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giovedì 18 ottobre 2018
 
 

Se la famiglia si ribella

09/09/2011  Organizzato dal progetto Tobia nell'ambito dei lavori del Congresso eucaristico di Ancona, il dibattito sulle politiche familiari ha portato l'attenzione sull'attualità poliltica.

Francesco Belletti, direttore del Cisf.
Francesco Belletti, direttore del Cisf.

     «Una manovra economica totalmente indifferente alla questione familiare». Con il netto giudizio di Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, anche le recentissime vicende politiche italiane hanno fatto capolino nell’ambito del Congresso eucaristico di Ancona. L’occasione è stata la tavola rotonda sul tema «Politiche familiari... quali sfide?», moderata dal giornalista Vincenzo Varagona e organizzata dal progetto Tobia, la libreria mobile promossa dal Gruppo San Paolo che sta percorrendo l’Italia per proporre esperienze e occasioni di cultura dinamica e dialogante.

     «Non si è ancora compreso che soltanto attorno alla famiglia si salva il Paese, poiché sostenere la famiglia significa aiutare quello “zoccolo duro” della nostra società dal quale si genera la solidarietà quotidiana», ha detto con forza Belletti, assicurando che «non possiamo più tollerarlo e nei prossimi giorni ci faremo sentire anche nelle piazze». Anche il presidente dell’Associazione famiglie italiane, Roberto Bolzonaro, ha commentato con amarezza le decisioni del Governo, sottolineando che «il concetto culturale dominante è che ogni iniziativa in favore della famiglia è un aiuto e non un investimento, mentre deve diventare patrimonio comune il fatto che il sostegno alla famiglia serve a far star bene tutta la società».

     Bolzonaro ha anche dimostrato come le ultime misure provocheranno un forte aumento di tassazione in particolare nelle famiglie con quattro componenti e reddito di 20.000 euro annui, che nel 2014 pagheranno il 39% in più di tasse. Per Michele Consiglio, vicepresidente nazionale delle Acli, «quando si pensa a politiche per la famiglia è tempo ormai di pensare a un sistema integrato, anche in ambito sindacale, poiché i contratti di lavoro spesso non tengono conto dei concreti problemi familiari».

     Dall’assessore alla famiglia della regione Marche, Luca Marconi, la triste constatazione che «tuttora le famiglie non hanno di fatto rappresentanza politica, come accade invece per tanti altri gruppi sociali: dobbiamo dunque assumerci tutti la responsabilità di avanzare proposte e di intercettare nuove energie».

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