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lunedì 01 giugno 2020
 
coronavirus
 

A Messa Comunione nelle mani, acquasantiere vuote e niente scambio di pace

22/02/2020  Le diocesi di tutto il Nord corrono ai ripari contro il contagio. Il liturgista Andrea Grillo: "è del tutto ragionevole e anzi doveroso per i cristiani evitare contagi pericolosi". Ecco i comunicati delle curie delle zone colpite dal virus.

Le diocesi corrono ai ripari. Nelle note che i vescovi stanno facendo diffondere in queste ore vengono prese misure precauzionali per evitare il contagio. A Cremona sono sospese le celebrazioni pubbliche dell’Eucarestia, tutte le iniziative comunitarie e le attività degli oratori. Anche a Piacenza stop alle attività di catechismo, di gruppo e altre occasioni aggregative, mentre per la celebrazione della messa si chiede che «la santa comunione sia distribuita solo sulla mano e non in bocca e si eviti lo scambio di pace». A Milano «in considerazione delle circostanze che si stanno creando e in evoluzione, dovute al contagio da COVID-19, (Coronavirus) presente anche nel nostro territorio diocesano, si suggerisce che la Comunione eucaristica possa essere distribuita sulla mano, secondo le norme liturgiche vigenti», scrive il vicario generale, monsignor Franco Agnesi nella nota “Emergenza coronavirus: indicazioni per l’assemblea eucaristica”. Consigliato anche svuotare le acquasantiere per evitare il contagio tra i fedeli che aspergono le mani per fare il segno della Croce.

«Quando il raduno eucaristico dei fedeli celebra la morte e risurrezione del Signore, fa esperienza sensibile del contatto con il Figlio di Dio, che trasforma tutte le nostre relazioni. Alla base della liturgia c'è una esperienza di tatto e di contatto», spiega il teologo, liturgista, Andrea Grillo, docente a Sant’Anselmo a Roma e a Padova, presso l’Abbazia di Santa Giustina. «Tuttavia, è del tutto ragionevole e opportuno che in caso di "epidemie" o di "contagi pericolosi", come quello che stiamo vivendo in questi giorni nel mondo e anche in Italia, il primo a essere sospeso e controllato debba essere proprio il contatto. Nel caso estremo, dove il contagio ha già manifestato la sua pericolosità, non vi sarà neppure raduno liturgico ecclesiale: le messe sono sospese. La prevenzione può tuttavia regolamentare in modo restrittivo non il raduno eucaristico, ma le forme più intime del contatto ecclesiale al suo interno: lo scambio del segno della pace e la forma della comunione sacramentale». Non è irragionevole, dunque, dice il teologo genovese, che «alcuni Vescovi (Piacenza, Cremona, Milano...) abbiano disposto, dopo aver ascoltato le autorità della pubblica sanità, di vietare il contatto sia nello scambio di pace, sia nelle forme di distribuzione della comunione, escludendo la possibilità di ricevere il pane direttamente in bocca e, a fortiori, la comunione sotto le due specie. Sarebbe grave se una Chiesa pensasse che questo possa essere la forma ordinaria della comunione. Ma sarebbe ancora più grave che i cristiani non manifestassero la normale prudenza in casi straordinari come questi, per contribuire a ridurre e non ad amplificare le potenzialità del contagio. Una responsabilità pubblica, assunta con rigore e con serenità, può sospendere per qualche tempo la profezia dell'agire ecclesiale più pieno e più eloquente. Per tornarvi, in un secondo momento, con ancora maggior intensità».

La restrizioni alle attività liturgica suscitano anche una riflessione più ampia nel rapporto tra pastorale e liturgia. «Solitamente il dibattito nasce da una Chiesa che si confronta al suo interno o per definire qualcosa sulla tradizione o nella prospettiva più difensiva di dover arginare degli abusi, come nel caso del rendere possibile la comunione nella mano», riflette padre Iuri Sandrin, gesuita, studioso di liturgia. In questo caso, infatti, entra un elemento esterno che non è di natura né teologica né devozionale, un evento che cambia un po’ di equilibri e pone nuove domande e nuovi discorsi di opportunità. «Il riproporsi del dibattito oggi tocca il cuore di una riflessione pastorale. Prendere sul serio che un elemento esterno - di natura antropologica, economica o legato a eventi che possono spiazzare come in questo caso - abbia una rilevanza tale da doverti costringere a rivedere alcune della tue prassi consolidate o delle tue riflessioni è molto interessante: è qualcosa che dall’esterno chiede di essere integrato rispetto al tuo modo di ragionare dall’interno».

