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domenica 08 dicembre 2019
 
INDIA
 

Fai un selfie con tua figlia

01/07/2015  Spopola su Twitter la campagna voluta dal primo ministro indiano Narendra Modi. Per sensibilizzare il Paese contro la discriminazione delle donne invita i genitori a fare una foto con le figlie femmine e a condividerla sui social.

"Fai un selfie con tua figlia".... si tratta della nuova campagna su Twitter voluta dal primo ministro indiano Narendra Modi. Il premier della destra, in una trasmissione radiofonica, ha invitato a inviare dei selfie che ritraggano insieme padre e figlia con l'hashtag #SelfieWithDaughter. La proposta ha ricevuto una marea di adesioni, sia da parte di personaggi dello spettacolo e dello sport che dalla gente comune. Lo scopo è sensibilizzare il Paese riguardo l'infanticidio femminile.

L'iniziativa fa parte di una campagna contro l'assurda discriminazione che penalizza le bambine spesso considerate un peso per le famiglie e che è nota come Beti Bachao, Beti Padhaò (Salva tua figlia, istruisci tua figlia). In realtà, l'idea delle foto appartiene al sindaco di un villaggio dell'Haryana dove il divario demografico tra i sessi è molto alto e che per questo aveva organizzato un concorso fotografico su Whatsapp.

Nonostante le leggi lo proibiscano in India, ogni giorno duemila bambine vengono "uccise", a causa della tradizionale preferenza data ai figli maschi considerati coloro  che, oltre a tramandare il nome della famiglia,  avranno il compito di diventare capifamiglia e porteranno a  casa i soldi. Le femmine, invece, sono viste come un problema poiché bisogna trovare loro un marito al quale offrire una dote congrua attraverso molti sacrifici.

L'allarme è stato lanciato recentemente dalla ministra indiana per lo Sviluppo delle donne e dei bambini, Maneka Gandhi quando ha denunciato il fatto che la maggior parte delle bimbe viene abortita o uccisa subito dopo la nascita. Dati confermati da uno studio risalente al 2011 della rivista scientifica britannica The Lancet: in India, negli ultimi tre decenni, oltre 12 milioni di bambine non sono nate a causa di un aborto.

Numerose, tuttavia, le polemiche riguardo l'iniziativa del primo ministro: dure critiche da parte di una attivista comunista Kavita Krishnan, che fa parte di un'associazione contro gli stupri e di un'attrice televisiva Shruti Seth. Costoro chiedono piuttosto delle vere riforme a favore dell'emancipazione femminile.

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Padri e figlie: un selfie contro le discriminazioni
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