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giovedì 22 ottobre 2020
 
 

Diritti umani, per Amnesty il quadro è «tetro»

25/02/2015  Il Rapporto annuale di Amnesty International considera il 2014 un anno "catastrofico" per milioni di persone vittime di guerre, terrorismo, persecuzioni. Presi in esame 160 Paesi, e anche l'Italia non è esente da colpe.

2014, anno disastroso per milioni di esseri umani

«Il 2014 è stato un anno catastrofico per milioni di persone intrappolate nella violenza»
. È lapidario Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, in occasione della presentazione del Rapporto 2014-2015 della organizzazione premio Nobel che ogni anno analizza la situazione dei diritti umani nel mondo.

Rispetto agli anni scorsi, il Rapporto 2014-2015 (pubblicato in Italia da Castelvecchi) viene presentato in anticipo, come se Amnesty sentisse l'urgenza di denunciare quella che Marchesi definisce «la vergognosa e inefficace risposta globale alle atrocità degli Stati e dei gruppi armati».

In 131 Paesi maltrattamenti e torture

Il Rapporto analizza la situazione dei diritti umani riscontrata nel 2014 in 160 Paesi e ricava un quadro sconfortante: in 131 Paesi ci sono stati maltrattamenti e torture, in 62 i governi hanno messo in carcere prigionieri di coscienza, in 93 si sono svolti processi iniqui, in 35 i gruppi armati hanno commesso abusi, in 18 sono stati compiuti crimini di guerra.

I conflitti armati e il terrorismo, secondo Amnesty, hanno causato “una delle peggiori crisi dei rifugiati cui il mondo abbaia mai assistito”. Il numero dei rifugiati fuggiti dal conflitto in Siria tocca i 4 milioni e sarebbero 3.400 i migranti e rifugiati annegati nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l'Europa.

«Il quadro complessivo dello stato dei diritti umani è tetro», dice Marchesi, «ma le soluzioni ci sono». Da qui la richiesta di Amnesty International ai cinque Stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu di "rinunciare al loro diritto di veto nei casi di genocidio o di altre atrocità di massa".

«È irresponsabile il flusso di armi verso chi viola i diritti umani»

Amnesty inoltre chiede a tutti gli Stati di ratificare o accedere al Trattato sul commercio delle armi entrato in vigore lo scorso anno. «L'irresponsabile flusso di armi verso chi viola i diritti umani deve cessare subito», dice Marchesi.

Per quanto riguarda l'Italia, al centro delle preoccupazioni di Amnesty International restano l'assenza del reato di tortura nella legislazione nazionale, la discriminazione nei confronti della comunità rom, la situazione nelle carceri e nei centri di detenzione per migranti. Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia constata «l'indifferenza e la trascuratezza della politica» rispetto al tema dei diritti umani.  

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