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venerdì 28 febbraio 2020
 
Educazione in famiglia
 

I bambini e il gioco: la noia non fa paura

27/06/2015  Come e quanto giocano i genitori con i loro bambini? Ce lo dice una recente ricerca che ha analizzato le abitudini delle mamme. I possibili campanelli d’allarme che si manifestano nel gioco del bambino e come interpretarli correttamente. Non c’è oggi un unico modo di essere “brava mamma” o “bravo papà".

Oltre 700 mamme con figli entro i 3 anni, lavoratrici e non, provenienti da ogni parte d’Italia, sono state intervistate dalla Fisher-Price , per approfondire e riflettere sul tema del gioco. Ne sono emersi spunti interessanti.

Per quanto riguarda il “gioco libero” rispetto al “gioco organizzato”. La maggior parte delle mamme intervistate (76%) dichiara di organizzare inizialmente il gioco e di lasciare poi il bambino libero di esprimersi e fare le proprie scoperte senza intervenire mentre il 17% non riesce per le continue richieste di intervento.

Il 94% del campione ritiene sia fondamentale stimolare il bambino a giocare in autonomia e l’84% crede che giocare da soli incoraggi la creatività e la capacità di scoprire il mondo in libertà.

L’indagine ha poi toccato altri aspetti particolarmente sentiti dalle mamme di oggi come ad esempio la quantità di tempo dedicata al gioco nell’arco di una giornata. Sia le mamme lavoratrici che quelle non lavoratrici trascorrono giocando una percentuale consistente del loro tempo che oscilla tra il 25% e il 30% anche se le prime, nel 60% dei casi, vorrebbero avere più ore a disposizione da dedicare ai propri figli.

Dalla ricerca sono emersi i possibili campanelli d’allarme che si manifestano nel gioco del bambino e di come interpretarli correttamente. Un esempio? La noia: il 66% delle intervistate dichiara che a volte il proprio bambino si annoia mentre gioca e, tra queste, il 72% pensa che questo sia un bene poiché può rivelarsi utile nel suo percorso di crescita e conquista di autonomia.
La noia si configura quindi come un sentimento vissuto in maniera ambivalente dalle mamme divise tra la sua valenza positiva, di stimolo, e quella negativa, legata magari ad una loro mancanza.

Spunti interessanti anche in relazione alla scelta del giocattolo più adatto per lo sviluppo del proprio bambino: oggi infatti nel processo di acquisto sempre più mamme privilegiano prodotti che stimolino la creatività (67%) e lo sviluppo cognitivo (47%) anche se al primo posto tra gli strumenti più utili per la crescita del bambino compaiono ancora gli oggetti di uso quotidiano come cucchiai e chiavi.

Ad emergere è quindi una fotografia interessante che, indipendentemente dalle caratteristiche socio-demografiche delle intervistate coinvolte, ha evidenziato come non ci sia un modo giusto o sbagliato per giocare insieme ai propri figli: l’importante è accompagnare lo sviluppo di ogni bambino lasciandolo libero di scoprire il mondo e, passo dopo passo, trovare nuovi modi di rapportarsi con l’ambiente circostante nel rispetto delle naturali fasi di crescita.

«Non c’è oggi un unico modo di essere “brava mamma” o “bravo papà» – ha commentato il Dott. Mazzucchelli – e sono molteplici gli approcci pedagogici che possono portare benefici ai più piccoli. E’ però importante che dietro ogni decisione educativa vi sia una riflessione pensata e condivisa tra i genitori e che possa essere adattata ai bisogni dello specifico bambino e della singola famiglia».

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