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venerdì 29 maggio 2020
 
 
Benessere

Chanty: «La vera bellezza è avere carattere, sentirsi realizzati»

29/06/2015  Grazie alla musica, la cantante è riuscita a integrarsi e a realizzare il proprio sogno, partecipando al Festival di Sanremo. «Ma quel che più mi rende felice», confessa, «è fare lunghe passeggiate con il mio cane».

"Canta che ti passa". Per Chantal Saroldi, in arte Chanty, non è solamente un modo di dire, visto che la musica l’ha aiutata ad abbattere il muro di diffidenza che la circondava, quando anni fa si è ritrovata a essere una ragazza di colore a Genova.
È stata la sua arte a destare curiosità, a offrire alle persone un motivo per interagire con lei, tanto che oggi è finalmente un’italiana di seconda generazione perfettamente integrata, amata e applaudita. Nota per aver partecipato al talent show di Rai 2 Star Academy, ma soprattutto per essere salita sul palco della 65esima edizione del Festival di Sanremo, Chantal vive in Liguria ma è sempre in viaggio per concerti, interviste e studi di registrazione.

- Con una vita così in movimento, qual è il tuo segreto per restare in salute?
«Corro per un’ora, almeno tre volte alla settimana, perché si tratta di uno sport facile da praticare ovunque: sul lungomare di Savona, al Parco Sempione di Milano o intorno all’albergo in cui mi trovo. D’estate parto presto la mattina, perché amo quella sensazione di silenzio assoluto e di tempo quasi sospeso nell’aria, dedicato solamente a me stessa. Non cerco la forma fisica perfetta, ma sfrutto questa attività per avere più fiato quando canto: durante la corsa, infatti, anche i muscoli coinvolti nella respirazione si allenano e diventano più efficienti, aumentando la capacità polmonare. Per un cantante è essenziale saper gestire il proprio corpo sotto sforzo».

- Respirare bene ti aiuta anche a controllare l’emozione?
«Certamente. Le prime lezioni di canto si basano proprio sulla respirazione diaframmatica, praticata anche nello yoga: la maggior parte delle persone inspira nella maniera scorretta, cioè con il torace e non con il diaframma. Per respirare bene, invece, non dobbiamo alzare le spalle, ma spingere l’aria verso la pancia, sentendo l’addome che si solleva. Per placare l’ansia, mi basta sedere per qualche minuto, inspirare in questo modo e poi espirare lentamente con la bocca, per venti o trenta secondi. È un esercizio che tutti possono fare, a casa o in ufficio, per calmare l’agitazione e lo stress: padroneggiare il corpo rilassa la mente».

- A tavola sei una buona forchetta?
«Come tutti ho le mie debolezze, ma in generale sono molto attenta all’alimentazione. Quando avevo sedici anni, ho scelto di diventare vegetariana: avevo visto un video che mostrava come vengono trattati gli animali prima della macellazione e ho subito deciso di oppormi a quelle pratiche crudeli, rifiutandomi di mangiare carne e pesce. Ovviamente non si tratta di un regime semplice da seguire, soprattutto per chi è spesso in viaggio come me, ma con qualche accorgimento è possibile».

Tipo?
«Per esempio, metto sempre qualcosa in valigia, una piccola scorta di emergenza a cui attingere in caso di necessità, e poi ho imparato ad abbinare bene i cibi per evitare le carenze vitaminiche o minerali. Fra i “talloni d’Achille” della dieta vegetariana ci sono le proteine, che vanno ricercate in alimenti diversi da quelli animali, come soia, seitan, cereali, legumi. E poi c’è la questione del ferro, il cui apporto è essenziale per evitare affaticamento, insonnia, mancanza di concentrazione e tanti altri danni fisiologici, più o meno gravi. Un trucco che ho imparato per assimilarlo meglio è quello di consumare nello stesso pasto qualche alimento che contiene vitamina C: un bel piatto di broccoli o spinaci può essere condito con il succo di un limone, una bistecca di soia è perfetta con un contorno di peperoni, i legumi si possono insaporire con il prezzemolo e così via»

- Hai mai avuto problemi?
«Sì, un anno e mezzo fa mi è capitato di avere livelli di ferro molto bassi, anche perché mia mamma e mia sorella soffrono di anemia, per cui esiste una familiarità che rende sicuramente difficoltosa la mia scelta vegetariana. Ero sempre stanca, assonnata, priva di energia e così sono corsa ai ripari con un integratore naturale. Per questo, oggi presto molta attenzione agli abbinamenti alimentari».

