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sabato 24 ottobre 2020
 
 

Auto e futuro, il domani è arrivato

01/07/2012  Veicoli che guidano "da soli". Cinture di sicurezza con airbag incorporato. Telefonate d'emergenza nella lingua giusta. Visita al Centro Ricerche Ford di Aachen, in Germania.

Aachen Centro ricerche della Ford: una particolare tuta, appositamente progettata per rallentare e rendere difficili i movimenti quando si sale a bordo. Una tecnologia che simula le difficoltà delle persone anziane, permettendo agli ignegneri di studiare come rendere più accessibile il veicolo.
Aachen Centro ricerche della Ford: una particolare tuta, appositamente progettata per rallentare e rendere difficili i movimenti quando si sale a bordo. Una tecnologia che simula le difficoltà delle persone anziane, permettendo agli ignegneri di studiare come rendere più accessibile il veicolo.

Immaginate un robot capace di di misurare la percezione di qualità all'interno dei veicoli. Si chiama "Ruth" (Robotized Unit for Tactility and Haptics, unità robot con sensori tattili) e può calcolare attrito, resistenza, ruvidezza e temperatura dei materiali. I risultati sono poi incrociati con quelli rilevati da diversi gruppi di persone. Dunque, uomini e robot insieme per migliorare le automobili. E gli studi dimostrano che le rilevazioni del nostro amico "Ruth" corrispondono per il 92% alle analisi condotte dagli esperti.

Il salto nel futuro non si ferma qui: un concept, la Evos, presenta alcuni elementi chiave delle vetture di domani e mostra le nuove frontiere del design. Con nuovi livelli di connettività tra veicolo e guidatore, grazie al "cloud computing". L’esperienza di guida è costruita attorno alla personalizzazione totale dell'auto rispetto al pilota , migliorando il benessere a bordo. Motore ibrido plug-in, ottimizzato per massimizzare prestazioni ed efficienza e dotato di batterie al litio di nuova generazione. Ecco un video dei tecnici al lavoro su questo concept avveniristico:

Un ingegnere illustra ai giornalisti le nuove fibre con le quali sono stampati i materiali più avanzati, che permettono di rendere più leggeri i veicoli, quindi di ridurre i consumi e di conseguenza le emissioni.
Un ingegnere illustra ai giornalisti le nuove fibre con le quali sono stampati i materiali più avanzati, che permettono di rendere più leggeri i veicoli, quindi di ridurre i consumi e di conseguenza le emissioni.


Non è fantascienza. Abbiamo visto (e provato) tutto questo al Centro di Ricerca della Ford in Germania, a Aachen, l'antica Aquisgrana, culla storica di Carlo Magno. E abbiamo visto una decisa spinta sulle tecnologie del prossimo futuro da parte di una casa costruttrice americana (ma anche parecchio europea per via degli stabilimenti in Inghilterra e in Germania), salvata dall'azione manageriale energica dell'amministratore delegato Alan Mulally, senza sussidi governativi, a differenza della Chrysler di Marchionne e della general Motors, ma con una riduzione spietata del numero dei modelli, un'ipoteca del marchio presso le banche (d'accordo con la famiglia Ford) e un'intelligente strandardizzazione delle piattaforme produttive, per cui un Ford Focus in Italia è uguale a quella che si vende in Australia, o in Giappone (fatte salve le differenze nelle normative di omologazione). Alcune di queste tecnologie sono già realtà sulle auto di tutti i giorni, altre sono prossime a essere impiegate sui modelli Ford in uscita sul mercato europeo. Quello di Aachen è l’unico centro di ricerca Ford al di fuori degli USA, è stato aperto nel 1994. Vi lavorano 280 ricercatori e ingegneri, provenienti da 25 diversi Paesi. Spesso effettuano le loro prove al di là del confine, al circuito di test di Lommel, in Belgio. Il loro compito è creare veicoli sempre più rispettosi dell’ambiente e sicuri.

