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venerdì 17 gennaio 2020
 
 

Religione e ambiente, l'alleanza

14/12/2011  Si diffonde la convinzione che gli stimoli per la ripresa possano essere legati alla "green economy". E intanto anche i luoghi di culto, in tutto il mondo, diventano più "sostenibili".

Papa Benedetto XVI firma l'enciclica “Caritas in veritate”.
Papa Benedetto XVI firma l'enciclica “Caritas in veritate”.

L'Italia vive ora in un paradosso, per cui ha il più basso tasso di crescita demografica d'Europa e il più alto indice di consumo del territorio, ovvero di cementificazione del terreno per costruire case che rimangono vuote e capannoni industriali, erodendo terreno agricolo prezioso. “Il nostro Paese non deve usare la crisi come pretesto per rinnegare impegni di un rispetto ambientale che è anche salvaguardia di civiltà” afferma dalle colonne di “Qui Touring”, il presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi. L'associazione Greenaccord, con il sostegno della Provincia di Roma, ha dato vita al progetto “Verso un Nuovo Umanesimo”, che consiste in una serie di incontri, il primo dei quali (dedicato al tema “economia e sostenibilità sociale”) si è svolto a Roma nella Sala San Pio X in Via della Conciliazione.

Benedetto XVI, nell'enciclica “Caritas in veritate”, scrive: “La complessità e gravità dell'attuale situazione economica giustamente ci preoccupa, ma dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilità a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore. La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente”.

Nell'incontro non è mancata la voce della dottrina sociale della Chiesa, illustrata da Monsignor Mario Toso, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, affiancata a quella di economisti e sociologi. Appare ormai evidente a molti che la recessione mondiale assomiglia sempre di più a quella degli anni ’30. Ora come allora, infatti, l’origine finanziaria investe e trascina l’economia reale. Il mondo sviluppato uscì da quella crisi anche, e soprattutto, grazie al “New Deal” di Roosevelt e oggi ci si può chiedere se gli stimoli per la ripresa possano essere legati alla green economy e dunque se sia possibile un green new deal, che abbia però, per essere efficace, una dimensione globale.

“Oggi gli stimoli per la ripresa non possono essere semplicemente capaci di fare “uscire dalla crisi”, come si usa comunemente dire, per poi tornare, una volta usciti, al modello di crescita seguito dalla rivoluzione industriale in poi, che oggi e globalmente, non è più sostenibile. Il "green new deal" non può essere pensato solo come mezzo per uscire dalla crisi ma come mezzo per cambiare modello di produzione e di consumo” ha affermato Laura Castellucci, docente di economia politica all'Università di Roma Tor Vergata, intervenendo al convegno.

Lo zaino del pellegrino durante la visita del Papa in Inghilterra nel 2010.
Lo zaino del pellegrino durante la visita del Papa in Inghilterra nel 2010.


Divieto di transito per automobili e moto sulle strade di pellegrinaggio (Kano, Nigeria), pannelli solari sui tetti delle cattedrali (St. Albans, Gran Bretagna), acqua pulita distribuita a migliaia di pellegrini (Amritsar, India), migliaia di alberi piantati intorno ai luoghi sacri (Etchmiadzin, Armenia), autoproduzione del cibo per monaci e pellegrini (St. Pishoy, Egitto), cibo a chilometri zero, riduzione delle bottiglie di plastica e viaggi nella natura per i pellegrini (Assisi, Italia). Sono solo alcune delle iniziative programmate dai membri fondatori del “Green Pilgrimage Network”, la prima rete per ridurre l’impatto ambientale dei pellegrinaggi, un evento che muove ogni anno 100 milioni di pellegrini. Se tutti coloro che intraprendono un pellegrinaggio ogni anno fossero disposti allineati, coprirebbero la circonferenza del mondo per quasi quattro volte.

La rete è stata presentata un mese fa ad Assisi dall’Alleanza Religioni e Conservazione (Arc), in collaborazione con il Wwf. Nella cittadina umbra, città natale del Santo simbolo dell’amore per la natura, che accoglie ogni anno circa 6 milioni di pellegrini, si sono riuniti rappresentanti di 15 tradizioni religiose provenienti da tutto il mondo insieme a organizzazioni laiche e ambientaliste globali. È stata un'occasione anche per ricordare 25 anni di storia dell'Arc, nata nel 1986 sempre ad Assisi da un’idea dell’allora presidente del Wwf internazionale, il principe Filippo di Edimburgo.

