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Credere

Faustina Kowalska. La segretaria della misericordia

08/04/2018  Così, riferiva la religiosa, Gesù la chiamava durante le apparizioni. E fu proprio Gesù a chiederle di celebrare la Divina misericordia, la prima domenica dopo Pasqua.

Gesù in persona, durante le apparizioni, amava definirla «la segretaria della mia misericordia». Ciò nonostante, l’esistenza di Faustina Kowalska può sembrare, a occhi umani, del tutto illogica: sente la vocazione alla vita consacrata, ma non ha la dote necessaria per entrare in convento; diventa serva in una casa di nobili polacchi e a quel punto riesce a entrare in una congregazione religiosa; comincia a ricevere le rivelazioni di Gesù, ma non trova facilmente qualcuno che le creda; attraversa innumerevoli sofferenze spirituali, psicologiche e anche fisiche; infine si ammala di tubercolosi e muore a 33 anni (visse dal 25 agosto 1905 al 5 ottobre 1938), la medesima età che la tradizione attribuisce a Cristo.

I MESSAGGI DI GESÙ

Eppure è proprio a lei che il Redentore ha affidato, negli anni Trenta dello scorso secolo, il messaggio della Divina misericordia. Se Dio le confidò: «Nell’Antico Testamento mandai al mio popolo i profeti con i fulmini, oggi mando te a tutta l’umanità con la mia misericordia. Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al mio cuore misericordioso», Gesù andò ancora oltre precisandole che «l’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla mia Misericordia. Il mio cuore gioisce del titolo di Misericordia. Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle mie mani sono coronate dalla Misericordia».

WOJTYLA LA VOLLE SANTA

  

Un messaggio forte, che fu a lungo sotto osservazione del Sant’Uffizio, al punto da proibire nel 1958 le forme di devozione legate alla Divina misericordia. E fu necessario l’arrivo di Giovanni Paolo II, che per la comune origine polacca ben conosceva la reale consistenza della suora e delle sue ispirazioni, per far riprendere con maggiore attenzione lo studio del suo Diario e di tutto il suo apostolato. Pochi anni e anche la sua causa di canonizzazione si mise in cammino, con la proclamazione a beata il 18 aprile 1993 e a santa il 30 aprile 2000. Con una disposizione del 2001, papa Wojtyla volle che la domenica successiva alla Pasqua fosse intitolata alla Divina misericordia, come sollecitato da Gesù a suor Faustina sin dal 1931, e nel 2003 papa Wojtyla le associò l’indulgenza plenaria, dando compimento alla promessa di Cristo: «In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene». Era in un certo senso il compimento di quanto lo stesso Pontefice aveva scritto in quel caposaldo del suo magistero che fu la sua seconda enciclica, intitolata appunto Dives in misericordia, incentrata su Dio «ricco di misericordia».

IL QUADRO DELLA VISIONE

Il senso di questa devozione alla Divina misericordia è sintetizzato nel quadro che suor Faustina fece dipingere in seguito alla visione del 22 febbraio 1931, quando Cristo le apparve con la veste bianca sfolgorante di luce, a indicare la gloria divina della risurrezione, e nel medesimo tempo con i segni della passione e la ferita del costato da cui escono un raggio bianco, indicante l’acqua del Battesimo, e uno rosso, il sangue dell’Eucaristia, sgorgati dal suo cuore, secondo la rappresentazione teologica del Vangelo di Giovanni. Alla base dell’immagine c’è la scritta: «Gesù confido in te», a indicare lo slancio del cuore che crede nel Salvatore e si getta nelle sue braccia.

LA CORONCINA

  

La concretizzazione nella pietà popolare è infine avvenuta mediante le preghiere rivelate da Gesù. In particolare con la Coroncina, che la santa ricevette il 13 settembre 1935 e trasmise al suo direttore spirituale affinché venisse diffusa. Il testo venne accompagnato da una potente promessa, sempre pronunciata da Cristo: «Per la recita di questa Coroncina mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno... Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte... Anche se si trattasse del peccatore più incallito, se recita questa Coroncina almeno una volta sola otterrà grazie dalla mia infinita misericordia... Quando vicino a un agonizzante viene recitata questa Coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile misericordia ne avvolge l’anima».

RELIGIOSA PER SOLI 13 ANNI

Suor Faustina Kowalska fece parte della congregazione delle Suore della beata vergine Maria della misericordia per tredici anni. A promuovere la causa di beatificazione, negli anni Sessanta, fu l’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyla. A sinistra: un arazzo in piazza San Pietro il giorno della canonizzazione, il 30 aprile 2000, con il ritratto della religiosa e di Cristo, raffigurato come nelle apparizioni alla suora. In alto: due devote in Vaticano, sempre in occasione della canonizzazione.

DIO LE CONFIDÒ: «OGGI MANDO TE A TUTTA L’UMANITÀ CON LA MIA MISERICORDIA»

  

«Ogni cuore inneggi alla Divina misericordia in ogni momento e nei secoli dei secoli». Così scriveva suor Faustina Kowalska, esempio di perfezione cristiana e affidamento a Dio. A documentare la storia della sua anima a contatto con la misericordia di Dio è il Diario, in cui Faustina trascrive fedelmente i suoi colloqui con Gesù. Le Edizioni San Paolo ripropongono una scelta dei suoi scritti nel libro «Canterò in eterno la misericordia del Signore», a cura di Giuliano Vigini (collana Eterna è la tua misericordia).

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