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martedì 21 agosto 2018
 
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Che noia il thriller familiare con Penelope Cruz e Javier Bardem

09/05/2018  Delude Everybody knows di Asghar Farhadi, il film scelto per aprire il Festival di Cannes. Nonostante la presenza dei due divi, coppia anche nella realtà, una storia sulla carta interessante si rivela una stanca soap opera.

La famiglia è un mare in tempesta nel cinema di Asghar Fahradi. La serenità è un piacere fugace, che finisce appena la violenza del mondo irrompe tra le mura di casa. Si parte dal divorzio di Una separazione, dalla crisi di coppia de Il passato, per arrivare all’aggressione raccontata ne Il cliente. Una donna apriva la porta a uno sconosciuto, pensando che fosse il suo sposo. Il resto Fahradi lo lasciava intendere. Marito e moglie non si riprendevano più ed era la sete di vendetta a dividerli. A fare da cornice c’era un Iran che non riesce a rialzarsi, schiacciato dalla censura e dai sogni infranti. L’unica salvezza sembrava essere il teatro, dove Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller si rifletteva sul quotidiano. Poesia del palcoscenico, magia del grande schermo. Quella passione si perde nel viaggio dall’Iran all’Europa, dove Fahradi realizza il suo film meno convincente.

In Everybody Knows, l’apertura della settantunesima edizione del Festival di Cannes, il regista abbandona Teheran per spostarsi in Spagna, in un pueblo di altri tempi dove il sole splende e i braccianti lavorano la terra. Tutto inizia con un matrimonio, con una promessa che dovrebbe durare per sempre. Tanti invitati, una grande festa e poi una sparizione, come in A proposito di Ellis. In quella vicenda il racconto si svolgeva per ellissi, ed era il non detto ad affascinare. Questa volta l’operazione è fin troppo ambiziosa nei suoi estenuanti centotrenta minuti. Poteva essere uno sguardo nostalgico sul passato, sugli amori perduti e ritrovati, invece si trasforma in una soap dove non è difficile intuire il prossimo colpo di scena.

La prima parte, quando il thriller non ha ancora preso il sopravvento, regala qualche suggestione. L’orologio del campanile scandisce la giornata dei lavoratori, ed è testimone di tutto quello che capita nel paese. I suoi ingranaggi sono i primi ad essere catturati dalla macchina da presa, per poi passare agli schiamazzi dei giovani e alle ramanzine del parroco. I parenti si ritrovano dopo anni, e scatta qualche scintilla. Vengono a galla vecchi rancori e nasce qualche nuovo amore. Ma la vicenda cambia volto al momento del rapimento. Il resto è una girandola di scheletri nell’armadio, momenti da romanzo rosa e pianti disperati, con la suspense che non arriva mai.

Neanche la coppia di star formata da Javier Bardem e Penelope Cruz rialza le sorti di Everybody Knows: lei fin troppo artificiosa, lui ingessato nel ruolo di un uomo confuso, che forse nella sua esistenza ha sempre preso la strada sbagliata. Interpreta un produttore di vino, e si deve confrontare con i parenti serpenti alla Monicelli: forse il vero nemico non si nasconde nel bosco, ma mangia alla sua stessa tavola. A uscirne sconfitto, oltre alla pazienza del pubblico, è l’occhio attento di Fahradi, che lasciando la sua terra perde anche il contatto con le emozioni umane.

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