I pellegrinaggi hanno oggi un notevole impatto ambientale nei luoghi sacri di tutto il mondo: posti in cui un tempo arrivavano 1.000 persone a settimana, per lo più a piedi, oggi ricevono decine di migliaia di persone che scendono dai pullman chiedendo un ristoro, non solo spirituale. Oltre all'inquinamento, numeri così alti provocano un’enorme pressione rispetto alla fornitura di acqua, cibo ed energia, alla gestione delle acque reflue, allo smaltimento dei rifiuti e all’alloggio dei pellegrini. E così anche la bellezza di questi luoghi rischia di essere danneggiata.

Per avere un'idea dei numeri, in occasione del Giubileo del 2000 a Roma sono stati registrati 25 milioni di visitatori, ma durante il Maha Kumbh Mela del 2001 circa 60 milioni di indù si sono immersi nel fiume Gange a Amritsar, di cui 30 milioni in un solo giorno, il 24 gennaio. È stato il più grande raduno di persone della storia, giustificato dal fatto che l’evento si verifica una volta ogni 144 anni.

Una processione a Kano, in Nigeria.
Una processione a Kano, in Nigeria.


1) Scegli agenzie turistiche responsabili
e modalità di viaggio che possano minimizzare l'impatto ambientale del viaggio: meglio il treno dell’aereo, meglio la bici del pullman.

2) Mangia e bevi prodotti sostenibili ed etici per tutta la durata del pellegrinaggio, in particolare evitando l'acqua in bottiglia e altri tipi di imballaggio.

3) Riduci al minimo i rifiuti e smaltisci i rifiuti (tuoi e altrui) in modo corretto, per esempio facendo la raccolta differenziata.

4) Sostieni i progetti locali per rendere la città di pellegrinaggio dove ti rechi più sostenibile, sia direttamente sia con donazioni.

5) Diffondi i messaggi del pellegrinaggio “verde” lungo il percorso e una volta tornato a casa.

Un pellegrinaggio Sikh al Tempio d'Oro di Amritsar, in India, dove sono state bandite le bottiglie di plastica.
Un pellegrinaggio Sikh al Tempio d'Oro di Amritsar, in India, dove sono state bandite le bottiglie di plastica.


Gerusalemme, fondata 4.000 anni fa, è il centro spirituale nelle religioni ebraica, cristiana e islamica. Qui gli ebrei hanno costruito il tempio di Solomone, i cristiani hanno fondato la chiesa del Santo Sepolcro e i musulmani la Cupola della Roccia. È meta spirituale per milioni di pellegrini in tutto il mondo ed è naturalmente una delle più coinvolte nei progetti per realizzare dei pellegrinaggi a basso impatto ambientale. In programma vi è un nuovo sistema di ferrovia leggera e il ripristino della Kidron Valley, la principale via di accesso a Gerusalemme per ebrei, cristiani e musulmani, oggi particolarmente inquinata

La terza città più grande di Israele, Haifa, è visitata invece da circa 5.000 pellegrini Baha’ì ogni anno e ospita la tomba del profeta del Bahaismo, che conta oltre 5 milioni di seguaci nel mondo. Anche qui si cerca di promuovere l’uso del trasporto pubblico per tutti i cittadini e migliorare la gestione di risorse limitate come acqua ed energia.

Amritsar, in India, è invece il principale luogo sacro per la religione Sikh ed è frequentato da 100.000 visitatori al giorno, ovvero 30 milioni di pellegrini ogni anno, che vengono da tutto il mondo per immergersi nelle sue acque benedette. Il Comune si è impegnato allora a fornire acqua potabile sicura nei 15 templi della città, a vietare l’utilizzo di sacchetti di plastica e aumentare la distribuzione di giovani alberi ai pellegrini che visitano il Tempio d’Oro.

Jinja Honcho, l’associazione di santuari Shinto, in Giappone, che possiede 80.000 santuari e cappelle, soprattutto in foreste sacre, si impegnano a conservare le foreste sacre e le montagne che i pellegrini attraversano per raggiungere i santuari. Etchmiadzin, in Armenia, a 20 chilometri dalla capitale dell’Armenia, Yerevan, è il centro spirituale di 7 milioni di armeni in tutto il mondo. La Chiesa ortodossa armena ha un progetto di ospitalità con famiglie locali che gestiscono bed&breakfast eco-friendly.

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