Due manichini di ultima generazione, estremamente sensibili nelle risposte alle sollecitazioni dinamiche: uno con la cintura posteriore normale, l'altro, un "bambino", con la cintura dotata di airbag, sistema che debutterà, in optional, sul nuovo modello di Ford Mondeo.
Due manichini di ultima generazione, estremamente sensibili nelle risposte alle sollecitazioni dinamiche: uno con la cintura posteriore normale, l'altro, un "bambino", con la cintura dotata di airbag, sistema che debutterà, in optional, sul nuovo modello di Ford Mondeo.


Per esempio, il nuovo modello di Mondeo avrà le cinture di sicurezza posteriori con airbag integrato, una tecnologia al debutto europeo. Queste speciali cinture integrano alcune caratteristiche tipiche degli airbag, per incrementare la sicurezza dei passeggeri. Il sistema è progettato per proteggere testa, collo e busto, specialmente nel caso di bambini e anziani. La forza dell’urto viene assorbita da un’area cinque volte superiore rispetto a quella di una cintura tradizionale. Questa tecnologia ha debuttato negli USA nel 2011, a bordo del Ford Explorer, e si è rivelata molto popolare: è stata scelta, in optional, dal 40% dei clienti. Come per i normali airbag, queste nuove cinture posteriori si attivano quando i sensori d’urto rilevano un incidente: un gas compresso viene fatto passare attraverso la fibbia e gonfia la cintura in meno di 40 millisecondi. Ecco un video di come funziono le cinture di sicurezza con airbag:

L'Active City Stop: entro i 20 km l'ora, l'automobile "vede" l'approssimarsi del veicolo che precede e senza un intervento umano frena da sola. Molto utile nelle situazioni di coda molto lenta, quando spesso la distrazione ci impedisce di essere attenti, evitando così un tamponamento.
L'Active City Stop: entro i 20 km l'ora, l'automobile "vede" l'approssimarsi del veicolo che precede e senza un intervento umano frena da sola. Molto utile nelle situazioni di coda molto lenta, quando spesso la distrazione ci impedisce di essere attenti, evitando così un tamponamento.


Un'altra tecnologia, a uno stadio avanzato di sperimentazione, che abbiamo personalmente provato a Aachen, in Germania, restandone sbalorditi, è il Traffic Jam Assist, un sistema di ausilio alla guida che la Ford sta sviluppando e sarà pronta intorno al 2017-2025. Utilizza un radar e una telecamera per mantenere il passo del flusso del traffico muovendosi autonomamente e seguendo la corsia di marcia, riducendo lo stress per il guidatore e fluidificando la viabilità. In pratica, è il computer che guida. Al momento il Traffic Jam Assist funziona in ambienti controllati, dove non ci sono pedoni, ciclisti o animali, e in cui le corsie di marcia sono ben definite. Tuttavia, molte delle tecnologie utilizzate dal Traffic Jam Assist sono già disponibili a bordo delle vetture Ford, come Focus e C-MAX. Per esempio, il volante a movimento automatico indipendente, che permette il parcheggio semiautomatico senza mani; oppure il Lane Keeping Aid (sistema di mantenimento della corsia di marcia), che aiuta il guidatore a riportare l’auto nella corsia di marcia in caso di deviazioni involontarie. Ecco un altro video per capire il funzionamento del Traffic Jam Assist:

All'uscita dal supermercato o da un negozio: le mani sono occupate, non sappimo come aprire il portellone. Ci pensa un sensore sul prossimo modello della Kuga: basta allungare una gamba per aprire il vano bagagli. E ovviamente nello stesso modo si chiude. L'abbiamo provato: funziona benissimo.
All'uscita dal supermercato o da un negozio: le mani sono occupate, non sappimo come aprire il portellone. Ci pensa un sensore sul prossimo modello della Kuga: basta allungare una gamba per aprire il vano bagagli. E ovviamente nello stesso modo si chiude. L'abbiamo provato: funziona benissimo.