La questione della comunione in mano di per sé è stata chiarita proprio da papa Francesco che, ricorda padre Sandrin, «ha fatto delle catechesi nel marzo del 2018 in cui molto serenamente ha tolto ogni dubbio e ha messo a tacere coloro che dicevano che la comunione in mano è più rispettosa. E nello stesso messale viene aperta l’opportunità, senza qualificare come meglio o peggio, e si dice che sulla mano si fa laddove è possibile. Nel momento in cui c’è emergenza di questo tipo, in cui la società civile si sta interrogando e sta cercando di agire nel modo migliore e più responsabile. Anche coloro che sono più restii e si sentano più a disagio con la comunione in mano, capiscono che non possono risolvere tutto con criteri semplicemente devozionali o preventivi degli abusi, ma devono fare conto con qualcosa di diverso. È una cosa che un po’ mette in discussione e diventa elemento, anche se provvisorio, che fa parte del come celebri».

 

I COMUNICATI DELLE DIOCESI

 

Diocesi Cremona

 

Il Vescovo Antonio Napolioni, unitamente ai presbiteri e alla Chiesa di Cremona, esprime vicinanza e invita alla preghiera per le vittime di COVID – 19 (Coronavirus) e i famigliari e per le persone ammalate e segue con attenzione l’evoluzione del contagio sul proprio territorio, mantenendosi in stretto contatto con le istituzioni pubbliche.

A seguito delle misure adottate dalla Prefettura e dalle Amministrazioni Comunali si dispone quanto segue:

per quanto riguarda le parrocchie della città di Cremona , la sospensione della celebrazione pubblica dell’Eucaristia festiva e feriale e di tutte le iniziative comunitarie (incontri di preghiera, cammini di iniziazione cristiana, conferenze … ) e la chiusura degli oratori e di altri luoghi di ritrovo di pertinenza religiosa fino a nuova disposizione. La celebrazione dei funerali è consentita invitando i familiari a circoscrivere la partecipazione ai soli parenti stretti.

Per le altre parrocchie della Diocesi i parroci sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni emanate dalle rispettive Amministrazioni Comunali, compresa l’eventuale sospensione della celebrazione pubblica dell’Eucaristia e delle attività oratoriane.

Nelle chiese della diocesi in cui sarà possibile celebrare la Messa, si dispongono alcune misure igieniche di precauzione: eliminazione dell’acqua nelle acquasantiere, invito a ricevere la Comunione sulla mano, astensione dallo scambio del segno di pace (che del resto non è obbligatorio).

Nelle parrocchie in cui viene disposta la sospensione della celebrazione dell’Eucaristia i fedeli sono dispensati dall’obbligo del precetto festivo e invitati a santificare la festa con un momento di preghiera personale o familiare.

Ai fedeli che per disposizioni di pubblica sicurezza non potranno partecipare alla Messa domenicale nella propria comunità parrocchiale, sarà possibile parteciparvi attraverso i mezzi di comunicazione sociale. La diretta televisiva della Messa della VII Domenica del Tempo Ordinario sarà trasmessa in diretta domenica 23 febbraio a partire dalle ore 11 sui canali di diffusione abituali:

IN TV

• sull’emittente Cremona1 tv (canale 80 ddt)

ONLINE

• www.diocesidicremona.it

• pagina Facebook Ufficiale “Diocesi di Cremona”

• canale Youtube Ufficiale “Diocesi di Cremona”

IN RADIO

• Fm 100.3 (per la zona della città di Cremona)

 

Diocesi Milano

 

Emergenza coronavirus: indicazioni per l’assemblea eucaristica


In considerazione delle circostanze che si stanno creando e in evoluzione, dovute al contagio da COVID-19, (Coronavirus) presente anche nel nostro territorio diocesano, si suggerisce che la Comunione eucaristica possa essere distribuita sulla mano, secondo le norme liturgiche vigenti.

Mons. Franco Agnesi,
Vicario Generale
Milano, 22.02. 2020

 

Diocesi Piacenza- Bobbio

 

A seguito delle disposizioni emanate dalla Prefettura di Piacenza a riguardo dell’allerta Coronavirus, il Vescovo dispone, a scopo precauzionale e sino a nuove indicazioni, la sospensione delle attività di catechismo, di gruppo e altre occasioni aggregative (attività di oratorio, feste …).

Per la Celebrazione della Messa, la Santa Comunione sia distribuita solo sulla mano e non in bocca e si eviti lo scambio di pace.

Piacenza, 21 febbraio 2020

 

Diocesi di Como

In considerazione delle circostanze che si stanno creando e in evoluzione, dovute al contagio da COVID-19 (Coronavirus) presente in Lombardia, si suggerisce di non effettuare lo scambio della pace e di fare in modo che la Comunione Eucaristica possa essere distribuita sulla mano, secondo le norme liturgiche vigenti.

Il Vicario Generale

Don Renato Lanzetti

 

 

 

 

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