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venerdì 05 giugno 2020
 
welfare e coronavirus
 

Famiglie, il ministro pensa a un assegno mensile

02/04/2020  È la proposta di Elena Bonetti espressa nel dialogo col Forum: introdurre nel prossimo decreto emergenziale un sostegno in denaro per i figli (una cifra tra gli 80 e 160 euro) da mantenere fino alla fine del 2020

Sicuramente interessante il dialogo che si è svolto giovedì mattina, 2 aprile, tra il Ministro per la Famiglia, Elena Bonetti, e Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, sui canali social del Forum (il video è ancora disponibile a questo LINK ). Oltre 45 minuti di dialogo a tutto campo (con 383 interventi, domande e commenti sulla chat collegata), per ragionare su come le famiglie stanno attraversando l’emergenza Coronavirus, e soprattutto su come politica e Governo possono riconoscere il loro insostituibile ruolo:  “famiglie come ossatura fondamentale del nostro Paese”, con le parole del Ministro Bonetti. Sono emersi molti temi meritevoli di attenzione (ad esempio il rilancio delle adozioni internazionali, o il grande balzo in avanti dello smart working in tante famiglie italiane), ma preferiamo sottolineare qui pochi elementi, di maggiore interesse.

In primo luogo è emersa una buona sintonia sull’approccio complessivo di cui il Paese ha bisogno per avviare finalmente politiche familiari degne di questo nome:  il Ministro ha ribadito che le politiche familiari non possono non essere comprensive, multidimensionali, promozionali della “soggettività della famiglia” (espressione  ricordata proprio dal Ministro), come del resto le famiglie stesse hanno ampiamente dimostrato anche in questa emergenza (per gestire il sovraccarico educativo e  gestionale verso i figli nelle case durante il periodo #iorestoacasa,  per le funzioni di cura dei genitori anziani, nell’armonizzazione del lavoro e delle relazioni con lo smart working…). Tutto ciò è stato sintetizzato ricordando l’intenzione di approvare presto un Family Act, un documento programmatorio, organico, di medio periodo. Impegno meritorio e assolutamente necessario, dato che proprio l’assenza di strategia organica è stata una delle più gravi “non-scelte” della politica degli ultimi decenni; ma questa strategia sarà tanto più necessaria proprio al termine dell’emergenza, per indicare gli obiettivi generali del sostegno alle famiglie, e soprattutto quanto spazio potranno avere, questi obiettivi, tra le strategie generali di ripartenza del sistema Italia.

Un secondo elemento emerso certamente positivo, più congiunturale e immediato, è la proposta di introdurre da subito, nel prossimo decreto emergenziale di aprile, un assegno mensile per i figli, da mantenere “fino alla fine del 2020” (sempre parole del Ministro Bonetti).  La cifra dovrebbe attestarsi tra i 160 e gli 80 euro mensili per ogni figlio sotto i 14 anni, secondo gli scaglioni ISEE già determinati per l’assegno per la natalità (160 Euro mensili sotto i 7.000 Euro di Isee, 120 Euro tra 7.000 e 40.000, 80 Euro sopra i 40.000). Queste soglie – come ricordato on line da diversi partecipanti - andrebbero contro il principio di universalità del sostegno ai figli, ma giustamente il Ministro ha ricordato che oltre il 93% delle famiglie con figli ha Isee inferiore a 40.000.

Inserire questa misura tra i provvedimenti del prossimo decreto sarà il vero test di quanto sia reale l’attenzione del governo alla famiglia all’interno dell’emergenza Coronavirus; come ha rilevato giustamente il Presidente De Palo, anche nell’emergenza finora il Governo ha premiato singole “categorie di individui/lavoratori”, senza vedere la famiglia per quello che è realmente: il primo e insostituibile luogo della ricomposizione solidaristica delle esigenze di tutti (figli/genitori, lavoratori/non lavoratori, persone fragili/care givers, ecc.). L’assenza di questa misura nel decreto di aprile, invece, o il suo svuotamento in termini di risorse economiche, significherebbe che per l’ennesima volta di famiglia si può parlare, e anche molto bene, ma quando si tratta di scegliere,  l’agenda del decision making politico rimane incapace di portare la famiglia ai primi posti.

Un ultimo dettaglio, ma non insignificante, che si traduce in un’umile proposta da parte nostra al Ministro Bonetti, riguarda la soglia dei 14 anni, che è stata contestata da diversi partecipanti alla diretta, che chiedevano di arrivare almeno all’eta di 18 anni. La risposta è stata: “Perché fino a 14 anni il minore per legge non può esere lasciato solo, e deve esserci un adulto – genitore – con lui”.  Allora perché i 15 giorni di congedo parentale al 50% (previsti dal primo decreto)  sono accessibili solo con figli fino a 12 anni, e oltre tale età i tali congedi diventano a zero Euro per i lavoratori? Il ministro potrebbe quindi farsi parte diligente, in tema di emendamenti al Decreto (in aula in questi giorni), chiedendo almeno che l’età dei congedi parentali al 50% sia elevata almeno fino ai 14 anni (fino a 18 sarebbe il top!).

Sarebbe ancora poco, di fronte alle reali difficoltà odierne delle famiglie: ma sarebbe comunque un segnale.

 

*Direttore del Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia)

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Il ministro Bonetti annuncia un assegno straordinario per le famiglie
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