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martedì 25 giugno 2019
 
l'iniziativa
 

Cronisti minacciati, istituito un tavolo tecnico al Viminale

17/05/2019  Nel 2017 avvertimenti e minacce a 423 tra giornalisti, blogger e fotoreporter. Per questo è nato il Centro di Coordinamento delle attività di monitoraggio e analisi sul fenomeno degli atti intimidatori presieduto dal prefetto Vittorio Rizzi. Il presidente dell’Ordine nazionale Carlo Verna: «La nostra volontà è di non lasciare mai nessuno solo»

(Nella foto in alto, da sinistra: Carlo Verna, presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, il sottosegretario con delega all'editoria Vito Crimi e Gianni Maria Stornello, membro del Comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti)

L’ultimo caso riguarda la giornalista de L’Espresso Floriana Bulfon. Nella sua macchina, parcheggiata a Roma, in zona San Giovanni, ha trovato una bottiglia di plastica con liquido infiammabile all’interno. Già in passato la cronista, che si occupa di clan e criminalità organizzata nella Capitale, era stata minacciata da alcuni componenti della famiglia Casamonica. «Gesti intimidatori, minacce anche via social, avvertimenti, querele bavaglio. Sempre più spesso i giornalisti sono minacciati per il lavoro che svolgono e molti di loro sono costretti a vivere sotto scorta. Un fenomeno che mette in pericolo la libertà d’informazione, bene primario di ogni democrazia sana», dice Gianni Maria Stornello, membro del comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Nel 2017, Ossigeno per l'informazione, l’osservatorio promosso dalla Federazione nazionale della Stampa (FNSI) e dall'Ordine nazionale dei giornalisti presso l’Associazione Stampa romana, ha accertato intimidazioni, minacce, ritorsioni e abusi nei confronti di 423 giornalisti, blogger, fotoreporter, video operatori. In gran parte dei casi, si tratta di minacce o violenze a danno di giornalisti precari senza un regolare contratto di lavoro e privi di tutele e garanzie. La regione italiana più colpita è stata il Lazio, dove sono state accertate il maggior numero di intimidazioni e ritorsioni. Solo a Roma e nei dintorni sono stati colpiti 141 giornalisti e blogger, il 33 per cento dei 423 casi riscontrati nell'intero territorio nazionale. Nel Lazio c'è stato un incremento di otto punti percentuali rispetto al 2016.

Il presidente dell’Ordine Verna: «Segno ulteriore del nostro impegno per la difesa della libertà di stampa»

Per questo è stato istituito nel novembre 2017 al ministero degli Interni il Centro di Coordinamento delle attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente d’informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. Si tratta di un tavolo tecnico, presieduto dal prefetto Vittorio Rizzi, vicecapo della Polizia e direttore centrale della Polizia criminale, nato per mettere a punto le necessarie misure di tutela per i cronisti minacciati e di cui fanno parte, per la categoria, il segretario generale e il presidente della FNSI Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti; Gianni Maria Stornello e Andrea Ferro, membri del Comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Al tavolo siedono anche i rappresentanti del Comando generale della Guardia di Finanza e dell’Arma dei carabinieri, della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato e della Polizia di Prevenzione, della Direzione centrale per la polizia stradale, delle comunicazioni e dei reparti speciali della Polizia di Stato. La prima riunione operativa si è svolta il 30 ottobre scorso al Viminale durante la quale sono state esaminate alcune proposte finalizzate ad un più attento monitoraggio dei casi di minacce e intimidazioni e sono state condivise iniziative di collaborazione più efficace tra il mondo della stampa e le Forze di Polizia. «Questo tavolo», spiega il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna, «è un segno ulteriore del nostro impegno a sostenere in tutti i modi il diritto-dovere di informare e della volontà della categoria di non lasciare mai nessuno solo, per difendere quel prezioso patrimonio che è la libertà di stampa».

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