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Come parlarne con i propri figli

17/11/2014  La psichiatra e terapeuta Federica Mormando spiega in che modo affrontare il tema del genere e dell'orientamento sessuale in famiglia.

Il tema del gender e dell'educazione sessuale a scuola genera un dibattito, a volte, dai toni inutilmente aspri. Noi vogliamo invece poterne parlare con serenità ed equilibrio. E capire insieme a un'esperta  come comportarsi (in quanto genitori) quando il gender entra nell'educazione scolastica dei figli. Come trattare quindi questo argomento in famiglia? Ci viene in aiuto Federica Mormando, psichiatra e psicoterapeuta di Milano:

«Innanzitutto credo che la scuola vada comunque scelta in armonia con le convinzioni globali dei genitori sulla formazione dei figli. Trattandosi, in questo caso, di un argomento che coinvolge la personalità intera (del resto la sessualità è un'importante espressione della personalità), ed essendo le personalità di ragazzi e ragazze in via di formazione, io penso che debbano essere lasciati liberi nel vivere la nascita della loro sessualità, senza nulla che possa suggestionarli, influenzarli, suscitare desideri di identificazione con modelli presentati in modo emotivamente pressante. Non va neppure bene che siano esposti a dubbi e confusioni, benché debbano trovare in famiglia un'atmosfera aperta ad ascoltare eventuali dubbi e confusioni.

 «In base alla libertà di scelta dello stile educativo, io credo che i genitori debbano essere liberi di scegliere se desiderano, per i figli minorenni e non ancora entrati nella giovinezza, i corsi di educazione sessuale. Credo vada scelto a priori e specificato all'atto dell'iscrizione. Tutti liberi peraltro di iscriversi a un'altra scuola se quella in prima battuta scelta impone questi corsi. Quando il gender entra in famiglia, la famiglia può e deve scegliere se ricorrere a un esperto o semplicemente spiegare che ogni persona può scegliere, in base alle proprie tendenze, se orientarsi a una scelta etero o omosessuale, specificando che una scelta definitiva va fatta in base a un orientamento molto deciso, non a desideri e curiosità labili e temporanei. Io credo che la storia delle donne e degli uomini dovrebbe essere introdotta nei libri di storia, e in questo si potrebbe introdurre anche presto, come dato storico, i ruoli imposti a uomini e donne, e anche l'uso di fanciulli nel'antichità, così come la storia delle vicende degli omosessuali nelle diverse culture ed epoche. Ma questo non è un corso specifico, è un'oggettiva osservazione di come la vita si è svolta...

«In realtà, se a scuola, fin da quella dell'infanzia, si insegnasse realmente e concretamente, con l'esempio quotidiano, il rispetto, verrebbe automatico e spontaneo rispettare le persone e con esse le loro scelte sessuali, quando si incontrino. E' giusto e sano che le domande vengano ad ogni bambino nel momento in cui se le pone, senza anticiparle con lezioni collettive che non rispettano (per definizione) i tempi individuali.».

 
 
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