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domenica 23 febbraio 2020
 
 

Chiedilo ai siriani

20/10/2015  La maggior parte dei profughi siriani giunti in Europa fuggono dai bombardamenti dell'esercito regolare di Bashar al-Assad e quasi tutti sognano di tornare nel proprio Paese. È quanto emerge da una ricerca condotta tra i richiedenti asilo siriani accolti in 12 centri d'accoglienza in Germania.

«I siriani non vogliono vivere in Europa», si legge sul sito “The syrian Campaing”, che ha diffuso la ricerca. «Ma fino a quando i politici non inizieranno a capire le ragioni per cui fuggono e cosa serve loro per tornare indietro, molti altri arriveranno».

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori del “Berlin Social Science Center” e ha coinvolto 889 profughi siriani che attualmente vivono in 12 centri d'accoglienza in Germania.

Contrariamente a quanto si crede (e a quanto si scrive sui giornali di tutto il mondo), ben il 70% degli intervistati ha dichiarato di essere in fuga dai militari di di Assad. Mentre il 32% ha detto di essere fuggito a causa delle minacce dell'Isis, il 18% dall'esercito libero siriano, il 17% dagli uomini del fronte Al Nusra (combattenti jihadisti vicini ad Al Qaeda) e l'8% dai curdi.

Il terrore dei barili-bomba

A gettare il terrore tra la popolazione civile sono soprattutto i barili-bomba: letali contenitori riempiti di esplosivo, biglie e altri oggetti metallici che vengono gettati dagli elicotteri dell'esercito regolare sui quartieri occupati dai ribelli. Si tratta di “armi” altamente imprecise, che non hanno un bersaglio ben determinato ma colpiscono indistintamente scuole, case e ospedali uccidendo e ferendo migliaia di civili. Ben il 73% degli intervistati ha subito un bombardamento con queste armi rudimentali nel quartiere in cui viveva: «Per chi ha vissuto questa esperienza, cancellare il terrore che provocano è difficile».

Ma in Siria non si muore solo per il colpo di un cecchino o sotto le macerie di un palazzo polverizzato da un barile-bomba. Quasi nove rifugiati su dieci (l'86%) raccontano di essere fuggiti per timore di arresti, detenzioni arbitrarie o di sparire nel nulla. Ancora una volta, il governo di Assad viene indicato come il principale responsabile di queste sparizioni (peraltro ampiamente documentate) nel 77% dei casi, mentre il 42% delle risposte sottolinea la responsabilità dell'Isis.

Quasi tutti i siriani vogliono tornare a casa

  

Per quanto riguarda il proprio futuro, quasi tutti i profughi siriani vogliono tornare a casa. Solo l'8% degli intervistati, infatti, afferma di voler continuare a vivere in Europa. Un sogno che – al momento – è ben lontano dal tradursi in realtà.

Abo Adnan ha 26 anni e sogna di poter tornare a vivere a Damasco: «Ma non possiamo tornare indietro fino a quando la guerra continua. Ed è per questo che chiediamo ai leader europei di fare tutto quello che possono per fermare la guerra».

Per questo ha lanciato una petizione online (https://act.thesyriacampaign.org/sign/we-want-to-go-home) che ha raccolto più di 25 mila firme.

«Per risolvere la crisi dei rifugiati, bisogna risolvere la crisi siriana»

I siriani sognano di poter tornare a vivere in un Paese dove non ci siano né l'Isis né il regime di Bashar al-Assad che, per un intervistato su due, rappresenta il principale ostacolo per poter ritornare in patria. “The syrian campaign” chiede all'Europa di impegnarsi per ridurre i bombardamenti (ad esempio creando no-fly zones) e il lancio di barili-bomba sui civili. «Non ci può essere una soluzione militare al conflitto, solo una transizione verso un nuovo governo può mettere fine alle violenze», si legge sul sito. «Per risolvere la crisi dei rifugiati, bisogna risolvere la crisi siriana».

Ma il tempo stringe: le Nazioni Unite hanno previsto che un ulteriore milione di siriani saranno costretti a lasciare la propria casa prima di Natale. Una previsione elaborata prima che la Russia iniziasse i bombardamenti.

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