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domenica 25 ottobre 2020
 
 

Che cosa fa la comunità di don Mazzi

24/11/2013  40 centri in Italia, decine di migliaia di persone assistite ogni anno. A Exodus, da don Mazzi, Berlusconi potrebbe fare tante cose, non solo pulire i gabinetti.

Don Antonio Mazzi.
Don Antonio Mazzi.

Per la verità, don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, l'aveva invitato ad andare a lavorare da lui, mentre sconta la sua pena per frode fiscale, per raccogliere pomodori nell'orto. Occupazione faticosa ma utile e nobile, come mi hanno mostrato per molti decenni i miei nonni. Ma se davvero Silvio Berlusconi ha paura di dover "pulire i cessi", possiamo qui tranquillizzarlo: Exodus fa tante cose, un modo per impiegare al meglio il suo tempo lo troverebbe di sicuro. 

Exodus è stata fondata alla fine degli anni Settanta da don Antonio Mazzi, ordinato nel 1955 sacerdote nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da San Giovanni Calabria a Verona nel 1907. Oggi la comunità dispone di oltre 40 centri in Italia (case accoglienza, comunità, centri ascolto e orientamento, centri giovani) ed è inoltre presente con progetti di cooperazione allo sviluppo in 7 paesi del Sud del mondo. Ospita ogni anno circa 900 persone con problemi legati alle dipendenze. Offre servizio di ascolto e accompagnamento a una media di 2.500 persone ogni anno. Coinvolge oltre 20.000 ragazzi ogni anno nei centri giovani e nei progetti musicali e sportivi. Promuove ogni anno percorsi di formazione per oltre 3.000 persone tra genitori ed insegnanti

Un secondo filone di attività molto importante riguarda l'impegno internazionale. Attraverso l'Associazione Educatori Senza Frontiere, ma non solo, è impegnata nella formazione di Educatori che intervengono in contesti di emergenza. Oltre all'attività di formazione gestisce vari progetti di cooperazione internazionale.

Poi ci sono i Centri giovanili, perché la passione per i giovani ha sempre contraddistinto lo stile di Exodus in tutte le attività. Alcune nostre case sono effettivamente dei centri di aggregazione giovanile nei quali è possibile fare sport, imparare a suonare uno strumento o a cantare, fare teatro, danza, usare internet.

Quarto pilastro dell'impegno di Exodus è quello del lavoro, del reinserimento sociale per le persone che hanno compiuto un percorso di riabilitazione, che si concretizza attraverso una rete di Cooperative sociali, laboratori artigianali, formazione professionale, percorsi accompagnati, tirocini, convenzioni. Il tutto sottolineato da una attenzione important e costante alla Comunicazione. Innanzitutto con la presenza importante di don Mazzi sui media tradizionali e su quelli innovativi (internet, social networks, ecc.). Ma anche con una vasta produzione editoriale, tra cui anche il Diario scolastico Tremenda pensato per gli adolescenti e realizzato per chi ha una "Tremenda voglia di vivere".

Quindi, caro Cavaliere, pensi quante cose buone un imprenditore come Lei potrebbe fare a Exodus. Senza necessariamente dover pulire i gabinetti. Che per quanto...

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