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giovedì 28 maggio 2020
 
Giù le mani dai piccoli
 

E' nell'Italia del Sud che i bambini vengono più maltrattati

07/06/2018  Grande disparità nel trattamento dell'infanzia nel nostro paese secondo "L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia", presentato da Cesvi. La regione più violenta la Campania, quella in cui ci sono maggiori armonia e sicurezza l'Emilia-Romagna

Si stima che siano quasi 6 milioni, tra bambini e adulti, i soggetti maltrattati in Italia: una proiezione parziale, in quanto il maltrattamento all’infanzia è un fenomeno ancora sommerso e non adeguatamente studiato su base nazionale. L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, presentato da Cesvi, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #LiberiTutti, in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, L’Indice mette in evidenza, soprattutto, la persistenza di forti disparità tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Ultima posizione per la Campania, seguita da Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise. Sono queste le regioni che presentano le maggiori criticità e le condizioni più sfavorevoli rispetto alle probabilità dei bambini di subire maltrattamenti. Male anche l’Abruzzo e il Lazio. Tra le regioni dove si registra, invece, il miglior livello di benessere complessivo dei bambini, spicca l’Emilia-Romagna seguita da Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. I bambini e le bambine sono maltrattati soprattutto nell’ambiente che più di tutti dovrebbe garantire loro sicurezza e protezione. Tra il 60% e il 70% dei bambini/e tra i 2 e i 14 anni di età ha vissuto episodi di violenza in casa. Al maltrattamento, inoltre, si accompagna spesso la trascuratezza: nel mondo il 16,3% dei bambini è vittima di negligenza fisica e il 18,4% di trascuratezza emotiva . Gli effetti della trascuratezza possono manifestarsi con un ritardo nel raggiungimento delle principali tappe evolutive con disturbi dell’apprendimento oppure con un atteggiamento di eccessiva ricerca di affetto e attenzione da estranei (e il conseguente rischio di esposizione ad altri abusi), una forte chiusura e una sfiducia verso l’altro.
Campania ultima in Italia (20esima sia per contesto che per servizi) nella cura e nella prevenzione al maltrattamento seguita da Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise. Tra le regioni “reattive” si posiziona la Sardegna (con alto livello di servizi, nonostante l’alta criticità del contesto). Tra quelle “virtuose” - con una situazione di contesto e un’offerta di servizi al di sopra della media - Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Toscana. Tra le regioni “stabili” si collocano il Trentino-Alto Adige e la Lombardia che, a fronte di criticità ambientali basse, rispondono con un sistema di servizi più basso della media nazionale.
Al primo posto nelle sei diverse capacità le seguenti regioni: l’Emilia-Romagna per quanto riguarda i servizi dedicati alla capacità di cura e di lavorare; il Friuli-Venezia Giulia per la capacità di accedere alle risorse; il Trentino-Alto Adige per la capacità di acquisire conoscenza e sapere; la Valle D’Aosta per la capacità di vivere una vita sicura e la Liguria per la capacità di vivere una vita sana.  
.La regione che presenta meno elementi di vulnerabilità per i bambini è il Trentino-Alto Adige, seguita da Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia. Ultime sono Puglia, Sardegna e Basilicata (rispettivamente in 20esima, 19esima e 18esima posizione). Eppure allo stesso tempo, all’interno dei singoli indicatori, il Trentino-Alto Adige ha un posizionamento negativo per obesità giovanile, la Valle d’Aosta per gravidanze precoci e il fumo in età giovanile, il Lazio per il consumo di alcol (binge drinking), la Calabria per il tasso di consumo di cannabis tra gli adolescenti. 

Per quanto riguarda i fattori di rischio degli adulti potenziali maltrattanti, il Trentino-Alto Adige è la regione con le condizioni più favorevoli grazie alla soddisfazione della popolazione per la propria vita e per le relazioni familiari (1a posizione), un basso indice di separazioni (3a posizione), un elevato numero di donne che utilizzano metodi contraccettivi e un basso numero di famiglie mono-genitoriali. Il Trentino-Alto Adige ha il miglior posizionamento anche per gli indicatori di stato psicologico e salute mentale, ma resta indietro per il rischio correlato all’abuso di alcol. Il Veneto, secondo nella classifica generale, è la regione in cui si registrano meno casi di depressione mentre il Friuli-Venezia Giulia, che condivide con il Trentino-Alto Adige un elevato rischio di consumo di alcolici (18esima posizione), registra buoni risultati per l’indice di salute mentale (3a posizione).  


 

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