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martedì 07 luglio 2020
 
Il ritiro
 

Quando gli Elii facevano i "musichioni" e gli auguri al Papa

18/10/2017  Per ricordare la band pubblichiamo il messaggio di auguri che attraverso il nostro giornale hanno fatto arrivare a papa Francesco per i suoi 80 anni e l'intervista rilasciata in occasione del lancio del loro programma Tv

Elio e le storie tese annunciano che si scioglieranno dopo l'ultimo concerto il 19 dicembre: una scadenza "come la mozzarella"

Un anno dopo i Pooh è toccato agli Elio e le storie tese dire basta alla musica insieme (almeno per ora...). Per ricordarli, riproponiamo il messaggio di auguri che ci hanno inviato per gli 80 anni di papa Francesco e un'intervista che ci avevano rilasciato alcuni anni fa in occasione dell'unico programma Tv da loro condotto (si fa per dire...): il Musichione.

Ecco il messaggio di auguri:

Caro don Jorge Mario, Santo Padre, siamo un complesso di musica allegra, nato come Lei nel secolo scorso. La conosciamo come una persona buona e spiritosa. A proposito, senta questa: un argentino è in vacanza a Roma. Consulta l’elenco del telefono e dice alla moglie: “Guarda, Vera, è incredibile!” “Cosa?”. “La quantità impressionante di cognomi argentini che c’è in Italia!”. Se facciamo un disco, viene come ospite d’onore recitante? Se decide di sì, per favore ci comunichi la targa della Focus per il parcheggio interno. A proposito, è facile che con tutte le persone che conosce non si ricordi di noi; eppure L’abbiamo già incontrata nei nostri oratori, alla recita di fine anno, in gita con la colazione al sacco; ha arbitrato le nostre partite di calcio quando c’erano i golf arrotolati per fare i pali delle porte; è stato il parroco che avremmo voluto, il prete giovane che, quando abbiamo preso nuove vie, non ha mai giudicato le nostre scelte: ha continuato invece ad accogliere quegli uomini che erano stati ragazzi e ha lasciato la luce accesa affinché ritrovassero la strada, se fossero tornati, senza più paura del buio. Felice compleanno, papa Francesco...

Elio e le Storie tese come i Rockets al loro primo Sanremo

Ed ecco l'intervista:

Li incontriamo negli studi Rai, accanto alla vera cabina usata a Portobello: «La prima volta che sono salito su questo palco mi sono sentito come a casa», dice Elio. «Mi aspettavo che arrivassero una moglie, un figlio, una nonna. E invece sono arrivati loro. Però, ripensandoci, stiamo insieme da trent’anni e ormai ci sentiamo anche noi come una famigliola, se non altro perché ciascuno vede molto più altre persone rispetto ai propri cari».

Cosa vi piace della Tv in bianco e nero a cui vi ispirate?

Elio: «Praticamente tutto. La Rai era percepita da tutti come un servizio pubblico, perché lo svolgeva davvero. Anche noi vorremmo tornare a essere degli umili servitori del pubblico».

Rocco Tanica: «Mi piacevano i programmi serali che mi era concesso seguire, come Canzonissima e gli sceneggiati d’avventura. Erano l’ultimo baluardo prima della notte, che mi terrorizzava. In più, a un certo punto arrivava la sigla che annunciava la fine delle trasmissioni, poi l’orrido monoscopio con il suo inquietante sibilo “tuuuu” e infine lo schermo si riempiva di “sassolini”. Uno scenario che mi faceva dubitare del fatto che avrei rivisto l’indomani. Quindi, finché c’erano, mi aggrappavo agli acuti di Massimo Ranieri».

Cesareo: «Ricordate la serie di fantascienza Andromeda? E poi c’era il terrore della mia infanzia, Belfagor».

Faso: «È vero, anche se l’ho rivisto da poco in Dvd e non fa paura per niente».

Rocco Tanica: «Io ero un fan del quiz Dirodorlando. Ad ogni puntata c’era una frase misteriosa da indovinare. Una volta trovai la soluzione, ma mi sembrava talmente semplice che non spedii la letterina. La frase invece rimase insoluta per cinque mesi e il vincitore quindi si portò a casa un mucchio di soldi. Avevo sette anni e fu un trauma che segnò tutta la mia l’infanzia».

Mario Riva al Musichiere riuscì a far duettare Coppi e Bartali. E voi?

Elio: «Ci piacerebbe avere Vasco Rossi e Ligabue, ma non sarebbero male pure Matteo Renzi ed Enrico Letta».

Elio fa il giudice a X Factor. Voi altri non siete invidiosi di lui?

Faso: «I giudici sono quattro, come noi: potevano invitare anche noi tre».

Rocco Tanica: «Io invece provo una sana invidia che mi logora, perché da trent’anni vivo in un cono d’ombra. Poi ci si stupisce se qualcuno sale sul tetto di un palazzo e minaccia di buttarsi giù. Quando succederà, non dite che non vi avevo avvertito».

 

Elii: quale sarà la prossima trasformazione? (foto Ansa)

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