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mercoledì 20 marzo 2019
 
 
Benessere

Giulia Arena, quando essere Miss vuol dire anche impegno

02/01/2018  La presentatrice di Rai4 è stata testimonial della ventesima edizione dei Giorni della Ricerca dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Con il suo sorriso ha ricordato ai coetanei che la prevenzione è importante a tutte le età.

Tornano, per il ventesimo anno, i Giorni della Ricerca Airc: una settimana, organizzata e promossa dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, volta a informare su cure e prevenzione dei tumori e a finanziare l’attività dei suoi circa 5.000 scienziati. Tra le testimonial di quest’anno c’è anche la giovanissima Giulia Arena, che i vent’anni li ha superati da poco. Miss Italia nel 2013, è stata conduttrice di diversi programmi per La7 e poi si è spostata a Rai4 con Kudos – Tutto passa dal Web. Ha le idee chiare Giulia, e una visione positiva della vita. Il suo sorriso aperto e solare arriva dritto al cuore di ogni generazione.

Come stai? So che questo è un periodo molto intenso…

«Decisamente! È appena cominciata la seconda stagione di Kudos, con uno studio nuovo e uno staff in parte cambiato. Siamo in fase di assestamento e di scoperta. Ma a giudicare dalla partenza, sarà un bel viaggio»!

Sei nata nel ’94, hai vinto Miss Italia nel 2013 e da quel momento non ti sei mai fermata…

«È vero, e per me quella vittoria è stata un vero shock: i primi mesi vietavo ai miei amici persino di accennare all’argomento. Ho partecipato per puro caso e avevo tutt’altri progetti: stavo per trasferirmi a Milano e cominciare l’università, cosa che ho poi fatto (studia Giurisprudenza alla Cattolica ndr.). Mi sono ritrovata all’improvviso a essere un personaggio pubblico, in un vortice di eventi e persone del tutto estranee alla mia vita».

Come hai resistito?

«La mia prospettiva è cambiata quando, in virtù del mio titolo, sono stata invitata a Toronto dalla Comunità italiana. Lì ho capito che essere Miss Italia poteva costituire un’opportunità per fare esperienze interessanti. Che avrei potuto rivestire quel ruolo non in modo passivo, essere comunque me stessa e dirigere l’esperienza in una direzione che mi rappresentasse».

Hai condotto anche programmi di cucina (Mode e modi food e Gustibus su La7). Che rapporto hai col cibo?

«Sono messinese e da classica siciliana mi piace mangiare. Ho la fortuna di avere un metabolismo molto rapido, per cui non devo seguire una dieta particolare né soffrire particolari rinunce. Mi piace cucinare e vado matta per la pasta, la mangerei tutti i giorni. Invece non amo molto i dolci e neppure gli alcolici, quindi li evito senza fatica. Quando sono stressata tendo a dimagrire e devo stare attenta».

Come sei diventata testimonial Airc?

«Ammetto che quando Airc mi ha contattata proponendomi questo ruolo, inizialmente sono rimasta stupita: credevo di essere troppo giovane per prestare il volto a una causa tanto importante. Poi, parlando con lo staff dell’Associazione, ho capito che questa malattia può riguardare tutti, e che anche le giovani generazioni vanno sensibilizzate all’argomento. Il fatto che mi abbiano scelta mi ha riempita di orgoglio e spero che il gemellaggio continui a lungo. Inoltre c’è stata una persona molto vicina alla mia famiglia che si è ammalata di tumore, e da quell’esperienza, che per fortuna si è risolta bene, ho capito che cosa significa toccare con mano la malattia, e anche quanto può essere importante la prevenzione per sconfiggerla».

Sei attenta alla prevenzione?

«Sì, faccio sempre tutti gli esami di screening raccomandati, e da quando sono testimonial per Airc sono anche più accurata. Ho imparato molto parlando con i ricercatori e i volontari. Per esempio che nei casi di predisposizione genetica e famigliarità, anche le donne giovani devono tenere alta la guardia».

Come si fa a parlare ai giovanissimi di argomenti difficili, come per esempio la malattia?

«Credo che i temi difficili vadano affrontati in modo diretto, quasi con crudezza. Nella vita esistono anche cose brutte, complicate, pericolose, è un dato di fatto, e l’unico modo per farle arrivare è presentarle per come sono. Spesso si tende a rifiutare certe realtà, ma a me le semplificazioni non piacciono. Credo che spiegando i fatti senza edulcorarli, si possano anche fornire gli strumenti migliori per affrontarli».

Che cosa ti piacerebbe fare in futuro?

«Condurre è la mia passione, e ho avuto la fortuna di poterlo fare fin da subito. In futuro, se potessi, sceglierei un taglio a metà fra il giornalismo e il varietà, puntando sull’attualità. Il bello della televisione è arrivare a tutti, ma la sfida è farlo senza diventare superficiali».

Per concludere, Giulia, che cos’è per te il benessere?

«Direi che è il giusto mix di equilibrio e soddisfazione».

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