emesse nelle stesso momento, nei Paesi anglosassoni, tra cui l'Australia che ha giudicato il cardinale Pell, funziona diversamente. Ecco come.

Per il sistema penale cui siamo abituati da italiani può essere difficile nell’immediato capire perché il cardinale Pell, giudicato colpevole l’11 dicembre scorso (notizia secretata dalla Corte a tutela di un altro procedimento e resa nota soltanto il 27 febbraio), dopo che è stato emesso un verdetto di colpevolezza, stia attendendo, in carcere, venuta meno la libertà su cauzione, un’altra sentenza, prevista per il 13 marzo.

Proviamo a capire, per sommi capi, come funziona nel sistema da cui è stato giudicato. L’Australia, in fatto di diritto e procedura penale, applica un sistema di Common Law, tipico mondo anglosassone, che ha caratteristiche comuni – con qualche differenza da un Paese all’altro – a Inghilterra, Paesi del Commonwealth, Stati uniti, India, Pakistan, Myanmar, Australia e Nuova Zelanda e parzialmente ad altri che, come il Sud Africa, applicano sistemi misti Common/Civil law.

Accanto ad altre caratteristiche comuni i sistemi di Common Law prevedono in molti casi che la procedura di emissione della sentenza avvenga in due momenti (virdict e sentence), diversamente dal sistema italiano, in cui la sentenza è emessa in un solo momento dal giudice, che - da solo, in collegio o con giudici popolari nei delitti di competenza della corte d’Assise- giudica in fatto e in diritto e poi emette la sentenza di assoluzione o di condanna quantificando contestualmente la pena.

Nei sistemi anglosassoni invece si procede in due tempi: la prima parte (virdict) spetta, per i casi di sua competenza, alla giuria popolare, composta di comuni cittadini, chiamata a decidere - da sola, non congiuntamente al giudice che assiste a quella fase del processo come arbitro – sui fatti: il fatto è o non è avvenuto, l’imputato è colpevole o innocente. Una volta pronunciato il verdetto (guilty/non guilty), l’applicazione del diritto spetta, in un secondo momento al giudice togato, cioè di carriera, che valutando la norma da applicare, i precedenti che in quel sistema sono vincolanti, il computo di aggravanti e attenuanti, quantifica la pena, in un passaggio procedurale successivo (sentencing), e poi emette la sentenza completa della pena da applicare (sentence).

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