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Dai film al design, Milano apre una finestra sulla creatività del mondo

17/03/2018  Dal 18 al 25 marzo torna il Festival del cinema africano, d’Asia e America latina, giunto alla ventottesima edizione. Il programma prevede 60 proiezioni. Tra gli eventi collaterali, una tavola rotonda per raccontare l'impatto delle nuove tecnologie nei Paesi africani.

(Foto sopra tratta dal film "Of fathers and sons" di Talal Derki. In copertina: la locandina dell'edizione 2018 del Festival)

Il problema dell’immigrazione e il dramma dei richiedenti asilo in Francia, raccontati senza retorica, attraverso una narrazione lontana dagli stereotipi comuni. La ventottesima edizione del Festival del cinema africano, d’Asia e America latina di Milano sceglie di cominciare, domenica 18 marzo, con un tema forte, scottante, di grande urgenza e attualità, con il film Une saison en France di Mahmat Saleh Haroun, regista nato in Ciad, autore di lungometraggi di successo, come Bye-bye Africa, premiato nel 1999 come Miglior Film al Festival di Venezia. “Il cinema oggi non fa che mostrare l’estraneità dello straniero e ci dice che dobbiamo tollerarlo malgrado la sua diversità”, spiega il cineasta. “Il mio desiderio in questo film era quello di ricondurlo ad una dimensione comune, per mostrare che c’è realmente qualcosa che si può condividere”.

Promosso dal Centro orientamento educativo (Coe), il Festival milanese si conferma come l’unica rassegna in Italia dedicata alle cinematografie provenienti dai tre continenti, un osservatorio prezioso e autorevole sugli sviluppi culturali nei Paesi africani, in quelli asiatici e sudamericani. Fino al 25 marzo la rassegna prevede 60 film - tra cui 25 in prima nazionale, due prime europee e tre prime mondiali - selezionati su 600 film visionati.

Come ogni anno, la rassegna è suddivida in diverse sezioni competitive e in sezioni parallele. Fra gli eventi collaterali, si segnala la mostra fotografica “AfricaAfrica, esploring the Now of African design and photography”: un’esposizione di quaranta prodotti di design del biennio 2015-2017 e cinquantacinque lavori fotografici che raccontano un continente ricco di vitalità, dinamico, in continuo cambiamento. La mostra sarà ospitata al Palazzo Litta Cultura fino al 2 aprile.

E a proposito di Africa oltre gli stereotipi, il 19 marzo il Festival propone la tavola rotonda “WWW What a wonderful world. Come le nuove tecnologie stanno cambiando l’Africa”: dal Senegal all’Etiopia, lo sviluppo tecnologico e i nuovi media hanno rivoluzionato la vita quotidiana, le relazioni sociali, le attività economiche di tutti i Paesi del continente. “L’Africa influisce solo l’1% nello sviluppo della information technology nel mondo”, osserva Amadou Daffe, Ceo e co-fondatore di Gebeya IT Academy, centro pan-africano (con sede ad Addis Abeba) per la formazione di giovani talenti nell’information & communication technology. “Tuttavia, il continente ha più di 170 milioni di utenti di Internet e più telefoni cellulari degli Stati Uniti”. 

Tutte le informazioni sul programma del Festival si trovano sul sito: www.festivalcinemaafricano.org.

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