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domenica 07 giugno 2020
 
il messaggio
 

Il Papa al Tg1: «Cari italiani, è un momento difficile, prego per voi e vi sono vicino»

03/04/2020  Il videomessaggio di Francesco per incoraggiare il Paese: «Fate un gesto di tenerezza verso chi soffre, verso i bambini, verso gli anziani. Dite loro che il Papa è vicino e prega, perché il Signore ci liberi tutti presto dal male». E invita a non sprecare questo tempo facendolo fruttificare con la «creatività dell’amore»

«Questa sera ho la possibilità di entrare nelle vostre case in un modo diverso dal solito. Se lo permettete, vorrei conversare con voi per qualche istante, in questo periodo di difficoltà e di sofferenze». A sorpresa, papa Francesco al Tg1 esordisce con un “Amici, buonasera” e alla vigilia della Settimana Santa rivolge un messaggio agli italiani in questi giorni difficili dell'epidemia pensando, in particolare, ai bambini e ai ragazzi chiusi in casa, alle famiglie con qualche caro ammalato, alle persone sole, agli anziani «che mi sono tanti cari». Il Papa è stato introdotto dal direttore del Tg1, Giuseppe Carboni, che ha spiegato come è nato l'invito al Pontefice. Francesco ha ricordato coloro che curano i malati, e si esponono generosamente, chi è in ristrettezze economiche, preoccupato per il futuro. I senza dimora.

«È un momento difficile per tutti. Per molti, difficilissimo. Il Papa lo sa e, con queste parole, vuole dire a tutti la sua vicinanza e il suo affetto», ha detto Francesco, invitando a utilizzare al meglio questo tempo, aiutando con generosità chi è nel bisogno e telefonando o contattando con i social le persone più sole. All'isolamento rispondiamo con «la creatività dell’amore».

«Vi immagino», dice il Papa, «nelle vostre famiglie, mentre vivete una vita insolita per evitare il contagio. Penso alla vivacità dei bambini e dei ragazzi, che non possono uscire, frequentare la scuola, fare la loro vita. Ho nel cuore tutte le famiglie, specie quelle che hanno qualche caro ammalato o che hanno purtroppo conosciuto lutti dovuti al coronavirus o ad altre cause. In questi giorni penso spesso alle persone sole, per cui è più difficile affrontare questi momenti. Soprattutto penso agli anziani, che mi sono tanto cari».

Francesco dice di non poter «dimenticare chi è ammalato di coronavirus, le persone ricoverate negli ospedali. Ho presente la generosità di chi si espone per la cura di questa pandemia o per garantire i servizi essenziali alla società. Quanti eroi, di tutti i giorni, di tutte le ore! Ricordo anche quanti sono in ristrettezze economiche e sono preoccupati per il lavoro e il futuro. Un pensiero va anche ai detenuti nelle carceri, al cui dolore si aggiunge il timore per l’epidemia, per sé e i loro cari; penso ai senza dimora, che non hanno una casa che li protegga».

«Facciamo fruttificare questo tempo con la creatività dell'amore»

Francesco riconosce che «è un momento difficile per tutti. Per molti, difficilissimo. Il Papa lo sa e, con queste parole, vuole dire a tutti la sua vicinanza e il suo affetto». Ma invita a far fruttare questo periodo: «Cerchiamo, se possiamo, di utilizzare al meglio questo tempo: siamo generosi; aiutiamo chi ha bisogno nelle nostre vicinanze; cerchiamo, magari via telefono o social, le persone più sole; preghiamo il Signore per quanti sono provati in Italia e nel mondo. Anche se siamo isolati, il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore. Questo ci vuole oggi: la creatività dell’amore».

Il Pontefice ricorda che si apprestiamo a celebrare «in modo davvero insolito la Settimana Santa, che manifesta e riassume il messaggio del Vangelo, quello dell’amore di Dio senza limiti. E nel silenzio delle nostre città, risuonerà il Vangelo di Pasqua. In Gesù risorto, la vita ha vinto la morte», ricorda il Papa, «Questa fede pasquale nutre la nostra speranza. Vorrei condividerla con voi questa sera. È la speranza di un tempo migliore, in cui essere migliori noi, finalmente liberati dal male e da questa pandemia. È una speranza: la speranza non delude; non è un’illusione, è una speranza». Francesco conclude ringraziando gli italiani «per avermi permesso di entrare nelle vostre case» ed esorta: «Fate un gesto di tenerezza verso chi soffre, verso i bambini, verso gli anziani. Dite loro che il Papa è vicino e prega, perché il Signore ci liberi tutti presto dal male. E voi, pregate per me. Buona cena. A presto!».

La donazione di 60mila euro all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

  

Papa Francesco, vescovo di Roma e primate d’Italia, partecipa con grande trepidazione alla sofferenza del nostro Paese in questa pandemia che ora ha colpito tutto il mondo. Venerdì pomeriggio, attraverso la Diocesi di Bergamo, ha donato 60 mila euro per l'ospedale Papa Giovanni XXIII, che sta affrontando l'emergenza coronavirus, e che utilizzerà i fondi anche per la struttura allestita a tempi di record in Fiera grazie anche all'aiuto e al lavoro degli Alpini «Si tratta di un nuovo segno della vicinanza del Pontefice - spiega la Diocesi - che si aggiunge alla telefonata al vescovo Francesco Beschi in cui manifestava i suoi sentimenti di condivisione del dolore per i numerosi sacerdoti e fedeli defunti a causa del Coronavirus e di prossimità ai malati, a coloro che li curano, alle famiglie, alle parrocchie e a tutta la Comunità bergamasca».

Mons. Francesco Beschi ha espresso all'Elemosiniere Pontificio e al Capitolo di San Pietro i sentimenti di profonda gratitudine a nome suo e dell'intera Diocesi, da presentare a Papa Francesco, accompagnandoli con la promessa della nostra preghiera. Il vescovo ha trasmesso al direttore generale dell'ospedale Papa Giovanni il dono del Santo Padre, accogliendo la sua profonda riconoscenza e quella di tutti coloro che vi sono curati e vi lavorano.

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«Fate un gesto di tenerezza verso chi soffre, anziani e bambini e dite loro che il Papa è vicino»
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