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Che presidente sarà Joe Biden?

06/11/2020  Già vicepresidente con Obama, attento alle questioni sociali ma spesso ambiguo e favorevole a una legge sull'aborto, segnato da più di una tragedia nella sua vita personale, promette un mandato all'insegna della pace. Sarà vero?

Joe Biden festeggia il suo 30esimo compleanno, il 20 novembre 1972, con la prima moglie Neilie e i suoi due figli.
Joe Biden festeggia il suo 30esimo compleanno, il 20 novembre 1972, con la prima moglie Neilie e i suoi due figli.

Joseph Robinette Biden detto Joe, 78 anni, maneggi legali permettendo nuovo presidente (il 46°) degli Stati Uniti d’America, ha avuto tutto dalla politica. Avvocato, è diventato senatore per il Delaware all’età di quarant’anni, riuscendo poi a farsi confermare per sette legislature consecutive. Da senatore è stato per otto anni presidente della Commissione Giustizia e poi, per tre legislature, presidente della Commissione Esteri, compreso il periodo in cui il Parlamento Usa si trovò a ratificare la decisione di invadere l’Iraq di Saddam Hussein. Nel 2008, subito dopo una terrificante sconfitta alle primarie del Partito Democratico per la scelta del candidato alle presidenziali (al primo voto, nell’Iowa, ottenne solo lo 0,93% dei voti), fu scelto da Barack Obama come candidato alla vice-presidenza. E alla Casa Bianca, accanto a Obama, Biden poi rimase per otto anni.

 

Con la seconda moglie Jill.
Con la seconda moglie Jill.

E ora la Casa Bianca da Presidente, con un posto garantito nel pantheon della superpotenza americana. Una fortuna politica che pare volerlo risarcire di una vita personale che, a dispetto di tutto, non può certo dirsi fortunata. Nello stesso 1972 del suo primo ingresso al Senato, Biden perse la moglie Neilla e la figlia Naomi Christina, di soli tredici mesi, in un incidente d’auto in cui rimasero seriamente feriti anche i figli Beau e Hunter. Il maggiore, Beau, ufficiale della Guardia Nazionale e militare sul fronte iracheno dopo il 2003, sembrava avviato a un’interessante carriera politica. Dopo essere stato procuratore generale del Delaware, però, fu stroncato da un tumore al cervello nel 2015, mentre stava correndo per la carica di governatore. L’altro figlio, Hunter, avvocato come tutti i maschi di famiglia, ha invece rischiato di danneggiare la candidatura del padre dopo essere stato coinvolto nelle vicende poco chiare di Burisma, un’azienda petrolifera ucraina di proprietà di un miliardario russo. I fatti risalivano all’epoca in cui suo padre, vice-presidente degli Usa, era l’inviato speciale del presidente Obama appunto per gli affari dell’Ucraina.

Accanto al figlio Hunter.
Accanto al figlio Hunter.

Tutto questo, però, da oggi non conta più. Agli americani e al mondo interessa ormai una cosa sola: che Presidente sarà Joe Biden? Qualcosa ci dice la differenza di stile mostrata nelle scorse, convulse ore. Donald Trump, con una mossa studiata in anticipo (che il voto postale fosse una truffa l’aveva detto già mesi fa), si è autoproclamato vincitore e ha accusato i democratici di brogli. Un tentativo di incendiare gli animi, in vista delle cause legali, delegittimando un sistema elettorale già confusionario di suo. Biden, al contrario, ha giocato la carta della forza tranquilla, senza anticipare la vittoria ma invitando tutti ad avere pazienza.

Corrisponde al ritratto che di Biden fanno coloro che l’hanno conosciuto di persona: una brava persona, un uomo simpatico e cordiale, un politico esperto e rispettabile, un oratore caloroso e coinvolgente, un moderato sinceramente attento alle questioni sociali. Da vice-presidente è stato signorile e discreto, a dispetto di una certa inclinazione alle gaffes. E il rapporto con Obama ha funzionato bene, fino a trasformarsi in amicizia. Un tratto di umana empatia, riflesso anche nelle dichiarazioni della campagna elettorale in difesa dell’assistenza sanitaria per tutti o dei diritti degli immigrati, cui non dev’essere estranea la fede, visto che Biden è, dopo John Fitzgerald Kennedy (eletto nel 1960), il secondo presidente americano dichiaratamente cattolico.

Vicepresidente con Barack Obama.
Vicepresidente con Barack Obama.

Allo stesso modo, però, nessuno parla di lui come di un leader trascinante o dalle idee fulminanti. Il Partito Democratico, che già deve tenere a bada l’ala liberal dei vari Sanders, Warren, Ocasio-Cortez, cercava una figura poco divisiva e Biden è perfetto per questo. Con lui, inoltre, è stata possibile una efficace operazione nostalgia, come se mandando alla Casa Bianca il vice potesse in qualche modo tornare anche il capo, quel Barack Obama che infatti si è fatto sapientemente intravvedere dietro le spalle del candidato Biden.

Joe Biden, infine, con i suoi 78 anni, è chiaramente un Presidente da un solo mandato. Nei prossimi quattro anni dovrà fare da nave scuola a Kamala Harris, sua vice e candidata forte (è asiatico-americana, nera, donna e invidiabilmente grintosa) del Partito Democratico per il 2024. Speriamo che il tratto umano, che sembra essere la vera arma segreta di Biden, riesca a pacificare un Paese che la sfida elettorale ha diviso come non mai. Per le grandi decisioni, in ogni caso, avrà intorno i clan degli Obama e dei Clinton, che già preparano il grande ritorno sulla scena.

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Biden presidente, i suoi supporter festeggiano in strada
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