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giovedì 21 marzo 2019
 
L'udienza
 

Culle vuote, povera Europa: «L'inverno demografico è duro»

30/01/2019  Durante il consueto incontro del mercoledì papa Francesco ha fatto il bilancio della Giornata mondiale della gioventù vissuta a Panama: «Quando passava la papamobile la gente alzava con le braccia i bambini quasi a dire: "Ecco il mio orgoglio, ecco il mio futuro!"».  Nel Vecchio Continente, invece... Bergoglio ha anche richiamato le figure di due santi straordinari: monsignor Romero e don Bosco.

«Una cosa mi ha colpito tanto: la gente alzava con le braccia i bambini – quando passava la papamobile tutti con i bambini – dicendo: ‘Ecco il mio orgoglio, ecco il mio futuro!’, e facevano vedere i bambini, e i padri e le madri orgogliosi di quei bambini». Lo ha detto, a braccio, il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha ripercorso con i 7mila fedeli presenti in aula Paolo VI le tappe del viaggio a Panama per la 34ª Giornata mondiale della gioventù (23-28 gennaio). «Quanta dignità in questo gesto, e quanto è eloquente per l’inverno demografico che stiamo vivendo in Europa!», ha esclamato Francesco: «L’orgoglio di quelle famiglie sono i bambini, la sicurezza per il futuro sono i bambini: l’inverno demografico senza bambini è duro!», ha aggiunto a braccio Jorge Mario Bergoglio. Che ha ripreso concetti già  trattati nel cuore dell'America centrale. 

«I giovani non sono il ‘domani’, non sono il ‘frattanto’, ma sono l’oggi, l’adesso, della Chiesa e del mondo», ha ad esempio ribadito il Santo Padre. «Nella Veglia, in quel campo pieno di giovani che hanno dormito lì, e poi, alle 8 del mattino, la Messa, si è rinnovato il dialogo vivo con tutti i ragazzi e le ragazze, entusiasti e anche capaci di silenzio e di ascolto. Passavano dall’entusiasmo all’ascolto, alla preghiera in silenzio. A loro ho proposto Maria come colei che, nella sua piccolezza, più di ogni altro ha ‘influito’ sulla storia del mondo: l’abbiamo chiamata la ‘influencer di Dio’. Nel suo ‘fiat’ si sono rispecchiate le belle e forti testimonianze di alcuni giovani. La mattina di domenica, nella grande celebrazione eucaristica finale, Cristo Risorto, con la forza dello Spirito Santo, ha parlato nuovamente ai giovani del mondo chiamandoli a vivere il Vangelo nell’oggi, perché i giovani non sono il ‘domani’, non sono il ‘frattanto’, ma sono l’oggi, l’adesso, della Chiesa e del mondo». «E ho fatto appello alla responsabilità degli adulti, perché non manchino alle nuove generazioni istruzione, lavoro, comunità e famiglia», ha ancora sottolineato Francesco: «E questo è chiaro in questo momento nel mondo, perché queste cose mancano: istruzione, lavoro – quanti giovani senza! – comunità! Che si sentano accolti in famiglia e nella società».

«L’incontro con tutti i vescovi dell’America Centrale è stato per me un momento di speciale consolazione», ha rivelato inoltre il Santo Padre. «Insieme ci siamo lasciati ammaestrare dalla testimonianza del santo vescovo Oscar Romero, per imparare sempre meglio a ‘sentire con la Chiesa’ – era il suo motto episcopale –, nella vicinanza ai giovani, ai poveri, ai sacerdoti, al santo popolo fedele di Dio», ha proseguito Francesco, secondo il quale «un forte valore simbolico ha avuto la consacrazione dell’altare della restaurata cattedrale di Santa Maria La Antigua, a Panamá. È stata chiusa per sette anni per il restauro. Un segno di ritrovata bellezza, a gloria di Dio e per la fede e la festa del suo popolo. Possa la famiglia della Chiesa, in Panamá e nel mondo intero, attingere dallo Spirito Santo sempre nuova fecondità, perché prosegua e si diffonda sulla terra il pellegrinaggio dei giovani discepoli missionari di Gesù Cristo».

Salutando, infine, i fedeli di lingua italiana, il Papa ha citato la memoria liturgica di san Giovanni Bosco, «padre e maestro dei giovani», che si celebra il 31 gennaio. «Un bravo prete”, lo ha definito a braccio: «Seppe far sentire l’abbraccio di Dio a tutti i giovani che incontrò, offrendo loro una speranza, una casa, un futuro».

 

 

 

 

 

 

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