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mercoledì 05 agosto 2020
 
dopo le dimissioni di costa
 

Tanti propositi, ma per il Governo la famiglia non è mai una priorità

29/07/2017  Il 28-29 settembre dovrebbe svolgersi la terza Conferenza nazionale della famiglia (dopo quella di Firenze nel 2007 e quella di Milano nel 2010). Ma, a due mesi dalla data fissata, l'Esecutivo non dà risposte certe sull'effettiva realizzazione di questo evento.

Le recenti dimissioni del ministro Enrico Costa, come “effetto collaterale”, hanno generato anche una grande incertezza su un possibile importante appuntamento per le politiche familiari. Infatti era previsto che il 28-29 settembre 2017 venisse finalmente organizzata la Terza Conferenza Nazionale della Famiglia (dopo quelle di Firenze 2007 e di Milano 2010),  appuntamento del Governo per presentare le proprie scelte strategiche a tutto il Paese: alle forze sociali, alle autonomie locali, alle associazioni familiari e alle famiglie. “Ancora parole sulla famiglia!”, verrebbe da dire, all’idea dell’ennesima Conferenza; eppure qualcosa potrebbe sorgere, da essa.

 

In effetti dalla Conferenza di Milano del 2010 venne lanciato il primo Piano nazionale per la famiglia nel nostro Paese, poi approvato nel 2012 (e di fatto tuttora dimenticato in qualche cassetto ministeriale. Ma questa è un’altra storia!).  Tornando alla progettata Conferenza sulla Famiglia del prossimo settembre, ovviamente le dimissioni del Ministro hanno sollevato grandi preoccupazioni sulla possibilità stessa di effettuarla. E non è polemica ricordare che secondo la legge istitutiva (del 2006), questa Conferenza dovrebbe svolgersi ogni due anni. Ne sono passati quasi sette, da Milano 2010, e quindi è facile fare la lista dei Governi inadempienti. A conferma che mettere la famiglia come priorità del dibattito pubblico è ancora troppo difficile.

 

Proprio in questi giorni (giovedì 27 luglio) l’on. Gianluigi Gigli (anche presidente nazionale del Movimento per la Vita), dando voce a tante preoccupazioni delle famiglie e delle associazioni familiari, ha proposto un’interrogazione al Governo, chiedendo conto dell’esito della Conferenza, ricordando che, “senza entrare nel merito delle questioni politiche che hanno portato alle dimissioni, preoccupano i tempi della decisione […] si è nella fase immediatamente precedente l'annunciata ed attesa Conferenza nazionale sulla famiglia […] dalla quale ci si attende una chiara inversione di tendenza per quel che riguarda la priorità delle politiche familiari; […] quali iniziative di competenza intende intraprendere il Presidente del Consiglio, in attesa dell'auspicata, rapida, nomina di un Ministro per le politiche della famiglia, per confermare le date della ricordata Conferenza nazionale sulla famiglia, alla quale il Governo dovrebbe partecipare con piena assunzione di responsabilità, tenuto conto che l'associazionismo e la società civile, da tempo e con grande impegno, stanno lavorando, insieme al Governo, per la sua realizzazione e sarebbe inaccettabile sprecare quanto fatto sinora?”.

 

Fin qui le richieste dell’on. Gigli. Così ha risposto per il Governo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Sesa Amici: «[…]  preme dunque rassicurare gli interroganti circa l'attenzione che il Governo, nella persona stessa del presidente del Consiglio, sarà in condizione di riservare alle politiche per la tutela della famiglia, proseguendo il lavoro svolto in questi mesi». Però, rispetto alla Conferenza, «[…] il Governo valuterà, coerentemente con gli impegni istituzionali del Presidente, la conferma delle date per lo svolgimento della Conferenza nazionale sulla famiglia richiamata dall'interrogante». Si capisce perché, allora, l’on.Gigli «si dichiara totalmente insoddisfatto della risposta, dalla quale si desume incertezza circa le date di svolgimento della Conferenza nazionale sulla famiglia».

 

E anche noi con lui – perché mancano esattamente due mesi (compreso agosto!) alla data della Conferenza, e diventa davvero difficile prevedere che si possa organizzare qualcosa di importante in così breve tempo, in vacanza di esplicita responsabilità politica, in tempi di scadenza elettorale, per un tema così frequentemente bistrattato, come la promozione della famiglia. Le Conferenze governative servono perché si ascolta il Paese, perché si scelgono priorità, perché si assumono impegni con tempi definiti e risorse certe. Se il Governo vuole ed è in grado di fare questo, ben venga la Conferenza il 28-29 settembre; in caso contrario, meglio non sprecare un’occasione. Il tempo si fa breve, per una decisione!

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