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mercoledì 19 giugno 2019
 
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Codex Purpureus, Dio si fa storia: monsignor Renzo e l'antico Evangeliario

12/06/2019  In un volume appena giunto in libreria il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea analizza il testo scritto nel sesto secolo dopo Cristo su pagine diventate nel tempo rossastre (da cui il nome del Codice) custodito a Rossano, in Calabria.

Edito da Libreria Editrice Vaticana, è già in distribuzione la recente opera di monsignor Luigi Renzo, Vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Codex Purpureus Rossanensis e Settimana Santa Bizantina» (p.p. 148).

Un testo dedicato al prezioso Evangeliario custodito nel Museo diocesano di Rossano, dal 2015 iscritto nel registro della Memory of the World dell’Unesco, introdotto dalla presentazione del cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e dalla riflessione di monsignor Bruno Forte, Vescovo di Chieti-Vasto. 

Nei sei capitoli emerge lo spirito storico e di ricerca che monsignor Renzo dedica alla sua terra di origine, dopo anni di appassionato lavoro anche come direttore del Museo diocesano di Rossano, dove è stato a contatto con l’antico Evangelario. Un’opera risalente al VI secolo, con una provenienza ancor oggi indefinita, che chiama in campo le due scuole esegetiche di Antiochia di Siria o Cesarea di Palestina.

Il codice, con il frontespizio illustrato dei quattro evangelisti, riporta in lingua greca i Vangeli di Matteo e  Marco fino al capitolo  XVI,14,  anche se in origine doveva contenere anche Luca e Giovanni. Ancor oggi si possono ammirare la qualità della pergamena color porpora con  ben376 pagine, raffinati caratteri in oro e argento e le 15 stupende miniature sulla vita di Cristo, per il Cardinale Ravasi  “vissillo della bellezza, della cultura e della spiritualità, nonostante le “ferite e dei tormenti che i secoli vi hanno inciso”.

Tenendo presente il respiro spirituale tra Oriente e Occidente, monsignor Renzo, con rigore critico e storico,propone una nuova chiave di lettura accostando il Codex Purpureus con le sue miniature alla liturgia della Settimana Santa bizantina.

Particolare nel testo è il racconto di Egeria, pellegrina in Terra Santa, che documenta come la Settimana Santa già nel IV secolo, appena dopo l’editto di Costantino, si celebrava con un articolato cerimoniale e con un grande afflato popolare. Testimonianza che richiama la ritualità riproposta nel linguaggio iconografico del Codex. Per Mons. Renzo “questo particolare offre certamente un buon motivo per dare all’Evangeliario una destinazione prettamente liturgica, pur senza escludere quella dell’ostentazione e dello “status symbol” in una casa nobiliare dell’ambiente cortigiano di Bisanzio, come lascerebbe intendere la preziosità del materiale scrittorio del manoscritto”. L’autore richiama i giorni della Settimana Santa bizantina ancor oggi vissuti in Calabrianell’Eparchia li Lungro, che mantiene viva il rito e la tradizione orientale. Una lettura iconografica e cronologica che inizia sabato prima delle Palme con il ricordo della risurrezione di Lazzaro a Betania. Il tutto vissuto con l’aiuto delle sacre icone,che accompagnano il fedele a vivere la “preghiera profonda” con la ricchezza e la bellezza dei colori.  

Nel testo Mons. Renzo propone una chiave di lettura delle tavole del Codexcon un ordine progressivo che si armonizza ancor di più nel contesto scritturistico e liturgico.

Preziosi anche i capitoli in cui l’autore analizzal’immagine di Cristo nelle miniature, con un confronto tra il CodexPurpureusRossanensis e gli altri Codici Purpurei Miniati Coevi, per poi concludere il suo lavoro con un richiamo ai riti pasquali in Calabria e a Rossano.

«Le 15 miniature - scrive Mons. Renzo - non restano puro e semplice divertimento pittorico, ma toccano e interpellano il lettore-fruitore accompagnandolo verso una comprensione più profonda del racconto ed insieme verso quel contatto diretto col divino che si fa rapporto comunicativo con l’Assoluto e l’Invisibile».

IL LIBRO

  

Codex Purpureus Rossanensis e Settimana Santa bizantina, di monsignor Luigi Renzo su Sanpaolostore.it

Il Codex Purpureus Rossanensis, per molti anni dimenticato, è un manoscritto onciale greco del VI secolo, dove l'aggettivo "purpureus" indica il colore rossastro delle pagine che lo compongono, ed è uno dei codici miniati più antichi contenenti il Nuovo Testamento. Oggi è un simbolo della Città e della Chiesa di Rossano

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