Meno avveniristico di una sorta di "pilota automatico" che ci guida nel traffico, ma ugualmente utile e disponibile a breve sul nuovo modello di Kuga, è il sistema che permette di aprire senza mani il portellone posteriore
, con un semplice movimento del piede, che viene riconosciuto da sensori presenti nel paraurti posteriore. Ciò facilita le operazioni di carico e scarico con le mani occupate. Il team di sviluppo ha collaborato con il laboratorio di Ford che studia le interfacce uomo-macchina, e in sei mesi un team di volontari ha sperimentato il funzionamento del prototipo nella vita di tutti i giorni. Il sistema è al suo debutto in Europa, dopo essere stato bene accolto dai clienti nordamericani a bordo della Ford Escape. Gli ingegneri hanno ricalibrato il sistema per l’Europa per renderlo compatibile con la presenza del gancio di traino, accessorio frequentemente scelto dai clienti Kuga europei. Il video di questo ingegnoso dispositivo:

Il cuore di tutto il sistema "Sync" della Ford è la funzione Emergency Assistance, che consente di fare automaticamente una chiamata in caso di incidente. E scegliendo la lingua giusta in base al luogo dove ci troviamo.
Il cuore di tutto il sistema "Sync" della Ford è la funzione Emergency Assistance, che consente di fare automaticamente una chiamata in caso di incidente. E scegliendo la lingua giusta in base al luogo dove ci troviamo.


E ad Aachen è stato anche sorprendente salire in auto e provare il sistema di connettività e comandi vocali avanzati: si chiama "Sync" e farà il suo debutto in Europa sul modello B-MAX, nuovo monovolume compatto della casa americana. Il cuore di tutto è la funzione Emergency Assistance, che consente di effettuare automaticamente una chiamata in caso di incidente. L'attivazione di un airbag, o del blocco della pompa del carburante nella vettura, fa partire automaticamente una telefonata d'emergenza, con un messaggio preregistrato, tramite il telefono cellulare connesso via Bluetooth. E il messaggio è trasmesso nella lingua del Paese in cui ci si trova, grazie alle coordinate ricavate dal GPS. In pratica, la funzione Emergency Assistance telefona automaticamente al 112, scegliendo la lingua con cui comunicare in base al luogo. Sarà disponibile in oltre 30 Paesi europei ed extra-europei. Il sistema è già installato su 4 milioni di auto negli Stati Uniti.

Il Centro di Ricerca Ford di Aachen è stato aperto 18 anni fa. E' l’unica struttura di ricerca Ford di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti, dove si portano avanti i progetti europei per lo sviluppo di veicoli elettrici, ibridi e a fuel cell, cioè a idrogeno.
Il Centro di Ricerca Ford di Aachen è stato aperto 18 anni fa. E' l’unica struttura di ricerca Ford di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti, dove si portano avanti i progetti europei per lo sviluppo di veicoli elettrici, ibridi e a fuel cell, cioè a idrogeno.


Nel Centro di Ricerca Ford di Aachen si sperimentano anche tecniche di costruzione per la riduzione dei pesi e materiali con speciali rivestimenti a bassi attriti. In collaborazione con i colleghi americani, gli ingegneri guidano lo sviluppo dei sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza attiva: al momento stanno studiando le soluzioni di connettività del domani, per migliorare l’integrazione tra veicoli e telefoni cellulari, e tra veicolo e veicolo, per garantire ai clienti la possibilità di personalizzare al massimo il proprio sistema di comunicazione e d'intrattenimento, e per affinare ulteriormente la sicurezza attiva e preventiva sulla strada. Inoltre, salute e benessere a bordo sono due aspetti sperimentati ad Aachen: un intero team, per esempio, è specializzato nell’analisi della qualità dell’aria nell'abitacolo. E un altro nel design per le interfacce dei comandi di bordo

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