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lunedì 19 agosto 2019
 
 

Detenuti italiani: senza dignità

27/11/2012  Presentato il IX Rapporto dell'Osservatorio Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia: sovraffollamento, condizioni igienico-sanitarie disastrose, morti e suicidi

Nel 2010 l'Osservatorio Antigone aveva denunciato che nel carcere romano di Regina Coeli, 600 posti di capienza regolamentare e più di 1000 detenuti, non funzionava il riscaldamento né tanto meno l'acqua calda. In due anni la situazione è tutt'altro che migliorata; casi come questo sono purtroppo all'ordine del giorno. A Milano, nel carcere di San Vittore, la condizione cronica di sovraffollamento delle celle impone di  stipare letteralmente letti a castello e brandine, persino davanti alle finestre, tanto che da aprile fino a ottobre queste vengono rimosse, anche perché non si riuscirebbe ad aprirle. A Poggioreale a Napoli, il più grande carcere italiano e uno dei più grandi e in peggiori condizioni d'Europa, si trovano fino a 18 detenuti per cella, costretti a stabilire dei turni per qualsiasi genere di attività: a fronte di 1347 posti, attualmente sono presenti più di 2600 detenuti. Nel gennaio 2010 era stato proclamato lo stato d'emergenza delle carceri italiane: a oggi si può dire che lo stato di emergenza è divenuto permanente. E' quanto emerge dal IX Rapporto dell'Osservatorio Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, presentato a Roma il 19 novembre scorso e intitolato "Senza dignità"; il lavoro di quest'anno è comprensivo anche di un documentario, "Inside Carceri" (visibile gratuitamente on line al sito: www.insidecarceri.com). Un tasso incredibile di sovraffollamento (142 per cento, ossia 140 persone ogni 100 posti), con punte del 268,8% (Mistretta, Sicilia) e 254,9% (Brescia Canton Bello). 20mila detenuti in più della capienza regolamentare.

Un detenuto su tre è straniero. Gli immigrati in carcere sul territorio italiano sono quasi 24mila, pari al 35,6 per cento dell'intera popolazione carceraria. Nonostante la cancellazione del carcere per il reato di clandestinità, la percentuale di stranieri è pressoché identica rispetto a due anni fa. Secondo Antigone, le cause sono da imputare al fallimento della Legge 199/2010, la cosiddetta "Svuota carceri" che prevedeva, per i detenuti con pena da scontare inferiore a un anno, la possibilità di scontarla agli arresti domiciliari. Al 31 ottobre 2012, solo 8200 su 66mila hanno beneficiato dell'opportunità di scontare il restante anno di pena in detenzione domicliare. Il più evidente segnale di enorme disagio è rappresentato da un tasso di morti e suicidi a dir poco allarmante: dall'inizio dell'anno nelle carceri italiane si sono verificate 93 morti, delle quali almeno 50 sono suicidi. Il 30 per cento di chi ha deciso di togliersi la vita è rappresentato da stranieri. Secondo l'Osservatorio Antigone le priorità sono la riforma del Codice Rocco, ormai desueto e del tutto inadeguato, per sottrarre il carcere dalla sua posizione preminente nel sistema della pene. Altrettanto importante per l'abbassamento del numero dei detenuti, intervenire sulle tre leggi Fini-Giovanardi in materia di sostanze stupefacenti, la ex-Cirielli sulla recidiva e la Bossi-Fini sull'immigrazione, che costituiscono le tre maggiori fonti di afflusso nelle carceri italiane. Per restituire dignità ai detenuti. Perché, come dice un carcerato intervistato in "Inside Carceri": «Abbiamo sbagliato ed è giusto che paghiamo. E bisogna aver rispetto per le vittime dei nostri crimini. Ma in queste condizioni noi scontiamo la nostra pena non una, ma due tre infinite volte».

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