- Quali benefici avverti a livello fisico e mentale?
«Per me quella vegetariana non rappresenta una dieta, ma una vera e propria educazione alimentare che mi ha consentito di perdere i chili in eccesso e soprattutto di recuperare vigore e capacità di mettermi in moto più in fretta, sin dal risveglio ».

- Hai mai pensato alla possibilità di diventare vegana?
«Sicuramente sarebbe una scelta più coerente con la mia linea di pensiero, ma è inconciliabile con lo stile di vita che conduco. Non ho regolarità negli orari e spesso mi trovo in luoghi che non conosco: al di là di evitare le fonti ovvie di carne, pesce, uova e latticini, vivere vegano significa anche stare alla larga dagli ingredienti di origine animale implicati nelle fasi di lavorazione dei prodotti. Per esempio, lo zucchero può essere raffinato con filtri che derivano da un materiale prodotto dalla carbonizzazione delle ossa animali, così come alcune birre vengono sottoposte a processi di chiarificazione in cui possono essere implicati sangue di bue, colla di pesce o albumina. Servirebbe troppa attenzione e, in questo momento della mia vita, non posso concedermela. Penso che ciascuno debba trovare la propria dimensione alimentare, adatta ai ritmi individuali. L’importante è che l’obiettivo finale non sia un corpo perfetto, né il senso di privazione, né tantomeno l’inseguire una moda: una dieta deve farci stare bene».

- Che rapporto hai con le medicine?
«Cerco di utilizzarne il meno possibile, in caso di effettiva necessità. Non riempio la borsa di farmaci e preferisco sempre i rimedi naturali. Per la gola sfrutto le proprietà dell’erisimo, conosciuta anche come “erba dei cantanti”, che ha la capacità di alleviare le infiammazioni della gola, in particolare raucedine e abbassamento della voce. Sempre per le corde vocali uso un integratore a base di coenzima Q10, un antiossidante che stimola il sistema immunitario a contrastare le infezioni».

- Ci sono altri trucchi per prendersi cura della gola?
«Da buona cantante uso costantemente la sciarpa per ripararmi dagli spifferi e bevo molta acqua per idratarmi. Anche l’alimentazione è importante, perché alcuni cibi acidi possono causare reflusso gastroesofageo, che alla lunga infiamma le corde vocali: pomodoro, bevande gassate, agrumi, aglio, solo per citarne alcuni. Croce sopra anche agli alcolici e al fumo, visto che una vita sana aiuta ad allontanare qualsiasi danno o malattia. Il benessere deve essere generale, se pensiamo che addirittura la schiena curva può influenzare la voce: una volta, mi è successo di avere un problema alle corde vocali, che alla fine si è rivelato il riflesso di una postura scorretta».

- Parlando di salute interiore, qual è l’abitudine che ti fa felice?
«Passeggiare con il mio cane Quendal, un bichon à poil frisé che per me rappresenta una vera terapia. È incredibile, ma osservarlo mentre mi aspetta felice alla porta e con poche pretese, se non una carezza, mi ha insegnato molto su come andrebbe guardata ogni giorno la vita».

- Dulcis in fundo, un consiglio di bellezza…
«Truccatevi poco e curate la vostra pelle, magari con detergenti leggeri a base di acqua termale. Ma la vera grazia è realizzare se stessi, diventare quello che vogliamo essere. Non c’è fascino più grande dell’avere qualcosa da dire, una personalità, un carattere. I canoni di bellezza variano nel tempo e nei luoghi, ma la vera essenza è un’esclusiva che appartiene solo a noi»

 
 
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