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lunedì 20 maggio 2019
 
Famiglia
 

Due genitori divorziano ma la casa va al figlio

30/11/2018  Una sentenza di separazione consensuale emessa a Matera ha assegnato al figlio minorenne la casa coniugale. Non sarà lui a spostarsi, come vuole l'attuale normativa, ma i genitori che continueranno a prendersi cura di lui alternandosi una settimana ciascuno.

Mentre ancora è in discussione il ddl Pillon il disegno di legge sull'affido condiviso presentato dal senatore leghista e contestato nelle scorse settimane anche con manifestazioni di piazza, il tribunale di Matera ha preso una decisione  «straordinaria», stabilendo che un minorenne rimanga stabilmente a vivere nella casa familiare, dove invece si alterneranno i genitori con un calendario simmetrico, garantendo così la “bigenitorialità perfetta”. Nell'ambito di una separazione consensuale, la decisione è stata presa tre giorni fa con un decreto di omologazione emesso dal giudice Giorgio Pica .

«Si tratta - spiega l'avvocato Luciano Vinci - di un provvedimento “straordinario” perché, di solito, il minorenne resta a vivere nella casa coniugale con uno dei due genitori, il cosiddetto “collocatario” che in questa maniera acquisisce il diritto di rimanere in quella casa, anche senza esserne proprietario. Per l'altro genitore, invece, viene stabilito un calendario di frequentazione». In questa separazione, la casa è stata “assegnata” al figlio minorenne che quindi non si sposterà, ma saranno i genitori ad alternarsi e «per una settimana ciascuno - è scritto nel provvedimento del Tribunale di Matera - si prenderanno cura di lui, trasferendosi nella casa coniugale» e, in questa maniera, non vi sarà un genitore prevalente sull'altro.

Alla base della decisione del giudice c'è la volontà «di consentire un armonico sviluppo del rapporto con il figlio e al tempo stesso di attenuare la conflittualità incentrata sull'utilizzo della casa coniugale». Così la stessa casa coniugale «continuerà a rimanere nella disponibilità di entrambi i genitori». Inoltre il decreto del Tribunale materano non prevede alcun assegno di mantenimento, come invece accade nella maggior parte dei casi di separazione: «Nei periodi di rispettiva permanenza, i genitori», che hanno redditi equivalenti, «provvederanno personalmente al mantenimento dei figlio», cioè in maniera diretta, occupandosi delle spese quotidiane, mentre quelle straordinarie saranno divise al 50 per cento.

Spesso «la soluzione preferita - evidenzia l'avvocato Vinci - resta quella dell'assegno di mantenimento: questo provvedimento invece - conclude il legale - un pò anticipa il ddl Pillon e potrebbe perciò essere preso come esempio anche prima che il legislatore si esprima»

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