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sabato 21 settembre 2019
 
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Generazione sandwich: aiutiamo la famiglia a non restare schiacciata

17/05/2019  Una ricerca sul territorio di Cuneo mostra come frenesia, mancanza di tempo, stress sono legati all’essere stretti tra il lavoro, i compiti educativi verso i propri figli e i compiti di cura verso i genitori anziani. Significa che per aiutare le famiglie non bisogna guardare solo l'aspetto economico ma anche le condizioni di lavoro delle persone. L'esempio virtuoso della Fondazione CRC che stanzierà dei fondi per rispondere a questi bisogni.

In Italia da decenni cambiano (spesso) i governi e le maggioranze politiche. Quel che purtroppo non cambia è la radicale incapacità dei nostri governanti nazionali di intervenire in modo serio e coerente sulle politiche familiari. L’ultimo esempio – in ordine di tempo – è il tanto strombazzato “reddito di cittadinanza”, opera di un governo che sostiene di avere il cambiamento direttamente nel proprio DNA. Tale misura avrebbe dovuto “sconfiggere la povertà”, ma in realtà applica una scala di equivalenza (l’aggiornamento dei livelli di reddito al sotto dei quali si ha diritto a ricevere il sussidio in base alla numerosità della famiglia) assolutamente iniqua, peggiorativa perfino di quella prevista dall’ISEE (l’Indicatore Situazione Economica Equivalente), e che prevede un “peso” dei minorenni a carico pari a 0,2, e un coefficiente massimo di 2,1, novità senza precedenti per la legislazione in materia. Risultato: una famiglia più è numerosa e meno percepisce!

Se questo è quel che succede a livello nazionale, bisogna però segnalare che sui territori le cose stanno – per fortuna! – un po’ diversamente. Un bell’esempio di quanto di positivo possiamo trovare a livello locale è un percorso innovativo intrapreso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, da sempre attiva protagonista di interventi sociali e culturali ben radicati nella realtà della “Provincia Granda”. Lo scorso anno la Fondazione CRC ha deciso di mettere a tema proprio la condizione delle famiglia, in vista di un bando che destinerà parte delle risorse disponibili proprio a progetti orientati al benessere della famiglie cuneesi.

La Fondazione CRC ha fatto però qualcosa di più: evitando di distribuire a pioggia le risorse, limitandosi a controllare il loro corretto utilizzo, ha deciso di partire da un’approfondita ricognizione della realtà familiare presente sul territorio, affidando al CISF (Centro Internazionale Studi Famiglia, il centro studi di Famiglia Cristiana) una ricerca che riuscisse a metterne in luce non solo le criticità, ma anche le risorse. 

Il CISF ha quindi avviato l’indagine ponendo al centro  le seguenti domande: come stanno le famiglie in Provincia di Cuneo? Quali fragilità esprimono e quali risorse mettono in campo? Quali indicazioni provengono dagli operatori delle varie istituzioni? Cosa propongono – famiglie e operatori – per migliorare il benessere e la qualità della vita delle famiglie e quindi dell’intera comunità?

Per rispondere in modo pertinente, sono stati utilizzati due strumenti di indagine: un ampio questionario telefonico, somministrato a un campione di ben 500 persone (definite “generazione sandwich”, in quanto genitori con almeno un figlio ancora a carico e un genitore maggiore di 65 anni vivente); e una serie di interviste in profondità a una quarantina di “testimoni privilegiati”, e cioè operatori dei servizi, insegnanti, membri di cooperative, associazioni o altri organismi del terzo settore.

Numerosissime le indicazioni emerse, che qui non è possibile sintetizzare per ovvi motivi di spazio (a breve sul sito della Fondazione CRC www.fondazionecrc.it saranno consultabili tutti  i materiali della ricerca). Due soli esempi: tra i fattori che influenzano maggiormente in modo negativo la vita delle famiglie è stata segnalata soprattutto la frenesia/mancanza di tempo/stress, legati essenzialmente proprio all’essere “generazione sandwich”, cioè stretta tra i compiti educativi verso i propri figli e i compiti di cura verso i genitori anziani. Per contraltare, alla richiesta di indicare quali potevano essere i settori su cui intervenire per consentire di gestire  meglio la propria vita familiare, i punteggi massimi sono stati attribuiti a “diverse condizioni di lavoro”, tipo il telelavoro, il part time e altre innovazioni simili che consentano di armonizzare le proprie diverse responsabilità. Questo significa, ad esempio, che un serio intervento per le famiglie non può certamente limitarsi al mero intervento economico.

Altrettanto significativo il dato riguardante le reti di aiuto intrafamiliare. Alla domanda quanto negli ultimi cinque anni gli intervistati avessero avuto occasione di dare o ricevere aiuti, le risposte hanno evidenziato (vedi tabella) un rete di scambi frequente e significativa, sia per aiuti concreti come la cura delle persone malate o ricoverate (in questo caso soprattutto verso le persone anziane) o aiuti economici (qui è quasi sempre dagli anziani verso i propri figli), sia per quella che è stata definita semplice “compagnia”, cioè il gusto e la voglia di frequentarsi e stare insieme.

 

Circuito di aiuti negli ultimi cinque anni tra figli adulti e genitori anziani (percentuali)

Solo dato

solo ricevuto

Sia dato che ricevuto

genitori/suoceri - aiuto economico

10,2

30,0

4,6

Assistenza per ricovero in ospedale

47,6

3,6

11,2

nei lavori di casa, per fare la spesa, nel disbrigo di pratiche

43,6

9,6

29,0

compagnia

21,0

4,8

62,4

 

 

Una realtà quindi, quella delle reti familiari, vivace e ben attestata, che non si può esitare ad definire una risorsa. Una risorsa che però è messa a rischio dall’andamento demografico della popolazione, con il suo costante progressivo invecchiamento, e che quindi non può e non deve essere abbandonata a se stessa.

 Per questo, la Fondazione CRC, in un’affollata presentazione dei dati della ricerca tenutasi lo scorso 14 maggio, ha lanciato il suo programma di interventi, che vede una dotazione di oltre 750.000 euro. Un piano pluriennale 2018-2021, intitolato FamigliARE (cioè sia famiglia, sia fare!), nella predisposizione del quale si coinvolgerà in modo più ampio possibile tutto il territorio provinciale in un lavoro di programmazione partecipata, per fare in modo che i progetti che verranno finanziati siano realmente espressione dei bisogni di base delle famiglie cuneesi. Bisogni che i responsabili della Fondazione CRC, sulla base della ricerca del CISF, hanno individuato in quattro ambiti: la  conciliazione dei tempi di vita, di lavoro, di comunità; la collaborazione intergenerazionale e di comunità; il supporto alla genitorialità nelle sfide educative; la prevenzione e la gestione dei conflitti famigliari.

Un esempio virtuoso, in definitiva, di come si può e si deve fare una vera politica per la famiglia: studio attento della realtà; confronto con tutti gli attori interessati; programmazione non episodica ma durevole; interventi non settoriali ma in una visione globale. Chissà che qualcuno, magari anche nelle alte sfere, possa fare tesoro di queste indicazioni!

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